Archive for December, 2009

Chiudo il 2009 con qualche giorno di anticipo. In realta’ ho ritenuto poter chiudere simbolicamente l’anno qualche tempo fa. Non credo abbia senso fare un discorso del genere e forse serve solo a me come monito per alcune questioni alle quali sono “particolarmente affezionato”.

Buona parte del 2009, nei momenti liberi, ho letto e cercato di capire le motivazioni dell’inadeguatezza del socialismo reale li’ dove e’ stato impiantato con presunto metodo scientifico. In tutti casi, eccezion fatta per la Corea del Nord, Cina e Cuba, e’ cessato di esistere senza rivoluzioni cruente, per mezzo di movimenti venuti della pancia del proletariato, proletariato che sarebbe dovuto essere il fulcro sociale, politico ed etico dei sistemi socialisti. Enorme eccezione va sollevata per ex Unione Sovietica in cui Gorbachev capi’ per tempo che avrebbe dovuto calare delle scelte dall’alto. Termine comune per tutti i stati dell’ex blocco socialista dell’est fu il crollo del sistema economico pianificato, termine che porto’ alla necessita’ di riforme. Il discorso e’ abbastanza lungo e molto interessante. Il testo della canzone che segue e’ talmente sintetico e chiaro che mi impone di non aggiungere altre tentate parole circa la tematica del post.


“Che la terra è pesante
Non si può sollevare
Che la terra è pesante
Pesante da portare
E’ bassa troppo bassa
Preme e schiaccia
Fucina di potere temporale
Fucina di potere temporale
Un unico abominio clericale
Delirio onnipotente
Dominio che sovrasta
Efficenza d’inetto (delirio onnipotente)
Burocratica casta (dominio che sovrasta)
Potenza del pesante (efficenza d’inetto)
Preme compatta schiaccia (burocratica casta, potenza del pesante)
Preme
Compatta
Schiaccia
Sogno Tecnologico Bolscevico
Atea Mistica Meccanica
Macchina Automatica – no anima
Macchina Automatica – no anima
Ecco la Terra in Permanente Rivoluzione
Ridotta imbelle sterile igienica
Una Unità di Produzione
Unità di Produzione
Tecnica d’Acciaio
Scienza Armata Cemento
Tabula Rasa Elettrificata
Tabula Rasa Elettrificata

Barbaro umanesimo bolscevico
L’età del bruci il mondo caschi in terra
L’età del tutto giù nuova la terra
Rosso fiammante
Splendente in età acerba di passione
Rosso fiammante
Ma senza età matura
Marcia impostura
Ma senza età matura
marcia impostura
Delirio onnipotente
Dominio che sovrasta
Efficenza d’inetto
Burocratica casta
Potenza del pesante
Preme
Compatta
Schiaccia
Sogno Tecnologico Bolscevico
Atea Mistica Meccanica
Macchina Automatica – no anima
Macchina Automatica – no anima
Ecco la Terra in Permanente Rivoluzione
Ridotta imbelle sterile igienica
Una Unità di Produzione
Unità di Produzione
Tecnica d’Acciaio
Scienza Armata Cemento
Tabula Rasa Elettrificata
Tabula Rasa Elettrificata”
[unita' di produzione, CSI, 1998]

Buon anno!

Xmas

Rifiuto.

Partendo dal mio approccio alla vita, ritengo che il rifiuto e’ parte delle relazioni interpersonali ed e’ anche veicolo di trasparenza quando palesato. Per essere piu’ concreti, si fa una proposta ad un altra persona, la persona interrogata, ipotizzando che la proposta sia stata chiara e non ambigua, puo’ accettare la proposta oppure declinarla, cioe’ rifiutarla. La dinamica relazionale e’ abbastanza semplice concettualmente ma puo’ essere difficoltoso metterla in atto, ci sono infatti circostanze nelle quali il rifiuto deve essere mosso verso una persona con la quale si ha un legame affettivo e di conseguenza si pensa anche all’effetto che il rifiuto sortira’ sull’altra/o, insomma ci si preoccupa che il rifiuto possa causare sofferenza. Chiaramente la sofferenza e’ da mettere in conto, ma e’ anche vero che provocare sofferenza onestamente, cioe’ rifiutando perche’ si vuole rifiutare, e’ una via da preferire al non manifestare il rifiuto perche’ non si vuole far soffrire ed in fondo agire con inganno. Tra le due opzioni, nei rapporti tra persone mature, la prima opzione dovrebbe comunque essere preferita. La casistica da analizzare sarebbe troppo vasta e quindi corro il rischio di generalizzare sapendo che a volte, in situazioni nelle quali non e’ un “peso” il rifiuto si puo’ anche camminare verso l’altra/o.

Fin qui ho dato per scontato il fatto che la persona alla quale si fa una proposta risponda alla proposta nel modo che trova opportuno. C’e’ tuttavia una seconda possibilita’, cioe’ la modalita’ del mutismo, cioe’ si fa una proposta e semplicemente non si ottiene alcuna risposta. Va da se’ che la non risposta equivale ad un rifiuto, ma perche’ non avere quel minimo di coraggio (anche se coraggio non e’ il termine adatto)  per rispondere? Per dire “grazie mille ma non mi interessa” oppure “..ma che cazzo vuoi?” e mille altre possibilita’…

Il mutismo elettivo come rifiuto lo relego allo stadio infantile delle relazioni interpersonali, all’incapacita’ di guardare l’interlocutore negli occhi e dirgli quello che si pensa, anche se l’altro e’ stato invadente o inopportuno, anche in questo caso si puo’ sempre disporre nelle nostra bella lingua di tante parole per replicare, esprimendo la propria opinione.

O forse nella nostra era del reality show strisciante si puo’ far finta di cambiare stanza, quindi telecamera, quindi dimensione ed evitare una relazione, dicendosi “non vedo perche’ dovrei rispondere, meglio non rispondere in modo che capisca chiaramente, dalla mia non risposta, che cio’ che  mi propone non mi interessa…”

O forse ancora, vale la locuzione unicuique suum, e quindi chi non ottiene risposta evidentemente non se la merita.

Skywalker&MelaDay

Tempo fa, lateralmente all’ingresso del biennio, a via Scarpa, sotto la scritta Facolta’ d’Ingegneria c’era scritto “facolta’ di pensare”. Quando entravamo, con Francesco, leggevamo la frase, ciascuno per proprio conto e di tanto in tanto la commentavamo.

Questa sera sono in vena di confessioni: questo e’ uno dei ricordi piu’ belli che ho dei tempi dell’universita’.

Non vale la pena affannarsi. Vale la pena dare tutto quello che si puo’ o che si vuole, il resto non dipende solo dal singolo. Quando si desidera che alcune cose vadano per un verso e invece vanno da tutt’altra parte conviene fermarsi un tantino, “leggere la situazione”, e tenere ben presente che solo la volonta’ ci appartiene e nemmeno completamente…

Bosco Cappuccio
ha un declivio
di velluto verde
come una dolce
poltrona

Appisolarmi là
solo
in un caffè remoto
con una luce fievole
come questa
di questa luna

[G.Ungaretti, C'era una volta]

Tant’e'!

Bisogna saper scegliere per tempo.  A volte non c’e’ spazio per l’esitazione, per l’indecisione, nel tentativo di mantenere immutato qualcosa (un evento) che inevitabilmente cambiera’. Forse mi sono capito da solo…


Fons Colombarum