Mancavano 100 km, dopo un bel pò percorsi. Come pellegrini, viandanti, giovani, adulti, vecchi e bambini. La fatica è stata componente essenziale. La gioia dell’incontro è stata fondamentale e continua scoperta. Il viaggio con se stessi è stato un cammino umano e spirituale al tempo stesso. Abbiamo camminato nel nostro tempo, con noi stessi, senza fuggire da niente. E’ stata esperienza di bellezza e profondità uniche. Tutte le persone conosciute sono state parte del cammino, sono state nei differenti momenti parte di noi.

ben tornato
questo tuo post di ritorno è intriso di poesia, profonda e bellissima
bellissimo!
i viaggi come il tuo restano a lungo nell’anima, nei ricordi, nei pensieri e nel più profondo del cuore …
ciao erica un beso
grazie Erica.
E’ vero, e’ un viaggio che resta nel profondo del mio io, per molteplici aspetti, e non ti nascondo, ora che ho ripreso le attivita’ lavorative e dunque sono rientrato nel tram tram quotidiano, che la nostalgia dilaga in me. Sto scrivendo anche alcune righe, una sorta di diario della memoria, appena avro’ finito la pubblichero’ dal blog, chissa’ cosa verra’ fuori…
a presto
Paolo