Fort McMurray e’ abitata da persone con gli anfibi da cantiere carichi di neve o fango, attraversata dalla road 63 e da un’infinita’ di pick-up che sembrano ridurre la dimensione (nel senso di ingombro) delle case circostanti e delle nostre macchine europee. Da Tim Hurtons, al mattino, intorno alle 6 c’e’ la fila di una ventina di pick-up come minimo abitati da persone che stanno per prendere il caffe’ medium al drive-thru o mangiare le famose frittelle di Poldo: sui pick-up fanno di tutto. Ci sono boschi, bisonti e sabbie bituminose. Ci sono le flare delle raffinerie che raggiungono il cielo con le fiamme dei gas che non e’ possibile smaltire o riciclare durante il processo di raffinazione (le stesse che infiammavano il cielo buio in blade runner). Tra i boschi si aprono radure di un paio di chilometri quadrati e alla vista si offre un insieme di tubi, comignoli, serbatoi, fumi, fiamme, distribuiti con geometria sapiente ed illuminati da luci gialle o bianche. Uno squarcio futurista nella natura primordiale. Sulla raffineria i raven degli indiani ed intorno i lupi, i bisonti e i coyote (ai quali e’ severamente proibito dare da mangiare!).
Gli orizzonti che si prospettano alla vista quotidiana cambiano in base al nostro stato d’animo ed approccio alla vita, si puo’ stare a 12000 miglia da casa e vedere nelle conifere le quercie di casa oppure sentirsi talmente immersi nel nuovo ambiente da percepire tutto come novita’, oppure ancora adattarsi e gustare le novita’ e aver coscienza delle proprie radici, del proprio sangue.