“[...] Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai. […]“
[E.Weisel, La notte]

Da quando ho preso coscienza della storica drammatica unicita’ della Shoah mi sono poste molte domande, storiche, esistenziali, spirituali.
Il giorno della memoria era ieri, tutti i riflettori accessi, tutti i megafoni a 120 dB, tutti verso Emmaus.
Oggi possiamo anche dimenticare, oggi possiamo anche negare. E negano anche gli adolescenti, negano non capendo assolutamente di cosa stanno parlando, negano. E’ ancora notte, l’ipocrisia strisciante di chi dona la moneta d’oro in prima fila facendola prima rilucere a braccio teso, non permettera’ che il giorno sia.