Wed 28 Jan 2009
“Nel nostro tempo in cui il genere umano si unifica di giorno in giorno più strettamente e cresce l’interdipendenza tra i vari popoli, la Chiesa esamina con maggiore attenzione la natura delle sue relazioni con le religioni non-cristiane.[..] I vari popoli costistuiscono infatti una sola comunità. Essi hanno una sola origine, poichè Dio ha fatto abitare l’intero genere umano su tutta la faccia della terra;[..] Scrutando il mistero della Chiesa, il sacro Concilio ricorda il vincolo con cui il popolo del Nuovo Testamento è spiritualmente legato con la stirpe di Abramo.[..]” [Nostra Aetate, 1, 4]
Nel giorno della memoria, memoria sull’unicità della Shoah, non posso non tornare al documento conciliare Nostra Aetate di cui ho riportato delle brevissime parti. In merito alla Shoah sarebbe troppo lungo scriverne, se non ribadire che è stata drammaticamente, crudelmente, diabolicamente, unica e che dovremmo portarla alla memoria collettiva per sempre, di generazione in generazione.
Ho richiamato la dichiarazione conciliare Nostra Aetate, perchè oggi, insieme a coloro che condannano senza esitazione Il dramma del XX secolo, mi trovo ad unire la mia voce anche con chi, appena reinserito nella Chiesa di Roma, nè ha negato di fatto l’esistenza. E mi stupisce, e mi disorienta, in quanto si conoscevano le tesi negazioniste del vescovo lefebvriano, il quale non mi sembra che ad ora abbia affermato il contrario, un vescovo parte di una piccola parte di chiesa che ruppe l’unione con la chiesa cattolica proprio perchè non riconobbe il Vaticano II. Bene, gioisco per il fatto che tale frattura con i lefebvriani si sia riassorbita, ma sono addolorato dal fatto che la comunità lefebvriana sia stata riannessa senza che venisse dibattuto circa la loro opinione sul Vaticano II, o almeno tale aspetto non è stato divulgato. Ciò per dire che chi non riconosce per esempio la Nostra Aetate, può anche avere una posizione negazionista. E in questo caso stiamo parlando di un vescovo, cioè un successore degli apostoli.


