Il punto della situazione, parte XX

L’italia era una realta’ contadina. Forse le relazioni umane erano piu’ semplici.

Poco tempo fa era molto piu’ importante incontrarsi, trascorrere del tempo assieme, anche lavorare assieme. Poi va da se, i cambiamenti quotidiani e a lungo termine, i cambienti di chi ci circonda da vicino, i nostri cambiamenti, implicano delle modificazioni dei rapporti, di conseguenza alcuni si stringono ed altri si allentano, di nuovi ne nascono ed altri si perdono. Vale la regola della ricerca reciproca e questa continua a valere tanto piu’ quanto non ci si accontenta del virtuale comunicativo, delle presunte comodita’ e dei conseguenti stress indotti, continua a valere fintanto che non si cade nell’illusione di bastare a se stessi. E’ evidente che se l’unico momento “fuori dal lavoro”, dunque serale, e’ riempito dei vari “zio Michele” che raccontano di un omicidio senza capire perche’ come se parlassero della caccia alla lepre, e’ facile sentirsi parte di questa realta’ corrotta e sbiadita, orgogliosa e osannatrice dei furbetti, rappresentante autorevole della nostra attuale realta’ televisiva.

Dalla civilta’ contadina alla civilta’ televisiva.

Dalla necessita’ dell’altro alla sublimazione di se.

A ciascuno il suo.

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Il punto della situazione, parte XIX

Egli da principio creò l’uomo
e lo lasciò in balìa del suo proprio volere.
Se vuoi, osserverai i comandamenti;
l’essere fedele dipenderà dal tuo buonvolere.
Egli ti ha posto davanti il fuoco e l’acqua;
là dove vuoi stenderai la tua mano.
Davanti agli uomini stanno la vita e la morte;
a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.
Grande infatti è la sapienza del Signore,
egli è onnipotente e vede tutto.
I suoi occhi su coloro che lo temono,
egli conosce ogni azione degli uomini.
Egli non ha comandato a nessuno di essere empio
e non ha dato a nessuno il permesso di peccare.” [Siracide, 15, 14-20]

Molto tempo fa, all’inizio del nuovo millennio, avevo piacere di chiedere consiglio ad una persona cara. Una persona che conoscevamo in molti. Generalmente, quando voleva sottolineare la naturale inclinazione dell’uomo a scegliere per il proprio bene ed in particolare a scegliere sbagliando, diceva “ciascuno e’ libero di pulirsi il naso con una revolverata”. Abbiamo tanto riso su questa frase e citata molte volte, eppure, nonostante tutto, mi sembra che si continui a dimostrarne la validità.

A ciascuno il suo.

 

 

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La parbola della tripla vista mare

Gratuitamente date, gratuitamente ricevete. Niente e’ gratis.

(by P&C)

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Temporary Ecclesia

«Posso capire che, di fronte a crimini come gli abusi su minori commessi da sacerdoti, se le vittime sono persone vicine uno dica: questa non è la mia Chiesa, la Chiesa è una forza di umanizzazione e moralizzazione e se loro stessi fanno il contrario io non posso più stare con questa Chiesa». Così, sul volo che lo ha condotto a Berlino, Benedetto XVI ha risposto a una domanda dei giornalisti sull’aumento delle uscite dalla chiesa cattolica in Germania, anche in relazione allo scandalo pedofilia. [cfr. Repubblica.it]

Dico che da questa chiesa si esce anche per molto meno.

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Il punto della situazione, parte XVIII

Il Signore mandò il profeta Natan a Davide, e Natan andò da lui e gli disse: «Due uomini erano nella stessa città, uno ricco e l’altro povero. Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero, mentre il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina, che egli aveva comprato. Essa era vissuta e cresciuta insieme con lui e con i figli, mangiando del suo pane, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno. Era per lui come una figlia. Un viandante arrivò dall’uomo ricco e questi, evitando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso quanto era da servire al viaggiatore che era venuto da lui, prese la pecorella di quell’uomo povero e la servì all’uomo che era venuto da lui».

Davide si adirò contro quell’uomo e disse a Natan: «Per la vita del Signore, chi ha fatto questo è degno di morte. Pagherà quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa e non averla evitata». Allora Natan disse a Davide: «Tu sei quell’uomo! [..]» [2 Samuele, 12, 1-7]

Chiaramente per capire a fondo il significato del brano che ho riportato, uno dei più intrisi di morale cristiana di tutto l’Antico Testamento, occorre leggere anche il capitolo 11. Ad ogni modo, la riflessione che mi suscita e’ la seguente: a volte pensando ad una possibile azione si rifiuta anche il pensiero, si ricaccia dalla mente il pensiero, come se il pensiero stesso fosse oltraggioso, eccessivo, portatore di immoralità, prossimo ad un senso di colpa, capace di fare del male, il pensiero. Figurarsi l’azione, quella proprio la si esclude. Ma poi, come talvolta accade, quando si gioca al ribasso con se stessi, si lascia passare il pensiero, si minimizzano gli effetti, si ritiene talmente evanescente da essere virtuale. E così il pensiero viene accettato. L’azione, quella, diviene così solo questione di tempo.

 

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Dedicated to A.

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Go back

Mi mancava il traffico, mi mancavano le code sulla pontina e i ritardi dei mezzi pubblici, i cassonetti dell’immondizia traboccanti, le persone che urlano a venti centimetri l’una dall’altra e gli angoli sudici delle strade. Mi mancavano anche le approssimazioni lavorative, gli overtime continui, il dover sempre correre perché si inizia già in ritardo. Mi mancavano i mendicanti moderni e i venditori di fumo, i politicanti che valgono poco o nulla e gli sguardi furbi dei nostri concittadini, come se la fregatura fosse sempre dietro l’angolo.

Mi mancava tutto ciò, sono bastati pochissimi giorni e già sono di nuovo quasi saturo.

Ho ottenuto un permesso di lavoro in trenta minuti, la tessera assicurativa sociale in venti minuti. Niente code. Niente burocrazia, niente giri tra uffici che non sanno esattamente cosa si deve fare. Niente di tutto ciò. Nell’efficiente Canada tutto funziona, tutto e’ normato, sembra quasi che il male contemporaneo che c’e’ in Europa li’ non ci sia: viviamo un quotidiano di precarietà. Questa precarietà, che appartiene all’epoca in cui viviamo, produce eventi imprevedibili, a volte impensabili, e ciò in ultima istanza, comporta un sentimento di emergenza.

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Calgary, new history, part IV

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Calgary, new history, part III

“Paris – Texas” di Wim Wenders e’ un gran bel film.

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Calgary, new history, part II

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