Archive for October, 2009

27/10: … pare che Rutelli lasci il PD perche’ il suo e’ un tragitto diverso… meno male, di tanto in tanto una notizia positiva nell’alveo “ricchiappato” del PD! E meno male che “Silvio c’e’ “, perche’ se non ci fosse stato, Rutelli non avrebbe scoperto tragitti diversi!

29/10: …pare che le riforme iniziate in ex-URSS negli anni ottanta che hanno accelerato/causato la dissoluzione dell’impero sovietico e la disgregazione del blocco socialista al di la’ del muro siano state un’illusione del Grande Fratello globale, in realta’ la “rivoluzione d’Ottobre” ancora perdura e Mao ancora e’ in fasce… e Bersani e’ bolscevico mentre al centro lavorano per il grande centro e scoprono tragitti diversi …

30/10: …pare che in Italia ci siano solo due sciagurati posti: via Gradoli  e il quartiere Sanita’… il resto? Basandoci sui TG non c’e’ resto … dimenticavo, pare che se’ uno sulla Prenestina si ferma ogni cinquanta metri e viaggia molto lentamente semplicemente sta provando i freni della vettura perche’ il giorno dopo deve passare la revisione, per provare i fari pero’ bisogna andare sulla Colombo.

“[..] Quando e’ simulata, la solitudine della rinuncia – sotto qualunque forma, quella del matrimonio o della vita religiosa – diventa isolamento che cela un’impotenza. Coloro che si isolano innalzano in tal modo intorno a se’ i baluardi della loro torre d’avorio. Essi elevano anche il loro masochismo a principio di vita, cioe’ si autodistruggono. Pagano la loro pseudo-saggezza al prezzo della propria dissoluzione, ammantati d’ingenuita’ per sopportare l’inevitabile e intollerabile costrizione della realta’, in cui tenta di inscriversi il desiderio degli altri e il loro. L’abnegazione assume il sapore di un’inconscia commedia il cui risultato e’, con modalita’ diverse, sempre lo stesso: agli occhi degli altri, e piu’ ancora ai propri occhi, questi sacrificati dell’amore fanno dell’incapacita’ di raggiungere l’altro nel suo corpo il segno senza contenuto dell’amore autentico.[..]” [cfr. "la solitudine: grazia o maledizione?" , P.Beauchamp, A.Louf e AA.VV.]

Prima di fumare l’ultima sigaretta leggevo alcune pagine di questo libro che comprai anni fa per esigenze diverse ma che, come ogni buon libro, resta contestualizzabile e mi fornisce ora chiavi di lettura che sinteticamente mi permettono di capire ancora piu’ a fondo situazioni passate e presenti, persone conosciute e che ad oggi conosco, persone che non sono state se stesse…

Ma perche’ non essere se stessi?

Troisi diceva “..tre cose mi sono andate bene nella vita… quindi ricomincio da tre..”. Abbiamo discusso brevemte ma intensamente della necessità di ricominciare, ripartire, in un certo qual modo segnare un punto di arresto presente e cambiare poi direzione, cambiare marcia o come si diceva tempo fa “se cambia registro”. Nella vita può capitare diverse volte di ricominciare, ripartire e ciò a vari livelli esistenziali. Il ripartire può essere di frattura con il passato recente come può essere una continuazione con dei correttivi, può essere lieve come duro d’impatto, può coinvolgere altre persone e può essere invece un gesto solitario che comunque indirettamente almeno un povero diavolo lo coinvolge, può essere un gesto causato dalla nausa di una situazione che si trascina senza più dignità come anche l’effetto di una situazione che inizia a non più appartenere e quindi si decide di agire per tempo, insomma le situazioni che portano a decidere di ripartire e poi a ripartire nelle azioni concrete sono molteplici ed ognuno ha le proprie nel suo zaino di esperienze che valuta con la propria sensibilità. Situazioni che a me sembrano intollerabili, come quando mi sento “soffocato” ad un altro possono sembrare invece estremamente rilassanti, e via dicendo… Questa diversità è uno degli aspetti che più mi affascinano della vita perchè mi riconducono a quella bellezza insita nella diversità degli individui, così stimolante ma anche impegnativa: necessità continua di confronto.

In quest’invernale autunno che è arrivato in una domenica notte il conoscere e ri-conoscere persone care come persone nuove sta diventando motivo di cambiamento… insomma si ricomincia, o meglio, cambiando direzione si inizia una nuova strada, un nuovo cammino.

A tutti coloro che, cambiate scarpe, prendono una nuova strada, uno sguardo semplice ed una frase sussurrata: “…mai avere timore di cambiare, mai…”

Collepino e la bellezza strisciante

Il pranzo della “comunione”

La Giara e la certezza della scelta giusta

L’approccio alla guida e la tendenza Taliban

Due compleanni su due

Il furto silenzioso delle sigarette

L’angolo cottura a scomparsa

Gli autovelox inesistenti

Il Serafico Padre e le ceneri che non ci sono piu’

Win for life

Arrone e la certezza della scelta giusta

L’importanza e la bellezza di aver condiviso tanti momenti

«Non darò le dimissioni sono il miglior premier di sempre. Sono stato sempre assolto, la prescrizione non è una condanna. I processi di Milano sono autentiche farse. Andrò in tv e lo spiegherò agli italiani. Io sono un argine alla sinistra e vogliono sovvertire il voto degli elettori. Sono in assoluto il maggior perseguitato dalla magistratura di tutta la storia di tutte le epoche del mondo» [fonte repubblica.it]

Sono comunista come la Corte Costituzionale, bolscevico come buona parte della magistratura, marxista-leninista come il 72% della stampa, attivista-di-sinistra come buona parte del corpo docente della scuola pubblica, catto-comunista come tutti i moderati del PD…

Nel tardo pomeriggio di ieri bevevo una birra all’esterno di uno dei bar piu’ sfigati del mio paese. Di fronte, ad un livello piu’ basso di una ventina di metri, avevo la ringhiera verde a rombi che da su una piazza antistante una chiesa dell’anno mille, e ancora piu’ giu’ la pianura, con le solite luci che a distanza sembra che siano intermittenti. Le tematiche sono state le stesse, ma diverse erano le condizioni “iniziali”, quindi differenti le conclusioni: sul tempo, sulla vita, sulla necessita’ di viaggiare, su cio’ che ripetendosi in modo similare appare diverso, sul tentativo di fermare il vento a mani aperte…

Costruisco il mio modello teorico e fisso un’unita’ di misura per il tempo, un’unita’ di misura statica cioe’ immodificabile una volta fissata. Poi si introducono principi di relativita’ e l’unita’ elementare di tempo si contrae come si espande ed ecco che dodici (tanto per dire) anni di differenza possono essere tre a seguito di una contrazione temporale o forse ventuno…