Vanitas vanitatum

Tra frammenti di tecniche sotto prodigi incerti
Un affanno continuo radio accese
Mutazioni possibili progenitori falsi
Un nodo nella gola schermi accesi

Come puttana fragile in cerca d’occasioni
So dove sta il delirio e trema il cuore

Trema per un non so trema per un non so
Trema per un non so che si trova a volte a caso
Trema per un non so trema per un non so
Trema per un non so che si trova a volte a caso

Ti guardo e non ti vedo ti ascolto e non ti sento
Non chiedermi di crederti non lo faro’

Ti guardo e non ti vedo ti ascolto e non ti sento
Non chiedermi di crederti non lo faro’

Tremo per un non so tremo per un non so
Tremo per un non so che si trova a volte a caso…

[and the radio plays, (c) CCCP Fedeli alla linea]

E’ la canzone degli ultimi tempi. Torna e ritorna, anche quando piuttosto che “vivere” il tempo mi trovo a sprecarlo, ma canticchiarla o ascoltarla tutto sommato ha un senso, quando intorno c’è rumore, fastidio, distrazioni, dissipazioni, non-senso.

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