Underground, part III

Le tematiche trattate nel ciclo dei post “underground” ruotano attorno all’osservare dall’esterno me stesso o se stessi. Gli inspiratori sono da un lato H.Murakami e da un altro R.Barthes. Volevo scrivere due righe sulla verita’, sui segni, sull’amicizia, sull’amore e via declinando verso la soggettivita’ di tali concetti.

Poi ho iniziato ad osservare in silenzio una persona amata ed ho contestualizzato dopo molto tempo un aspetto fondamentale: quello di conoscere per amare. Ho sempre ritenuto che bisognava estendere, dilatare, i propri confini, lasciarsi provocare da altre culture e da persone sconosciute, conseguentemente spingersi sempre piu’ in la’ al di fuori dei propri confini geografici, superare le proprie barriere interiori, i propri pregiudizi su cio’ che riteniamo diverso e che ci spaventa, e…. tutti concetti che continuo a condividere, tuttavia, osservando, mi sembra di capire che il mondo non sia molto piu’ grande del salotto di casa.

Ed intanto, camminando sull’esile filo della coerenza intellettuale, mi appresto ad eradicarmi di nuovo, sapendo che quando rientrero’, una sola occhiata verso la grande finestra piena di luce sara’ sufficiente per compensare “i vuoti conoscitivi” che probabilmente mi accompagneranno.