Reduce.

Reduce Ferretti, reduci noi, reduce io.

Villa Ada era praticamente immersa in un’atmosfera nord europea, dal laghetto saliva sottile la nebbia, la terra bagnata, gli alberi bagnati, ovviamente era umido.

Non c’erano molte persone, ma c’erano molte persone diverse, dai punk nostalgici ai cattocomunisti, ragazzi e non-ragazzi, tutti seduti fino quasi alla fine. La nebbia del fumo saliva lenta, anch’essa. Le parole di Ferretti taglienti come schegge, immediate, pesanti, mai banali. A livello musicale gli arrangiamenti sono stati stupendi. Durante “Cupe Vampe” mi sono commosso: “non rinnego niente di ciò che sono stato”.