Everyone knows

Tempo fa’ mi fu detto che “quando l’acqua è calma si vede il fondo”. Fermandoci a questa considerazione verrebbe da dire che non c’era e non c’è bisogno di esplicitare quest’ovvietà, ed è vero, tuttavia in quel frangente della mia vita e in quel contesto questa affermazione fu risolutiva, illuminante. Capita che nei momenti nei quali si desidera impazientemente concludere una “situazione” e non si ha possibilità di dirigerla, si vive quasi da spettatore cadendo in una serie di cerchi mentali che via via da un lato catalizzano tutte le energie verso la “situazione” in se e da un altro contribuiscono all’instaurarsi di uno stato emotivo teso ed instabile. In questi momenti, secondo me, dovremmo porci come se avessimo secoli a disposizione ed attendere, in uno stato di operosità costruttiva, “che l’acqua si calmi”.

Premesso ciò mi permetto il lusso di una forzatura, sapendo che ciascuno sa se il proprio mare interiore sia calmo o meno.

Ebbene, mi chiedo quale possa essere la motivazione di uno sconosciuto, che forse sconosciuto non è, di entrare a gamba tesa e calunniare in un contesto sociale anche se virtuale e mantenersi con ostinazione codarda nell’anonimato. Mi riferisco al post precedente naturalmente e credendo che il confronto interpersonale sia alla base di relazioni mature capisco che in un luogo virtuale, eccellenza dell’immagine, questa regola può avere non luogo ad esistere e cadendo il confronto appunto, perde di significato qualsiasi altra discussione. Chiaramente ciò ha senso nell’ambito della tematica trattata e proprio in virtù di ciò metterci la faccia è indispensabile, viceversa godendo della schizofrenia che il web offre, ossia manifestarsi per ciò che non si è e forse illudendosi anche, palesa un certo disadattamento ed anche l’incapacità di relazionarsi in modo maturo. Mettersi un mantello e credersi san Martino, la maschera nera e credersi zorro, una parrucca dai boccoli biondi e credersi una cortigiana della corte di Luigi XIV, andare scalzi e credersi san Francesco, mettersi le tette e credersi Margot…

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13 Responses to Everyone knows

  1. Flower says:

    Fratello il tuo stile fine mi commuove ogni volta…apprezzo immensamente e bramo di imitare la tua capacità dialettica e diplomatica, che come tutti ben sappiamo non mi appartiene…Sei un grande…ahahahah ;-)

  2. Francesca says:

    ….hai presente quando facciamo quei lunghi discorsi su quegli strani eventi che ci capitano e che un domani quando passeremo a miglior vita domanderemo a Lui prima di ogni altra cosa???? Bhè credo questa piccola e “stramba” parentesi di Margot rientri proprio in quella cerchia di situazioni poco comprensibili che tanto amano insinuarsi nelle nostre vite… ;-)

  3. yabibi says:

    …EXCELSIOR…

  4. Paolo says:

    ..quasi quasi apro un fun club…

  5. Skywalker says:

    … posso farne parte ?…

  6. Alessandro says:

    …anche io…anche io!!!
    Già canto l’inno:
    “qua zucchero e cannella, chist’ è o Paolo bell…”!

  7. ericablogger says:

    bella l’idea del fun club, Paolo
    posso aggiungermi ???
    ciao erica
    questo tuo post è veramente speciale per il tuo leggiadro modo di scrivere di un argomento che di solito crea rabbia e tensione e fa venir la voglia di mandare qualcuno al diavolo….

  8. Paolo says:

    forse il fun club sara’ aperto…
    Appena ho stabilito le quote rosa ti informero’ prontamente!

  9. francesco says:

    Come dici giustamente tu conversare con l’anonimo di turno non ha senso. Ha senso invece fermarsi ad aspettare che le acque si plachino, anche se più il tempo passa più la consapevolezza che il tempo è finito aumenta e più l’ansia di ‘risolvere’ si fa più forte. Nell’attiva operosità dell’attesa la vicinanza degli amici è sempre di conforto, quindi qualunque sia lo stato del tuo mare interiore non prendere impegni per sabato 17 ottobre che hai una cena ‘albanese’.
    Saluti
    Francesco (non San Francesco eh !)

  10. Paolo says:

    Ciao Francè,
    a disposizione!
    e a presto!

  11. Francy says:

    Io mi sonoo fatta un’idea precisa su questa situazione. Margot ha adottato un modo sicuro, una difesa forte come il computer, per esprimere la rabbia che cova da tempo…e che per tanto tempo non è riuscita a buttare fuori….
    La paura ci fa attaccare o fuggire dalle situazioni….Margot ha attaccato così….

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