Brevemente ed in modo approssimativo introduco una tematica sulla quale vado pensando da tempo, giusto un inizio, una sorta di prologo.
Si discuteva dell’opportunità di rendere pubbliche questioni private. Mi spiego, è opportuno o no manifestare alcuni aspetti che appartengono alla vita privata tramite un mezzo “a spettro largo” come il web ed in particolare sui community blog? Del tipo si prende una decisione sulla vita privata e in tempo brevissimo la si rende esplicita sul web, portandola ad una dimensione talmente dilatata tale da non arrestarne più gli effetti. Attraverso tale azione penso si vogliano perseguire diversi obiettivi:
- cercare appoggio, consolazione, sostegno
- essere comunque presenti nella vita delle persone/a che rientrano nell’ambito di tale decisione
- far sapere indirettamente qual’è il proprio stato emotivo, esistenziale, sperando chissà in quali effetti
- semplice gusto di parlare di sè (come sto facendo io ora)
La mia opinione in merito è la seguente: ritengo che la vita privata debba rimanere tale, di conseguenza se si hanno cose da dire è sano comunicarle direttamente al/ai diretto/i interessato/i, cercando il confronto/scontro, sempre costruttivo, e se si è impossibilitati a comunicare verbalmente si possono sempre utlizzare altri mezzi che lasciano spazio di risposta, decisione nel rispondere o no. Affidarsi al web, mi sembra nasconda in embrione un’incapacità di distinguere tra le relazioni reali, concrete, da quelle virtuali e comunque, nel prendere una decisione che coinvolge altre persone, si coinvolgono le stesse senza sapere se a loro possa far piacere o meno tale approccio. E poi che tipo di appoggio, consolazione, sostegno si può ricevere da un chiacchiericcio informe che esclude l’elemento primo da cui partire cioè il rapporto interpersonale de visu? Forse sono medievale anche in questo e non mi adatto o forse semplicemente non scendo a compromesso, oppure sono talmente riservato da separare nettamente questo spazio web dalla mia vita privata, anche se attraverso le mie minime considerazioni scritte parlo di me, ma appunto, ci sono modalità diverse per farsi conoscere.
io sono ancora più medievale di te e non posso che approvare tutto ciò che dici
tanto per fare un esempio, nei miei due ultimi post ho parlato di me e di fatti personali ma ho canellato i cognomi, mio ed altrui
trovo sconcertatnte entrare in alcuni blog- mi sono più volte rifiutate di accettare inviti in facebook !!! lo trovo inutile – e leggere post troppo personali con vicende che riguardano solo ed esclusivamente il privato di chi scrive e di chi le o li fequenta
gli stati d’animo sono importanti ma buttarli allo sbaraglio nel web per me è abbastanza sconcertante
perchè non usare una lettera privata, il telefono o una email personale per comunicare con chi ci vuole bene, con chi ci ha fatto soffrire, ci ha lasciati ecc ecc ???
come sempre un abbraccio ed un caro saluto , amico sconosciuto ma sempre molto interessante da leggere e commentare erica
Forse è solo il quarto d’ora di celebrità a cui tutti ambiscono preconizzato da Andy Warhol, semplice edonismo, chissà? Del resto tu, io gli altri che commentano non stiamo tutti conducendo pubblicamente le nostre conversazioni? E’ un po’ come al bar, c’è chi parla del più e del meno riservando ad altri luoghi e altri momenti le conversazioni più “serie” e chi invece ad alta voce racconta i fatti suoi e quelli del suo entourage, coinvolgendo senza che ne siano consapevoli amici e parenti…la rete ancora una volta è il mezzo, non la causa, la causa è sempre una e risiede nel cervello dei singoli. L’aggravante in questo caso è che tutto diventa indelebile, tutto rimane nero su bianco e allora forse bisognerebbe educare chi pubblica le foto degli altri con scritto sotto nome e cognome o chi racconta fatti rendendo riconoscibili i protagonisti. Sull’esigenza del singolo di andare in piazza a raccontare i fatti suoi (sempre che siano solo ed esclusivamente suoi) non sto a sindacare, rientra nelle libertà individuali e come dici giustamente tu è un’esigenza che si può manifestare in molti modi diversi…
Aspetto con curiosità la nuova frontiera del social network.
Francesco
Interessante ciò scrivi Francè, concordo che ciascuno sceglie come, dove, quando e con chi relazionarsi, e su questo non ho nulla da dire.
Cerco di capire il perchè del mettere “nero su bianco” aspetti che io ritengo privati e che non pubblicherei in rete, questo è il punto e forse occorrerebbe chiederlo direttamente a chi lo fa.
Non so, a me per esempio stupisce il fatto che persone (che si conoscono) si limitino a rendere pubblici aspetti della propria vita senza utilizzare altri canali comunicativi. Chiaramente occorrerebbe entrare nel merito di qualche situazione e mi rendo conto che così avremmo solo una situazione particolare e non generale come vorrei individuare. Quale percezione si ha del social network? Può essere un sostituto del “social traditional network”? Boh, ci penso ancora un pò sù.
Un saluto a te e ad Erica.
PS per Erica: pensi che siamo degli sconosciuti?
Ah beh di sicuro se ho voglia di uscire con te io ti telefono, magari è successo anche che lanciassi l’idea qui poi però ci si sente per telefono, ci si vede davvero e magari si beve o si mangia qualcosa e se devo parlarti dei fatti miei lo faccio a 4 occhi. Io l’esigenza di usare un mezzo pubblico per comunicazioni private la associo un po’ a quel gusto di apparire che prima del social network si manifestava in altri modi: un capo di abbigliamento segno di una “appartenenza”, un oggetto ostentato, il tubo dell’architetto, la testata politica preferita sotto il braccio, la maglietta della squadra di calcio, il racconto a voce alta della notte brava o della multiproprietà a ibiza. Insomma urlare al mondo delle banalità può far sentire interessanti, è un po’ come girare col cavallo sull’asfalto della piazza invece che su un bel prato dove non ti vede nessuno…
francesco
PS ogni riferimento a fatti, cose o persone realmente esistite è puramente casuale….
…girare con il trattore, ovviamente con l’abitacolo climatizzato ed impianto stereo verso le sei del pomeriggio sull’asfalto della piazza…
…uscire con il cane “cattivo” che traina il proprietario e minaccia ad ogni passo chiunque incroci il suoi occhi, sull’asfalto della piazza…
Sì, inizio a condividere questa tua opinione, forse è anche una questione di visibilità.
A presto!
PS: hai visto la nuova campagna pubblicitaria della Virgin? Quella con Lapo Elkann?
ahahaha purtroppo sì…
caro Paolo, “sconosciuto” solo perchè comunichiamo via blog e basta, a differenza dei tuoi amici che non solo comunicano con te ma ti conoscono personalmente e da molto tempo, direi…!!!
un salutone erica
Sono d’accordo con te Erica.
BUona giornata!