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	<title>paolo&#039;s blog &#187; sanremo</title>
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	<description>vanitas vanitatum et omnia vanitas</description>
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		<title>Sanremo 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 21:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non ho mai visto Sanremo per una sorta di razzismo musicale. Quando comprai la chitarra a quindici anni e iniziai a suonare De Gregori o Guccini, ritenevo che Sanremo fosse un festival di serie B o comunque non rappresentativo della &#8230; <a href="http://www.i-cherubini.it/paolo/blog/2010/02/18/sanremo-2010/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #666699;">Non ho mai visto Sanremo per una sorta di razzismo musicale. Quando comprai la chitarra a quindici anni e iniziai a suonare De Gregori o Guccini, ritenevo che Sanremo fosse un festival di serie B o comunque non rappresentativo della musica italiana, infatti per me la musica italiana era altro. Ora la vedo diversamente nell&#8217;impostazione, non cerco di fissare una categoria, una classifica, neanche stabilire cosa puo&#8217; essere rappresentativo della musica italiana e cosa no, niente di tutto cio&#8217;, semplicemente non mi piace la musica che viene suonata nel festival e mi infastidisce la paralisi mediatica che in questi giorni ruota attorno a Sanremo, e quindi continuo a non vederlo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #666699;">Se mi trovo a scrivere due righe su Sanremo tuttavia c&#8217;e&#8217; una motivazione, che e&#8217; la seguente: ho letto sul quotidiano della critica del cardinale Saraiva Martins sulla canzone di Povia, il fatto cioe&#8217; che secondo lui costituisse seriamente un rischio di essere interpretata come un inno all&#8217;eutanasia. Quindi su youtube sono andato ad ascoltare la canzone, per capire, per formarmi una mia opinione. Musicalmente non mi dice molto, la trovo molto piu&#8217; curata come &#8220;scenografia&#8221; che da un punto di vista musicale, invece il testo lo trovo interessante, un tantino forzato a livello emozionale, ma equilibrato. Non e&#8217; secondo me un inno all&#8217;eutanasia, ma semplicemente propone un concetto molto semplice, cioe&#8217; il fatto che ciascuno &#8220;ha le sue verita&#8217; &#8221; ossia &#8220;la propria scala di valori&#8221; e su questa scala impernia la sua esistenza. Il punto sta qui, rispettare l&#8217;altro significa rispettare anche le sue scelte, anche quando se ne&#8217; fa portatore un genitore. Chiaramente tali scelte non debbono nuocere alla collettivita&#8217; e a se stessi. E&#8217; difficile distinguere? Assolutamente si&#8217;. Al posto di Beppino Englaro cosa avrei fatto? Forse sarei rimasto al capezzale di mia figlia ad invocare il Dio di Abramo, nonostante i molti anni addietro nei quali sembrava sordo e muto, nonostante cio&#8217; molto probabilmente avrei sperato nel silenzio. Ma non per questo voglio, e sicuramente non posso, imporre i miei valori ad un&#8217;altra persona. Posso esternare la mia opinione, l&#8217;altro puo&#8217; accoglierla o meno, puo&#8217; condividerla o no, e qui finisce la mia linea di intervento. Non giudico chi agisce diversamente da come agirei io. Dire che ciascuno ha i suoi valori non mi sembra affatto una posizione relativista, non temo che la mia Fede ne&#8217; subisca una diminuzione, che perda importanza, non per me, ma soprattutto mai vorrei imporre i miei valori&#8230; </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #666699;">Concludo, in parte contraddicendomi, sottolineando che comunque in casi specifici, come quello al quale ho accennato, la forma di rispetto piu&#8217; profonda coincide con il silenzio.</span></p>
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