Archive for September, 2009

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Sabato scorso si aveva la sensazione che qualcosa sarebbe andato storto il giorno dopo. Lasciando da parte i dettagli che potrebbero annoiare, anche perchè si rischia di riproporre una tematica logora, voglio pubblicare la foto che ha scattato Ale, mentre facevo il flash con l’accendino ed intanto commentavamo a bocca larga. Lo gnomo sorride, Andrea sorrideva e se la prendeva con Cesare e Cleopatra… ama l’epoca imperiale, l’imperatore, l’imperatrice, ma anche il re e la regina!

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Tempo fa’ mi fu detto che “quando l’acqua è calma si vede il fondo”. Fermandoci a questa considerazione verrebbe da dire che non c’era e non c’è bisogno di esplicitare quest’ovvietà, ed è vero, tuttavia in quel frangente della mia vita e in quel contesto questa affermazione fu risolutiva, illuminante. Capita che nei momenti nei quali si desidera impazientemente concludere una “situazione” e non si ha possibilità di dirigerla, si vive quasi da spettatore cadendo in una serie di cerchi mentali che via via da un lato catalizzano tutte le energie verso la “situazione” in se e da un altro contribuiscono all’instaurarsi di uno stato emotivo teso ed instabile. In questi momenti, secondo me, dovremmo porci come se avessimo secoli a disposizione ed attendere, in uno stato di operosità costruttiva, “che l’acqua si calmi”.

Premesso ciò mi permetto il lusso di una forzatura, sapendo che ciascuno sa se il proprio mare interiore sia calmo o meno.

Ebbene, mi chiedo quale possa essere la motivazione di uno sconosciuto, che forse sconosciuto non è, di entrare a gamba tesa e calunniare in un contesto sociale anche se virtuale e mantenersi con ostinazione codarda nell’anonimato. Mi riferisco al post precedente naturalmente e credendo che il confronto interpersonale sia alla base di relazioni mature capisco che in un luogo virtuale, eccellenza dell’immagine, questa regola può avere non luogo ad esistere e cadendo il confronto appunto, perde di significato qualsiasi altra discussione. Chiaramente ciò ha senso nell’ambito della tematica trattata e proprio in virtù di ciò metterci la faccia è indispensabile, viceversa godendo della schizofrenia che il web offre, ossia manifestarsi per ciò che non si è e forse illudendosi anche, palesa un certo disadattamento ed anche l’incapacità di relazionarsi in modo maturo. Mettersi un mantello e credersi san Martino, la maschera nera e credersi zorro, una parrucca dai boccoli biondi e credersi una cortigiana della corte di Luigi XIV, andare scalzi e credersi san Francesco, mettersi le tette e credersi Margot…

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