Il punto e’ questo: fino a che punto la realta’ di coloro con i quali viviamo in relazione, siano essi persone intime o meno, ma sicuramente persone che per noi hanno importanza nel nostro contesto vitale, perturbano la nostra quotidianita’? La questione non e’ se si dipenda o meno da un’altra persona, dipendenza sia sana sia malata, la questione e’, visto che siamo esseri “vocati” alla relazione, esseri in relazione, la nostra unita’ di misura nel capirci e’ anche l’altro, ma quando l’altro inizia ad essere unico sistema di riferimento? Un cambiamento dell’altro verra’ necessariamente vissuto come un nostro cambiamento, ma non subi’to, semmai vissuto, scelto. Tante o poche parole, sicuramente minime, per rendermi conto che in ogni ambito relazionale il raggiungere la “giusta distanza” cioe’ la “giusta vicinanza” e’ questione fondamentale ed in un certo qual modo contribuisce a garantire la longevita’ della relazione stessa.
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Quello che poni è un bel quesito….Quello che mi sento dire è che le relazioni che instauriamo con gli altri dipendono dalle relazioni che impariamo sin dall’infanzia. In psicologia assumono diversi nomi, transfert, fantasia relazionale prevalente, copione ecc…il cambiamento prima di osservarlo negli altri, dovremmo sperimentarlo su di noi….Solo allora credo che impariamo a mettere i famosi paletti…e questi spesso sono necessari per tutelare anche noi stessi all’interno di quella relazione!!!!!
Si tutela se stessi ma anche l’altro.
Il problema nasce nel momento in cui “la giusta vicinanza” e’ diversa per le persone che ne’ sono coinvolte. Da una parte basta un metro e dall’altre un centimetro, da una parte bolle individuali separate e dall’altra la necessita’ di stare nella bolla dell’altro.
Vale in ogni ambito della vita, per qualsiasi tipo di relazione che abbia significato.
è molto interessante questo tuo post
secondo me si deve distinguere tra chi vive con noi sempre, e quindi può condizionare molto, e chi è solo amico o collega o conoscente…
in ogni caso si dovrebbero sempre mettere dei paletti e cercare di non lasciarsi mai condizionare troppo o condizionare troppo gli altri
non è facile ma solo così si può vivere bene con noi stessi e con gli altri in libertà , sereni ed indipendenti
Naturalmente Erica.
E bisogna anche sottolineare che minore e’ il grado di conoscenza dell’altro e piu’ semplicemente si gestisce la relazione, puo’ sembrare paradossale, ma questa e’ la mia esperienza.
saluti