Il manifesto è stato fulcro di discussioni tanto che l’assessore all’Arredo Urbano, del comune di Milano, Maurizio Cadeo ha definitivamente bloccato le affissioni della campagna di Telefono Donna contro le violenze.
Il manifesto è stato ritenuto blasfemo, dunque tale da offendere la divinità di Cristo. L’assessore ha dichiarato “[..] ritengo sia mio dovere tutelare il comune sentimento religioso [..]”.
Personalmente sono rimasto provocato ed anche un pò sconcertato la prima volta che ho visto l’immagine su un quotidiano on-line, ma poi, progressivamente, mi sono chiesto quali erano le finalità di tale manifesto. E le finalità erano di richiamare all’attenzione pubblica al dramma di quelle donne che sono oggetto di violenza, dunque che dovranno, lo vogliano o no, “portare la loro croce”. Da questo punto di vista non ritengo che il manifesto sia blasfemo, non offende il mio sentimento religioso. Credo che si incorra in “eventi” blasfemi dipendendo dal fine dell’azione che si commette, e non sempre la forma può avere il completo significato di ciò che si vuole comunicare, non può, la forma, essere assunta a sostanza. Mi rendo conto che il discorso si presta ad molteplici considerazioni e non si può, ma non lo voglio, generalizzare. In questo caso non ritengo che l’immagine sia blasfema, non la ritengo neanche volgare dunque offensiva. Ritengo semmai blasfemo il crocefisso dorato e “brillantato” che usano molti personaggi televisivi, crocefisso che usualmente alloggia tra seni prospicenti offerti ai telespettatori tramite scollature da polmonite. Ed è solo un esempio.
[Picture original context here]
Concordo. La croce è sibolo della sofferenza e monito contro la stupidità umana che infligge quella sofferenza, trovo altre cose ben più blasfeme…
francesco
CIao Francè,
dalle mie parti tira un’aria di “razionalizzazione”… ci mettiamo in proprio?
A presto!
pensiamoci…anche qua tira un’ariaccia…3 settimane di ferie forzate per risparmiare pure sulle bollette…pensiamoci…