Terremoto & Terremoti, calamità ed approccio dell’italiano medio

Tra il meglio di niente e niente si preferisce il “meglio di”. Questo è l’approccio alle problematiche di varia natura che negli ultimi tempi viene adottato e quasi sfacciatamente ostentato. Ora, mentre nel caso di scelte politiche che ricadono sullo stato sociale, ovviamente di lieve entità, tale approccio può anche essere tollerato, nel caso di eventi, non prevedibili, che coinvolgono la vita delle persone non può, a mio avviso, essere tollerato.

Dunque, tra la prevenzione e l’interevento a posteriori, con uomini, mezzi, fotografie, filmati, talk show, fiumi di interviste e, soprattutto, promesse, si sceglie la seconda opzione, poco importa se le norme sismiche in vigore da più di trent’anni non siano state rispettate nella costruzione di edifici sia pubblici sia privati, poco importa se un piano efficace di informazione ed “educazione” per la popolazione non sia stato promosso ed attuato, poco importa se in ogni condono edilizio è stato sanato tutto, dalla palafitta al palazzo, poco importa se ci sono alternative al cemento quali le resine e le fibre di carbonio molte più adatte per l’edificabilità in zona sismica, poco importa se per realizzare un ospedale fragile occorrono trent’anni, poco importa se nella scuola dell’obbligo i ragazzi non vengano sensibilizzati su tali tematiche, poco importa se il TG1 di martedì scorso ha sbandierato un odiens elevatissimo per la diretta di lunedì sera, poco importa se… Tra una foto e un proclamo, per poi tornare nei propri “luoghi sicuri” e la fatica, con il rischio dell’oblio, di una prevenzione articolata e lunga negli anni, si sceglie l’impatto mediatico stile reality show, e così dopo le promesse di San Giuliano di qualche anno fa eccoci di nuovo alla mobilitazione straordinaria, facendo tesoro di questa esperienza per la prossima volta.

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3 Responses to Terremoto & Terremoti, calamità ed approccio dell’italiano medio

  1. francy says:

    Condivido quello che dici… è impossible che sia successo quello che è successo. Parliamo tanto di prevenzione, di controlli, ma l’unico vero idolo è quello di costruire, di tirare su case in poco tempo….poi non importa quanto siano sicure….
    E’ squallido che il TG1 parli di ascolti, come si può in una situazione del generale parlare di dati auditel, quando ci sono persone che sono rimasti anche senza le lacrime per piangere, come si può essere così indifferenti di fronte al dolore…
    Credo che più andremo avanti e più questa indifferenza aumenterà!!!!
    Cerchiamo di vivere questo Venerdì Santo pensando a quanti sono morti e quanti dovranno trovare la forza in se stessi per ricominciare, per poi risorgere ad occhi aperti come il Crocifisso di S. Damiano!!!!!

  2. ericablogger says:

    Io ricordo il terrificante terremoto di Gemona e del friuli
    Allora ero a Torino e quei 5 minuti di puro terrore in cui tutto ballava è indimenticabile
    Da allora nulla è cambiato
    Altri terremoti terrificanti sono passati in Italia, con tanti morti
    Ma la prevenzione è solo quella che porta le tende, i viveri e gli aiuti, cani comprei, nel post… mortem , quando la gente non ha più nulla neppure le lacrime per piangere !!!!
    PS: speriamo di non essere censurati anche noi come Vauro il vignettista che in Anno Zero probabilmente ha solo detto cose vere … ( io me lo sono persa, accidenti !!!! di solito lo vedo sempre, solo lui alla fine, perchè Santoro non mi piace granch’è )

  3. Paolo says:

    Ciao Erica.
    La puntata è reperibile per intero su YouTube, comunque la questione era: come mai da tre mesi è in atto uno sciame sismico e la popolazione non è stata allarmata ed “educata” ad un possibile evento di terremoto?
    Niente più.
    Prepariamoci ad un editto bulgaro!

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