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La linea sottile

Wednesday, July 14th, 2010

Questi ultimi giorni sono stati un fermento, ed ho spesso pensato a quanto sia inestricabilmente imprevedibile la vita. Da un momento all’altro tutto può cambiare. Oppure rimanere del tutto identico e immobile. Le rivoluzioni partono quasi sempre in sordina. I segni ci sono, quasi sempre, ma sono difficili da percepire.

E’ il nostro abbandonarci alla routine che ci droga i sensi e che non ci permette di vedere oltre, tal volta di desiderare altro. Uno psicologo la definirebbe depressione ma in realtà sarebbe più appropriato chiamarla ordinaria assuefazione.

Per questo si dice spesso che dovremmo guardare al mondo con i nostri occhi di bambino: l’essenziale è invisibile agli occhi, diceva Saint-Excupéry. Il pericolo è costante. Smettendo di coltivare la giusta sensibilità dimentichiamo quanto siamo fragili. Dimentichiamo il nostro posto nell’universo. Smettiamo di desiderare un mondo migliore, di amare il prossimo. Possiamo anche arrivare a smettere di amare i nostri figli, i nostri cari, o addirittura noi stessi. Possiamo perderci.

La linea che divide la normalità dalla follia è impercettibile. Così come quella che divide la felicità assoluta dalla disperazione. Così le mille e una linea che dividono gli estremi della nostra poliedrica esistenza. I segni ci sono, ma sono difficili da percepire.

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