Archive for March, 2009

Nella vita si può essere felici, anche quando al tramonto arriva la malinconia, anche quando il vento sè la porta via, un vento fresco che fa star bene…

Non è questione di età nelle cose che si vivono, mi spiego, è fin troppo semplice dire che si aveva vent’anni, o giù di lì, e che quindi alcune azioni, abitudini, interessi, non possono essere più vissuti, non la penso così. Credo che la differenza la faccia la situazione in sè, e con situazione intendo persone coinvolte, luoghi, tipo di vita che si conduceva, in questi termini chiaramente “quel tempo là” rimane confinato nella memoria ed ovviamente non può più essere rivissuto, ma è altresì importante sottolineare che se si desidera vivere una certa cosa (vivere anche con lo sguardo a ciò che è stato), in un contesto che è quello attuale, ciò è possibile, evitando tragedie greche e coinvolgimenti esistenziali inopportuni. Dipende, ovviamente, in primo luogo da quanto si è propositivi e da quanta energia si investe, il resto, nella misura in cui dipende dal singolo, viene da sè.

Sperimento giorno dopo giorno che la vita in sè è bella da vivere, sia che si stia vivendo un momento in cui la bilancia pende dalla parte giusta sia che stia avvenendo il contrario, c’è una tensione costruttiva nell’approccio con se stessi che credo non vada mai smarrita.

alleluia!!!

 

I once had a girl or should I say she once had me

She showed me her room isn’t it good Norwegian wood

She asked me to stay and she told me to sit anywhere

But I looked around and I noticed there wasn’t a chair

I sat on a rug biding my time drinking her wine

We talked until two and then she said it’s time for bed

She told me she worked in the morning and started to laugh

I told her I didn’t and crawled off to sleep in the bath

And when I awoke I was alone this bird had flown

So I lit a fire isn’t it good, Norwegian wood.

…quando la catarsi del sabato di quei tempi là tende ad ingoiarmi.

Ma è stata anche una mia scelta, è stata anche una mia scelta. Non rimane che uscire all’aperto, fumare e in silenzio quasi liturgico vedere “Il cielo sopra Berlino”. Mettere insieme molti e molti pensieri ed arrivare ad una sintesi, gioiosa, quasi un desiderio tra i denti stretti…

In weeks 92nd to 97th (january 27th – march 10th) we have: 619 civilians dead more than week 91st.

 

 

E poi dice che alcuni eventi sono in sè stessi portatori di notizie e in un certo qual modo si ripercuotono in modo tale da orientare gli eventi successivi.

Tant’è, infatti dopo le mummie ed in particolare la mummia francescana, tutto il pomeriggio che abbiamo trascorso a gironzolare per la bassa Umbria, ha avuto quasi un unico argomento di conversazione. A tratti divertente a tratti un pò meno, ma comunque inaspettato. E si sono susseguiti tutta una serie di eventi che divertivano e sembravano ancor più strani, il bar del servizio all’aperto, in cui Andrea ha dovuto fare il cameriere, la “tazzina” di thè, gli scalatori, le case sperdute nei pendii dei monti lontane anche da se stesse, i lavori stradali e il passo interdetto per le macchine che prendevano fuoco, l’aver oltrepassato un certo ristorante, Andrea che quando guida diventa un taleban ultraortodosso, il sale rosa Hymalaiano, il pepe nero bretone, la carne di cavallo che Francesca ha mangiato tutto d’un fiato credendo che fosse indivia, la fumata atemporale sotto la brutta statua di Lucio e tante e tante altre cose vissute intensamente. Tempo trascorso rapidamente, tempo molto denso. E come tutti i viaggi della memoria che si rispettino c’era anche una colonna sonora: infatti nessuno di noi quattro aveva visto sanremo, tuttavia il ritornello della canzone di Povia è tornato a ripetizione fino a stamane, senza perdere smalto, accompagnato da risate vere. La vita è davvero bella, lo confesso.