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	<title>paolo's blog</title>
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		<title>Underground</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 20:15:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[Sputnik]]></category>

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		<description><![CDATA[[..] Di questo sono assolutamente certa. Se solo ci penso, comincio a sentire dentro di me uno scricchiolio, come se anch&#8217;io stessi per dividermi in due. La divisione di Myu mi sembra riflettere il mio stesso essere divisa. E poi, ho un dubbio. Se questa parte di qua, dove Myu e&#8217; adesso, non fosse il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">[..] </span><span style="color: #3366ff;">Di questo sono assolutamente certa. Se solo ci penso, comincio a sentire dentro di me uno scricchiolio, come se anch&#8217;io stessi per dividermi in due. La divisione di Myu mi sembra riflettere il mio stesso essere divisa. E poi, ho un dubbio. Se questa parte di qua, dove Myu e&#8217; adesso, non fosse il suo vero mondo (cioe&#8217; se la parte di qua fosse in realta&#8217; l&#8217;altra parte), io che vivo in stretta intimita&#8217; con Myu in questa dimensione del tempo, che cosa sarei io?</span><span style="color: #3366ff;"> [..]</span></address>
<address style="text-align: justify;"><span style="font-style: normal;"><span style="color: #3366ff;">[H.Murakami, La ragazza dello Sputnik]</span></span></address>
<address style="text-align: justify;"></address>
<address style="text-align: justify;"><span style="font-style: normal;"><span style="color: #3366ff;"><br />
</span></span></address>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;">Il punto e&#8217; questo: fino a che punto la realta&#8217; di coloro con i quali viviamo in relazione, siano essi persone intime o meno, ma sicuramente persone che per noi hanno importanza nel nostro contesto vitale, perturbano la nostra quotidianita&#8217;? La questione non e&#8217; se si dipenda o meno da un&#8217;altra persona, dipendenza sia sana sia malata, la questione e&#8217;, visto che siamo esseri &#8220;vocati&#8221; alla relazione, esseri in relazione, la nostra unita&#8217; di misura nel capirci e&#8217; anche l&#8217;altro, ma quando l&#8217;altro inizia ad essere unico sistema di riferimento? Un cambiamento dell&#8217;altro verra&#8217; necessariamente vissuto come un nostro cambiamento, ma non subi&#8217;to, semmai vissuto, scelto. Tante o poche parole, sicuramente minime, per rendermi conto che in ogni ambito relazionale il raggiungere la &#8220;giusta distanza&#8221; cioe&#8217; la &#8220;giusta vicinanza&#8221; e&#8217; questione fondamentale ed in un certo qual modo contribuisce a garantire la longevita&#8217; della relazione stessa.</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><br />
</span>
</p>
<p style="text-align: justify;">
<pre style="text-align: center;"><span style="color: #3366ff;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-887" title="sputnik" src="http://www.i-cherubini.it/paolo/blog/wp-content/uploads/2010/03/sputnik-216x300.jpg" alt="sputnik" width="216" height="300" />
[refer to <a title="here" href="http://jeff560.tripod.com/images/sputnik.jpg">here</a> for the picture original context]
</span></pre>
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		<title>Riflessione minima</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 20:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Il confine tra la propria autodeterminazione e quella dell&#8217;altro a volte e&#8217; labile. Si sceglie per se, per cio&#8217; che ciascuno ritiene giusto per se e si puo&#8217; non fare cio&#8217; che e&#8217; giusto per l&#8217;altro. Non ho intenzione di spingermi sulla definizione del concetto di &#8220;giusto&#8221; e parto dal presupposto che ciascuno agisca rispettando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Il confine tra la propria autodeterminazione e quella dell&#8217;altro a volte e&#8217; labile. Si sceglie per se, per cio&#8217; che ciascuno ritiene giusto per se e si puo&#8217; non fare cio&#8217; che e&#8217; giusto per l&#8217;altro. Non ho intenzione di spingermi sulla definizione del concetto di &#8220;giusto&#8221; e parto dal presupposto che ciascuno agisca rispettando se stesso e l&#8217;altro. Dunque, si fanno le valutazioni del caso e si fanno delle scelte conseguenti ovvero non si fa alcune considerazione e si sceglie, come dire, d&#8217;impulso, quasi senza pensare. In questa dinamica quotidiana, relativa a scelte minime ma anche fondamentali, si fanno i conti con la propria liberta&#8217; di movimento e la liberta&#8217; di movimento dell&#8217;altro; tipo due sfere: in una c&#8217;e&#8217; colui che sceglie e nell&#8217;altra c&#8217;e&#8217; l&#8217;altro. La scelta potrebbe comportare l&#8217;invasione nella sfera individuale dell&#8217;altro e tale invasione potrebbe essere ben accetta o no, potrebbe causare gioia ma anche dolore, interesse o indifferenza. Il rischio della non scelta, che a ben guardare e&#8217; comunque una scelta, e&#8217; l&#8217;immobilismo, cioe&#8217; l&#8217;attesa degli eventi. Scegliere e rischiare ovvero non voler rischiare e quindi rischiare di non vivere una situazione che in potenza potrebbe aver luogo?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">Quello stimolo elettrizzante che fa respirare a pieni polmoni e sentirsi parte determinante del contesto storico del momento, quell&#8217;euforia un po&#8217; adolescente come anche quell&#8217;incoscienza tipica dei vent&#8217;anni, mi spingono a scegliere per il cambiamento, rifuggendo dall&#8217;inaccettabile occhiata del sentirmi spettatore della mia storia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;">E&#8217; accaduto, accade, accadra&#8217;.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><img class="aligncenter size-large wp-image-881" title="noel" src="http://www.i-cherubini.it/paolo/blog/wp-content/uploads/2010/03/noel1-768x1024.jpg" alt="noel" width="277" height="368" /><br />
</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mistica ferroviaria ed approccio del pendolare-somaro, parte II</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 21:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[anarchia]]></category>
		<category><![CDATA[pendolare]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle operazioni che l&#8217;anarchica Trenitalia ci riserva immancabilmente tutte le sere e&#8217; il test di chiusura delle porte del treno: vengono chiuse e se tutte risultano chiuse allora il test ha avuto esito positivo. Ora, dato che la datazione del materiale rotabile, che la generosa Trenitalia riserva al pendolare-somaro, va attestata intorno a trenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #515151;">Una delle operazioni che l&#8217;anarchica Trenitalia ci riserva immancabilmente tutte le sere e&#8217; il test di chiusura delle porte del treno: vengono chiuse e se tutte risultano chiuse allora il test ha avuto esito positivo. Ora, dato che la datazione del materiale rotabile, che la generosa Trenitalia riserva al pendolare-somaro, va attestata intorno a trenta anni fa, puo&#8217; accadere che almeno una porta si chiuda ma il finecorsa che ne verifica la chiusura non invii il segnale di avvenuta chiusura; ne&#8217; consegue il solito sibilo di chiusura e il rumore dell&#8217;aria uscente dal sistema pneumatico che si ripetono periodicamente ogni 2 secondi. Il rumore e&#8217; fastidioso, ma la cosa piu&#8217; fastidiosa e&#8217; che cio&#8217; impone al capotreno di non far partire il treno e quindi inizia ad accumularsi ritardo. La tragifarsa va avanti per una decina di minuti fintanto che la porta non viene esclusa ovvero &#8220;sistemata&#8221; e quindi, se non bisogna dare precedenze varie, si parte. Non si puo&#8217; fare il test con leggero anticipo? OVVIAMENTE no. L&#8217;adrenelina che ogni sera deve scorrere nelle nostre schiene fino al fischio del capotreno che avvisa la partenza imminente del treno e&#8217; elemento gratuito che Trenitalia ci riserva. Trenitalia decide, Trenitalia e&#8217; sempre la stessa ed e&#8217; sempre diversa. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #515151;">Ma questa sera, dopo aver imprecato contro il capotreno che mentre noi richiedevamo un intervento rapido per la mancata chiusura della porta lui stava al telefono nella carrozza precedente alla nostra, abbiamo anche sperimentato il freezing time, cioe&#8217; i riscaldamenti della carrozza non erano accesi. Ti sei &#8220;scaldato&#8221; contro la porta che non si chiude? Bene, ora ti &#8220;gelo&#8221; un po&#8217; e ti richiamo al tuo status di pendolare-somaro. Mi ero rassegnato. Tiro fuori da leggere e con la sciarpa leggo. Ma ecco che dopo dieci minuti circa dalla partenza, un pendolare-somaro dotato di chiave adatta, si e&#8217; recato nel vestibolo della nostra carrozza, ha aperto lo sportello dell&#8217;armadio che contiene il quadro elettrico, ha girato un perno, ha richiuso e si e&#8217; seduto soddisfatto. Dopo poco tempo l&#8217;aria calda ha iniziato ad uscire dai bocchettoni e abbiamo iniziato ad alleggerirci. Tutto cio&#8217; in silenzio. Soddisfatti, avendo guardato per un attimo il nostro eroe, e soddisfatti. Da notare che se e&#8217; stato sufficiente accendere l&#8217;impianto di riscaldamento e non si sono verificati guasti successivi, evidentemente significava che era semplicemente spento. Trenitalia voleva educarci, sempre gratuitamente, ad offrire il nostro petto alla tramontana, a temperarci per un futuro prossimo da glaciazione climatica, a farci training nel caso in cui trasferimenti improvvisi di lavoro dovessero imporci la Transiberiana.</span></p>
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		<title>Sanremo 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 21:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[sanremo]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ho mai visto Sanremo per una sorta di razzismo musicale. Quando comprai la chitarra a quindici anni e iniziai a suonare De Gregori o Guccini, ritenevo che Sanremo fosse un festival di serie B o comunque non rappresentativo della musica italiana, infatti per me la musica italiana era altro. Ora la vedo diversamente nell&#8217;impostazione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #666699;">Non ho mai visto Sanremo per una sorta di razzismo musicale. Quando comprai la chitarra a quindici anni e iniziai a suonare De Gregori o Guccini, ritenevo che Sanremo fosse un festival di serie B o comunque non rappresentativo della musica italiana, infatti per me la musica italiana era altro. Ora la vedo diversamente nell&#8217;impostazione, non cerco di fissare una categoria, una classifica, neanche stabilire cosa puo&#8217; essere rappresentativo della musica italiana e cosa no, niente di tutto cio&#8217;, semplicemente non mi piace la musica che viene suonata nel festival e mi infastidisce la paralisi mediatica che in questi giorni ruota attorno a Sanremo, e quindi continuo a non vederlo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #666699;">Se mi trovo a scrivere due righe su Sanremo tuttavia c&#8217;e&#8217; una motivazione, che e&#8217; la seguente: ho letto sul quotidiano della critica del cardinale Saraiva Martins sulla canzone di Povia, il fatto cioe&#8217; che secondo lui costituisse seriamente un rischio di essere interpretata come un inno all&#8217;eutanasia. Quindi su youtube sono andato ad ascoltare la canzone, per capire, per formarmi una mia opinione. Musicalmente non mi dice molto, la trovo molto piu&#8217; curata come &#8220;scenografia&#8221; che da un punto di vista musicale, invece il testo lo trovo interessante, un tantino forzato a livello emozionale, ma equilibrato. Non e&#8217; secondo me un inno all&#8217;eutanasia, ma semplicemente propone un concetto molto semplice, cioe&#8217; il fatto che ciascuno &#8220;ha le sue verita&#8217; &#8221; ossia &#8220;la propria scala di valori&#8221; e su questa scala impernia la sua esistenza. Il punto sta qui, rispettare l&#8217;altro significa rispettare anche le sue scelte, anche quando se ne&#8217; fa portatore un genitore. Chiaramente tali scelte non debbono nuocere alla collettivita&#8217; e a se stessi. E&#8217; difficile distinguere? Assolutamente si&#8217;. Al posto di Beppino Englaro cosa avrei fatto? Forse sarei rimasto al capezzale di mia figlia ad invocare il Dio di Abramo, nonostante i molti anni addietro nei quali sembrava sordo e muto, nonostante cio&#8217; molto probabilmente avrei sperato nel silenzio. Ma non per questo voglio, e sicuramente non posso, imporre i miei valori ad un&#8217;altra persona. Posso esternare la mia opinione, l&#8217;altro puo&#8217; accoglierla o meno, puo&#8217; condividerla o no, e qui finisce la mia linea di intervento. Non giudico chi agisce diversamente da come agirei io. Dire che ciascuno ha i suoi valori non mi sembra affatto una posizione relativista, non temo che la mia Fede ne&#8217; subisca una diminuzione, che perda importanza, non per me, ma soprattutto mai vorrei imporre i miei valori&#8230; </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #666699;">Concludo, in parte contraddicendomi, sottolineando che comunque in casi specifici, come quello al quale ho accennato, la forma di rispetto piu&#8217; profonda coincide con il silenzio.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mistica ferroviaria e approccio del pendolare-somaro</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 17:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[pendolare]]></category>
		<category><![CDATA[trenitalia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il pendolarismo contribuisce in modo determinante alla formazione di uno status &#8220;a spettro largo&#8221; cioe&#8217; tutti quegli usi e costumi che appartengono indistintamente a colui che il pendolare lo fa e lo e&#8217;, che lo voglia o no. Dal primo treno del mattino ad uno degli ultimi del tardo pomeriggio c&#8217;e&#8217; una linea chiara che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il pendolarismo contribuisce in modo determinante alla formazione di uno status &#8220;a spettro largo&#8221; cioe&#8217; tutti quegli usi e costumi che appartengono indistintamente a colui che il pendolare lo fa e lo e&#8217;, che lo voglia o no. Dal primo treno del mattino ad uno degli ultimi del tardo pomeriggio c&#8217;e&#8217; una linea chiara che accomuna tutti coloro che su i convogli regionali, inter-regionali, spendono piu&#8217; di un decimo della loro esistenza lavorativa. Al mattino regna il silenzio, guai a parlare nei vagoni dormitorio (in questi periodi si trovano viaggiatori viaggianti con cuscini ad U, copri occhi, coperta), alla sera c&#8217;e&#8217; piu&#8217; allegria e c&#8217;e&#8217; anche chi abusa della concessione della parola, praticamente urlando. Poi non mancano mai le tre donne (comunque minimo tre) che non riescono a tacere nemmeno per un epto-secondo e riescono a parlare di tutto, dalla struttura corposa della pastiera alla visita del Dalai Lama negli States. Non mancano ancora gli esperti di politica come anche chi ha una soluzione per ogni tipo di problema. In questo microcosmo pulsante e capace di avere fisionomia propria, Trenitalia si destreggia con saggezza antica, accoglie nel suo ventre molle il pendolare e lo manda via quando lo decide, puo&#8217; capitare in stazione, puo&#8217; capitare fuori stazione, puo&#8217; tenere il pendolare ostaggio per un certo tempo in virtu&#8217; di non precisati guasti o perche&#8217; c&#8217;e&#8217; da dare la precedenza a qualche treno di categoria superiore. Insomma, Trenitalia decide e al pendolare non rimane che accettare. Non ci sono alternative nella grande societa&#8217; per azioni socialista che Trenitalia e&#8217;. Tariffe basse, servizio pessimo, qualche &#8220;ci scusiamo per il disagio&#8221; e si gira pagina, domani e&#8217; un altro giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Vivo con rassegnazione quasi sapiente il mio tempo ferroviario quotidiano. E debbo dire, per onesta&#8217;, che non mancano mai le sorprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Dove la mente umana, si intende quella razionale, si arresta, Trenitalia partorisce il maiale alato. Un esempio recente (P sta per pendolare, C sta per capotreno, il treno e&#8217; un regionale):</p>
<address>P: .. ecco il biglietto</address>
<address>C: ma e&#8217; di un intercity!</address>
<address>P: infatti dovevo prendere l&#8217;intercity per andare nella stazione di X, l&#8217;intercity era in ritardo e quindi ho preso il regionale sempre per recarmi nella stessa stazione.</address>
<address>C: debbo farle la multa</address>
<address>P: e perche&#8217;?</address>
<address>C: perche&#8217; lei ha un titolo di viaggio adatto per un treno che appartiene alla societa&#8217; che noi chiamiamo &#8220;passeggeri&#8221;, invece il treno nel quale siamo e&#8217; un regionale, cioe&#8217; appartiene ad una societa&#8217; per il trasporto regionale appunto, e quindi il suo titolo di viaggio non e&#8217; valido.</address>
<address></address>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La storia e&#8217;continuata nello stupore generale e nel tentativo di capire se il capotreno ci stesse gabbando o no. Non scherzava. Trenitalia, mamma grassa e volgare, ha subito una divisione di rami di azienda sulle spalle di chi il treno lo prende tutti i giorni e gli garantisce la sopravvivenza. Attenzione, perche&#8217; se perdete l&#8217;Eurostar ovvero l&#8217;Eurostar e&#8217; stato soppresso (perche&#8217; anche questo capita) non prendete alcun treno di categoria INFERIORE, peggio che mai una combinazione di treni regionali e inter-regionali, perche&#8217; sicuramente commettereste una violazione della normativa ferroviaria sui titoli di viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Termino il mio sfogo composto con un avviso, se qualcuno dovra&#8217; prendere un treno che a Roma Termini parte dal binario su una delle due nuove piattaforme est, si armi di pazienza e di scarpe da running, perche&#8217; tali binari si trovano in testa al binario uno, praticamente sulla Prenestina&#8230; (chi non e&#8217; addentro alla toponomastica dell&#8217;urbe controlli su google maps).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Real world</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 20:39:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[Natsuo Kirino]]></category>
		<category><![CDATA[noir]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; il titolo di un libro di Natsuo Kirino. E&#8217; un romanzo.
Parla degli adolescenti, a mezzo di una profonda analisi psicologica tratta di un gruppo di ragazze che si rapportano con un &#8220;usuale vicino di casa&#8221;, ragazzo anch&#8217;egli, a seguito di un suo gesto estremo, estremo da portare all&#8217;omicidio della madre. Il ragazzo stravolge il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #888888;">E&#8217; il titolo di un libro di Natsuo Kirino. E&#8217; un romanzo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #888888;">Parla degli adolescenti, a mezzo di una profonda analisi psicologica tratta di un gruppo di ragazze che si rapportano con un &#8220;usuale vicino di casa&#8221;, ragazzo anch&#8217;egli, a seguito di un suo gesto estremo, estremo da portare all&#8217;omicidio della madre. Il ragazzo stravolge il suo gesto proponendolo, in prima istanza a se stesso, come un gesto umano, aggrappato ad una sua ferrea struttura filosofica. Il ragazzo e le quattro amiche, che diversamente e nascondendoselo, condividono esistenzialmente la sua vita post-omicidio, contribuiscono a rarefare e ridurre al minimo concepibile qualsiasi umanita&#8217;, in un certo qual modo la distruggono, portandosi, tre di loro, ad affermare la propria unica esistenza negandola, cioe&#8217; perdendo la vita. In questo continuo guardare al di la&#8217; della propria linea etico-morale, Hori Ninna, Terauchi, Yuzan, Kirarin, entrano nel mondo adulto traghettate dal &#8220;vermiciattolo&#8221;, come lo avevano soprannominato. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #888888;">Ho letto il romanzo l&#8217;estate scorsa, mi sembra di ricordare, e mi e&#8217; piaciuto. Il titolo forse non e&#8217; proprio azzeccato, perche&#8217; fornisce comunque una chiave di lettura, ma tutto sommato ha una sua aderenza alle tematiche trattate.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #888888;">Mi e&#8217; tornato in mente guardando il TG, leggendo il quotidiano, ascoltando alcuni colleghi, a volte ho la sensazione che si preferisca essere un avatar piuttosto che se stessi, e cio&#8217; puo&#8217; solo accadere in una spazio virtuale, dunque non reale.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il giorno dopo il giorno della memoria</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 20:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[Elie Wiesel]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;[...] Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address><span style="color: #2161dd;">&#8220;[...] Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.</span></address>
<address><span style="color: #2161dd;">Mai dimenticherò quel fumo.</span></address>
<address><span style="color: #2161dd;">Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.</span></address>
<address><span style="color: #2161dd;">Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.</span></address>
<address><span style="color: #2161dd;">Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.</span></address>
<address><span style="color: #2161dd;">Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.</span></address>
<address><span style="color: #2161dd;">Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai. […]&#8220;</span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><span style="color: #2161dd;">[E.Weisel, La notte]</span></span></address>
<address><span style="color: #2161dd;"><br />
</span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><span style="color: #2161dd;">Da quando ho preso coscienza della storica drammatica unicita&#8217; della Shoah mi sono poste molte domande, storiche, esistenziali, spirituali. </span></span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><span style="color: #2161dd;">Il giorno della memoria era ieri, tutti i riflettori accessi, tutti i megafoni a 120 dB, tutti verso Emmaus. </span></span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><span style="color: #2161dd;">Oggi possiamo anche dimenticare, oggi possiamo anche negare. E negano anche gli adolescenti, negano non capendo assolutamente di cosa stanno parlando, negano. E&#8217; ancora notte, l&#8217;ipocrisia strisciante di chi dona la moneta d&#8217;oro in prima fila facendola prima rilucere a braccio teso, non permettera&#8217; che il giorno sia.</span></span></address>
]]></content:encoded>
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		<title>Anno XV &#8211; Regno di Papi</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 14:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[processo breve]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia, nella Repubblica, il confronto e&#8217; duro e le posizioni garantiste. Dopo il passaggio alla Camera, finalmente un processo dovra&#8217; durare sei anni.
E&#8217; come prendere il famoso somaro, farlo correre, stabilire che corre troppo lentamente e quindi appendere una grida fuori dalla stalla nella quale e&#8217; chiaramente scritto che con decorrenza immediata il somaro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333399;">In Italia, nella Repubblica, il confronto e&#8217; duro e le posizioni garantiste. Dopo il passaggio alla Camera, finalmente un processo dovra&#8217; durare sei anni.</span></p>
<p><span style="color: #333399;">E&#8217; come prendere il famoso somaro, farlo correre, stabilire che corre troppo lentamente e quindi appendere una grida fuori dalla stalla nella quale e&#8217; chiaramente scritto che con decorrenza immediata il somaro dovra&#8217; ridurre di un terzo i suoi tempi di percorrenza di un fissato tragitto. Punto. Nessuna altra azione viene compiuta per riformare &#8220;i tempi fisiologici&#8221; del somaro.</span></p>
<p><span style="color: #333399;">Il vicino, che nella propria stalla ha anche dei cavalli, essendo partito anch&#8217;egli da una quantita&#8217; notevole di somari ma via via essendosi anche interrogato se non era il caso di &#8220;riformare&#8221; la stalla introducendo anche cavalli, occupandosi dell&#8217;alimentazione delle bestie, della loro salute, dei loro &#8220;ritmi lavorativi&#8221; e via dicendo, il vicino dunque, rimane a chiedersi cosa cambiera&#8217;&#8230; capisce che non cambiera&#8217; niente, perche&#8217; il somaro rimane tale nonostante la grida e quindi gli viene il dubbio se non ci siano altre motivazioni alla &#8220;riforma del somaro&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-856  aligncenter" title="PB@REPUBBLICA" src="http://www.i-cherubini.it/paolo/blog/wp-content/uploads/2010/01/PB@REPUBBLICA.jpg" alt="PB@REPUBBLICA" width="553" height="369" /><span style="color: #333399;"><span style="font-size: xx-small;">[for the picture original context please refer to <a title="here" href="http://www.repubblica.it/politica/2010/01/20/foto/senato_protesta-2016057/1/">here</a>]</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sabato del villaggio</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 18:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[Leopardi]]></category>

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		<description><![CDATA[Una variazione sul tema del sabato e dell&#8217;impatto del sabato sull&#8217;uomo.
&#8220;Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti&#8230;&#8220;
[F.De Andre', Il testamento di Tito]
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una variazione sul tema del sabato e dell&#8217;impatto del sabato sull&#8217;uomo.</p>
<p><span style="color: #333399;">&#8220;<em>Ma adesso che viene la sera ed il buio<br />
mi toglie il dolore dagli occhi<br />
e scivola il sole al di là delle dune<br />
a violentare altre notti&#8230;</em>&#8220;</span></p>
<p><span style="color: #333399;">[F.De Andre', Il testamento di Tito]</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Etica ed istinto: considerazione minima</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 20:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[virtu']]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sarebbe molto da dire per inaugurare il nuovo anno.
Le  tematiche emerse molteplici.
Tuttavia due elementi colorano le giornate presenti, la presa di Bologna, come avrebbe fatto un troiano, e la discesa in guerra dell&#8217;apache. Mi diverto a pensarci, per un verso, per un altro le questioni, seppur diverse nella sostanza, mi rattristano. E cosi&#8217;, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address><span style="font-style: normal;"><span style="color: #666699;">Ci sarebbe molto da dire per inaugurare il nuovo anno.</span></span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><span style="color: #666699;">Le  tema</span></span><span style="font-style: normal;"><span style="color: #666699;">tiche emerse molteplici.</span></span></address>
<address style="text-align: justify;"><span style="font-style: normal;"><span style="color: #666699;">Tuttavia due elementi colorano le giornate presenti, la presa di Bologna, come avrebbe fatto un troiano, e la discesa in guerra dell&#8217;apache. Mi diverto a pensarci, per un verso, per un altro le questioni, seppur diverse nella sostanza, mi rattristano. E cosi&#8217;, di pensiero in pensiero, scivolando in un turbinio lento ma incessante, complice anche l&#8217;assenza di illuminazione delle carrozze nel tornare in treno, mi sono soffermato sulla necessita&#8217; a volte, di reagire alla sofferenza. Non che tali situazioni mi facciano soffrire, ma partendo da queste ho ragionato sulla sofferenza, e questo perche&#8217; altre persone che ne&#8217; sono implicate un minimo di sofferenza l&#8217;hanno avuta, e forse un poco anche ora, stanno soffrendo. Mi affido alla sintesi di Yukio Mishima, in assoluto lo scrittore giapponese che preferisco:</span></span></address>
<address style="text-align: justify;"><span style="color: #666699;">&#8220;Doveva assolutamente smettere di credere alla realta&#8217; della sofferenza, sebbene fino al giorno prima fosse stata un elemento indispensabile della sua vita. &lt;&lt;Da oggi non ne&#8217; avro&#8217; piu&#8217; bisogno. Dovro&#8217; anzi cancellarla. Devo mettere ordine in tutto cio&#8217; che mi circonda&gt;&gt;. Ma a quel punto Setsuko si chiese quale nome avrebbe potuto attribuire alla sensazione di vuoto che gravava sul suo animo. &lt;&lt;Non e&#8217; sofferenza, ne&#8217; dolore. Non e&#8217; neppure tristezza. Eppure, a maggior ragione, non e&#8217; neppure gioia. Sembra quasi una brace del mio antico tormento. Ma in realta&#8217; e&#8217; qualcosa di diverso. La sofferenza appartiene al passato. Nonostante tutto, i miei sentimenti avanzano ineluttabilmente, come le lancette di un orologio. Sono sentimenti puri, privi di ogni significato, sentimenti nudi, sensibili, vulnerabili, tremanti. Sentimenti che si muovono con precisione vana&gt;&gt;.</span><span style="font-style: normal;"><span style="color: #666699;"> [Y.Mishima, Una virtu' vacillante]</span></span></address>
<address style="text-align: justify;"></address>
<address style="text-align: justify;"><span style="font-style: normal;"><span style="color: #666699;">Ancora, ad ognuno il suo, ad ognuno il suo nel tempo che gli e&#8217; propizio.</span></span></address>
]]></content:encoded>
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		<title>Celebrated &#8216;10 in Ceco land</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 13:34:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[l'anno del Ceco]]></category>

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		<description><![CDATA[[da ascoltare con "in viaggio" dei CSI, dall'album "ko de mondo", come colonna sonora]
Con stupore ho fatto i conti con l&#8217;inizio del nuovo anno: avevo chiuso il 2009 con un po&#8217; di giorni di anticipo ed ho inaugurato il nuovo anno ieri. I giorni tra la fine del vecchio anno e l&#8217;inizio del nuovo sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080;">[da ascoltare con "in viaggio" dei CSI, dall'album "ko de mondo", come colonna sonora]</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;">Con stupore ho fatto i conti con l&#8217;inizio del nuovo anno: avevo chiuso il 2009 con un po&#8217; di giorni di anticipo ed ho inaugurato il nuovo anno ieri. I giorni tra la fine del vecchio anno e l&#8217;inizio del nuovo sono stati di inter regno. Forse era il 2001 o chissa&#8217; un altro tempo, ma sicuramente un anno del passato. L&#8217;inizio del 2010 ha avuto luogo con lentezza nella terra del Ceco, per poi imporsi proprio ieri, quasi un travaglio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;">Ebbene il 2010 secondo il nostro calendario e&#8217; l&#8217;anno del Ceco, anno di prosperita&#8217;, benessere, pace e concordia, anno di bellezza. Si sa&#8217;, ad ognuno il suo, e questo e&#8217; il nostro tempo, quindi preparatevi tutti, perche&#8217; ciascuno avra&#8217; la propria ri-nascita, avra&#8217; cio&#8217; che gli spetta. </span></p>
<address><span style="font-style: normal;"><span style="color: #333399;">Tutto cio&#8217; in barba ai pronostici cibernetici ed astrologici,</span></span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><span style="color: #333399;">in barba alla realta&#8217; non reale dei social network,</span></span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><span style="color: #333399;">in barba ai vari simulacri prostituiti in rete senza dignita&#8217;,</span></span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><span style="color: #333399;">in barba alla solitudine umana che non appartiene a noi ma all&#8217;epoca in cui viviamo,</span></span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><span style="color: #333399;">in barba all&#8217;impronta esistenziale che si vuole dare &#8220;all&#8217;immagine&#8221; buttando &#8220;l&#8217;essere&#8221; con l&#8217;acqua sporca,</span></span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><span style="color: #333399;">nonostante tutto cio&#8217;,</span></span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><span style="color: #333399;">quest&#8217;anno avra&#8217; la nostra impronta.</span></span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><br />
</span></address>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>2009 year, close out</title>
		<link>http://www.i-cherubini.it/paolo/blog/2009/12/29/2009-year-close-out/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 12:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[umanesimo bolscevico]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiudo il 2009 con qualche giorno di anticipo. In realta&#8217; ho ritenuto poter chiudere simbolicamente l&#8217;anno qualche tempo fa. Non credo abbia senso fare un discorso del genere e forse serve solo a me come monito per alcune questioni alle quali sono &#8220;particolarmente affezionato&#8221;. 
Buona parte del 2009, nei momenti liberi, ho letto e cercato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #666699;">Chiudo il 2009 con qualche giorno di anticipo. In realta&#8217; ho ritenuto poter chiudere simbolicamente l&#8217;anno qualche tempo fa. Non credo abbia senso fare un discorso del genere e forse serve solo a me come monito per alcune questioni alle quali sono &#8220;particolarmente affezionato&#8221;. </span></p>
<p><span style="color: #666699;">Buona parte del 2009, nei momenti liberi, ho letto e cercato di capire le motivazioni dell&#8217;inadeguatezza del socialismo reale li&#8217; dove e&#8217; stato impiantato con presunto metodo scientifico. In tutti casi, eccezion fatta per la Corea del Nord, Cina e Cuba, e&#8217; cessato di esistere senza rivoluzioni cruente, per mezzo di movimenti venuti della pancia del proletariato, proletariato che sarebbe dovuto essere il fulcro sociale, politico ed etico dei sistemi socialisti. Enorme eccezione va sollevata per ex Unione Sovietica in cui Gorbachev capi&#8217; per tempo che avrebbe dovuto calare delle scelte dall&#8217;alto. Termine comune per tutti i stati dell&#8217;ex blocco socialista dell&#8217;est fu il crollo del sistema economico pianificato, termine che porto&#8217; alla necessita&#8217; di riforme. Il discorso e&#8217; abbastanza lungo e molto interessante. Il testo della canzone che segue e&#8217; talmente sintetico e chiaro che mi impone di non aggiungere altre tentate parole circa la tematica del post.</span></p>
<p><span style="color: #666699;"><br />
</span></p>
<p><strong><span style="color: #666699;"> </span></strong></p>
<address><span style="color: #666699;">&#8220;Che la terra è pesante</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Non si può sollevare</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Che la terra è pesante</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Pesante da portare</span></address>
<address><span style="color: #666699;">E&#8217; bassa troppo bassa</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Preme e schiaccia</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Fucina di potere temporale</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Fucina di potere temporale</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Un unico abominio clericale</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Delirio onnipotente</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Dominio che sovrasta</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Efficenza d&#8217;inetto (delirio onnipotente)</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Burocratica casta (dominio che sovrasta)</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Potenza del pesante (efficenza d&#8217;inetto)</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Preme compatta schiaccia (burocratica casta, potenza del pesante)</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Preme</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Compatta</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Schiaccia</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Sogno Tecnologico Bolscevico</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Atea Mistica Meccanica</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Macchina Automatica &#8211; no anima</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Macchina Automatica &#8211; no anima</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Ecco la Terra in Permanente Rivoluzione</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Ridotta imbelle sterile igienica</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Una Unità di Produzione</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Unità di Produzione</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Tecnica d&#8217;Acciaio</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Scienza Armata Cemento</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Tabula Rasa Elettrificata</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Tabula Rasa Elettrificata</span></address>
<address><span style="color: #666699;"><br />
</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Barbaro umanesimo bolscevico</span></address>
<address><span style="color: #666699;">L&#8217;età del bruci il mondo caschi in terra</span></address>
<address><span style="color: #666699;">L&#8217;età del tutto giù nuova la terra</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Rosso fiammante</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Splendente in età acerba di passione</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Rosso fiammante</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Ma senza età matura</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Marcia impostura</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Ma senza età matura</span></address>
<address><span style="color: #666699;">marcia impostura</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Delirio onnipotente</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Dominio che sovrasta</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Efficenza d&#8217;inetto</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Burocratica casta</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Potenza del pesante</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Preme</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Compatta</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Schiaccia</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Sogno Tecnologico Bolscevico</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Atea Mistica Meccanica</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Macchina Automatica &#8211; no anima</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Macchina Automatica &#8211; no anima</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Ecco la Terra in Permanente Rivoluzione</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Ridotta imbelle sterile igienica</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Una Unità di Produzione</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Unità di Produzione</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Tecnica d&#8217;Acciaio</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Scienza Armata Cemento</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Tabula Rasa Elettrificata</span></address>
<address><span style="color: #666699;">Tabula Rasa Elettrificata&#8221;</span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><span style="color: #666699;">[unita' di produzione, CSI, 1998]</span></span></address>
<address><span style="font-style: normal;"><span style="color: #666699;"><br />
</span></span></address>
<p><span style="color: #666699;">Buon anno!</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Buon Natale</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 18:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[Nativitatis Domini]]></category>

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		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-837" style="margin-top: 1px; margin-bottom: 1px; border: 1px solid black;" title="Xmas" src="http://www.i-cherubini.it/paolo/blog/wp-content/uploads/2009/12/Xmas-1024x768.jpg" alt="Xmas" width="430" height="323" /></p>
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		<title>Il punto della situazione, parte XII</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 17:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[mutismo elettivo]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuto]]></category>

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		<description><![CDATA[Rifiuto.
Partendo dal mio approccio alla vita, ritengo che il rifiuto e&#8217; parte delle relazioni interpersonali ed e&#8217; anche veicolo di trasparenza quando palesato. Per essere piu&#8217; concreti, si fa una proposta ad un altra persona, la persona interrogata, ipotizzando che la proposta sia stata chiara e non ambigua, puo&#8217; accettare la proposta oppure declinarla, cioe&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rifiuto.</p>
<p>Partendo dal mio approccio alla vita, ritengo che il rifiuto e&#8217; parte delle relazioni interpersonali ed e&#8217; anche veicolo di trasparenza quando palesato. Per essere piu&#8217; concreti, si fa una proposta ad un altra persona, la persona interrogata, ipotizzando che la proposta sia stata chiara e non ambigua, puo&#8217; accettare la proposta oppure declinarla, cioe&#8217; rifiutarla. La dinamica relazionale e&#8217; abbastanza semplice concettualmente ma puo&#8217; essere difficoltoso metterla in atto, ci sono infatti circostanze nelle quali il rifiuto deve essere mosso verso una persona con la quale si ha un legame affettivo e di conseguenza si pensa anche all&#8217;effetto che il rifiuto sortira&#8217; sull&#8217;altra/o, insomma ci si preoccupa che il rifiuto possa causare sofferenza. Chiaramente la sofferenza e&#8217; da mettere in conto, ma e&#8217; anche vero che provocare sofferenza onestamente, cioe&#8217; rifiutando perche&#8217; si vuole rifiutare, e&#8217; una via da preferire al non manifestare il rifiuto perche&#8217; non si vuole far soffrire ed in fondo agire con inganno. Tra le due opzioni, nei rapporti tra persone mature, la prima opzione dovrebbe comunque essere preferita. La casistica da analizzare sarebbe troppo vasta e quindi corro il rischio di generalizzare sapendo che a volte, in situazioni nelle quali non e&#8217; un &#8220;peso&#8221; il rifiuto si puo&#8217; anche camminare verso l&#8217;altra/o.</p>
<p>Fin qui ho dato per scontato il fatto che la persona alla quale si fa una proposta risponda alla proposta nel modo che trova opportuno. C&#8217;e&#8217; tuttavia una seconda possibilita&#8217;, cioe&#8217; la modalita&#8217; del mutismo, cioe&#8217; si fa una proposta e semplicemente non si ottiene alcuna risposta. Va da se&#8217; che la non risposta equivale ad un rifiuto, ma perche&#8217; non avere quel minimo di coraggio (anche se coraggio non e&#8217; il termine adatto)  per rispondere? Per dire &#8220;grazie mille ma non mi interessa&#8221; oppure &#8220;..ma che cazzo vuoi?&#8221; e mille altre possibilita&#8217;&#8230;</p>
<p>Il mutismo elettivo come rifiuto lo relego allo stadio infantile delle relazioni interpersonali, all&#8217;incapacita&#8217; di guardare l&#8217;interlocutore negli occhi e dirgli quello che si pensa, anche se l&#8217;altro e&#8217; stato invadente o inopportuno, anche in questo caso si puo&#8217; sempre disporre nelle nostra bella lingua di tante parole per replicare, esprimendo la propria opinione.</p>
<p>O forse nella nostra era del reality show strisciante si puo&#8217; far finta di cambiare stanza, quindi telecamera, quindi dimensione ed evitare una relazione, dicendosi &#8220;non vedo perche&#8217; dovrei rispondere, meglio non rispondere in modo che capisca chiaramente, dalla mia non risposta, che cio&#8217; che  mi propone non mi interessa&#8230;&#8221;</p>
<p>O forse ancora, vale la locuzione <em>unicuique suum</em>, e quindi chi non ottiene risposta evidentemente non se la merita.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A momentary lapse of glory</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 21:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[wedding day]]></category>

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		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-833" title="Skywalker&amp;MelaDay" src="http://www.i-cherubini.it/paolo/blog/wp-content/uploads/2009/12/8524_1221421130481_1077537188_30712270_5655157_n.jpg" alt="Skywalker&amp;MelaDay" width="453" height="604" /></p>
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		<title>Il punto della situazione, parte XI</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 20:25:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[la sapienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempo fa, lateralmente all&#8217;ingresso del biennio, a via Scarpa, sotto la scritta Facolta&#8217; d&#8217;Ingegneria c&#8217;era scritto &#8220;facolta&#8217; di pensare&#8221;. Quando entravamo, con Francesco, leggevamo la frase, ciascuno per proprio conto e di tanto in tanto la commentavamo. 
Questa sera sono in vena di confessioni: questo e&#8217; uno dei ricordi piu&#8217; belli che ho dei tempi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #666699;">Tempo fa, lateralmente all&#8217;ingresso del biennio, a via Scarpa, sotto la scritta Facolta&#8217; d&#8217;Ingegneria c&#8217;era scritto &#8220;facolta&#8217; di pensare&#8221;. Quando entravamo, con Francesco, leggevamo la frase, ciascuno per proprio conto e di tanto in tanto la commentavamo. </span></p>
<p><span style="color: #666699;">Questa sera sono in vena di confessioni: questo e&#8217; uno dei ricordi piu&#8217; belli che ho dei tempi dell&#8217;universita&#8217;. </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il punto della situazione, parte X</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 20:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[libero arbitrio]]></category>

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		<description><![CDATA[Non vale la pena affannarsi. Vale la pena dare tutto quello che si puo&#8217; o che si vuole, il resto non dipende solo dal singolo. Quando si desidera che alcune cose vadano per un verso e invece vanno da tutt&#8217;altra parte conviene fermarsi un tantino, &#8220;leggere la situazione&#8221;, e tenere ben presente che solo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #666699;">Non vale la pena affannarsi. Vale la pena dare tutto quello che si puo&#8217; o che si vuole, il resto non dipende solo dal singolo. Quando si desidera che alcune cose vadano per un verso e invece vanno da tutt&#8217;altra parte conviene fermarsi un tantino, &#8220;leggere la situazione&#8221;, e tenere ben presente che solo la volonta&#8217; ci appartiene e nemmeno completamente&#8230;</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il punto della situazione, parte IX</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 20:32:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[ungaretti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Bosco Cappuccio
ha un declivio
di velluto verde
come una dolce
poltrona
 
Appisolarmi là
solo
in un caffè remoto
con una luce fievole
come questa
di questa luna&#8220;
[G.Ungaretti, C'era una volta]
Tant&#8217;e'!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333399;">&#8220;<em>Bosco Cappuccio<br />
ha un declivio<br />
di velluto verde<br />
come una dolce<br />
poltrona</em></span></p>
<p><em><span style="color: #333399;"> </span></em></p>
<p><em><span style="color: #333399;">Appisolarmi là<br />
solo<br />
in un caffè remoto<br />
con una luce fievole<br />
come questa<br />
di questa luna</span></em><span style="color: #333399;">&#8220;</span></p>
<p><span style="color: #333399;">[G.Ungaretti, C'era una volta]</span></p>
<p><span style="color: #333399;">Tant&#8217;e'!</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il punto della situazione, parte VIII</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 20:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[Fons Colombarum]]></category>

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		<description><![CDATA[Bisogna saper scegliere per tempo.  A volte non c&#8217;e&#8217; spazio per l&#8217;esitazione, per l&#8217;indecisione, nel tentativo di mantenere immutato qualcosa (un evento) che inevitabilmente cambiera&#8217;. Forse mi sono capito da solo&#8230; 




]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="color: #333399;">Bisogna saper scegliere per tempo.  A volte non c&#8217;e&#8217; spazio per l&#8217;esitazione, per l&#8217;indecisione, nel tentativo di mantenere immutato qualcosa (un evento) che inevitabilmente cambiera&#8217;. Forse mi sono capito da solo&#8230; </span></p>
<div style="text-align: left;"><span style="color: #800080;"><br />
</span></div>
</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-822" title="Fons Colombarum" src="http://www.i-cherubini.it/paolo/blog/wp-content/uploads/2009/12/IMG_6449-1024x768.jpg" alt="Fons Colombarum" width="430" height="323" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il punto della situazione, parte VII</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 09:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono anni nei quali tutto e&#8217; intero. Anni nei quali si decide del proprio del tempo. Poi ci si accorge che sono i ritmi lavorativi, gli impegni che impegnano anche non volendo a decidere del nostro tempo. Mi affatico nel tentativo di ritagliare spazi quotidiani, nel fine settimana, spazi nei quali decido del mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333399;">Ci sono anni nei quali tutto e&#8217; intero. Anni nei quali si decide del proprio del tempo. Poi ci si accorge che sono i ritmi lavorativi, gli impegni che impegnano anche non volendo a decidere del nostro tempo. Mi affatico nel tentativo di ritagliare spazi quotidiani, nel fine settimana, spazi nei quali decido del mio tempo e non e&#8217; sempre possibile, quell&#8217;incoscenza dei vent&#8217;anni forse servirebbe proprio ora, ma sarebbe esistenzialmente anacronistico usarne, anche perche&#8217; non l&#8217;ho piu&#8217;. A volte penso che una rivoluzione nella vita potrebbe interrrompere questo incantesimo adulto, un salto nel vuoto, ma bisogna essere attrezzati per questo, non e&#8217; sufficiente essere padroni di se stessi. </span></p>
<p><span style="color: #333399;">La canzone di adesso e&#8217; &#8220;Aghia Sophia&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #333399;">Le muse ispiratrici sono Luke&amp;Mela, Ale.</span></p>
]]></content:encoded>
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