Inconoscibile

Io sono prigioniero di questa contraddizione: da una parte, credo di conoscere l’altro meglio di chiunque e glielo dichiaro trionfalmente  (“Io sì che ti conosco! Solo io ti conosco veramente!”); e, dall’altra, sono spesso colpito da questa evidenza: l’altro è impenetrabile, sgusciante, intrattabile; non posso smontarlo, risalire alla sua origine, sciogliere il suo enigma. Da dove viene? Chi è? Mi esaurisco in sforzi inutili: non lo saprò mai.” [R.Barthes, Frammenti di un discorso amoroso]


Punto comune di tanti e tanti discorsi consumati a vari livelli.

Credo che in fondo il desiderio di conoscenza dell’altro sia conseguenza del desiderio di possesso dell’oggetto dell’amore (l’altro) e ancor prima conseguenza dell’amore, considerando che la conoscenza dell’altro è strettamente legata all’amore. Sè non si conoscesse non si potrebbe amare e nel momento in cui non si conosce più anche l’amore in certo qual modo si arresta e quindi si ha la sensazione che la sostanza del sentimento stia involvendo in se stessa. Dunque, assodato che l’altro, seppur amato, rimane comunque non completamente conoscibile, sarà completamente amabile?

Da un altro punto di vista, considerato che non conosciamo intimamente e completamente nemmeno noi stessi, possiamo amarci (accettarci..) completamente?

Ancora, non conoscendo la divinità, se non per mediazioni dell’uomo e della natura e dunque come “in uno specchio”, possiamo amare completamente il Divino?

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7 Responses to Inconoscibile

  1. ericablogger says:

    è sempre difficile conoscere completamente se stessi e spesso lo è ancora di più amare se stessi
    forse è più facile provare ad amare il divino perchè non lo vediamo non lo conosciamo e non possiamo giudicarlo …
    bel post, complimenti!!!

  2. Paolo says:

    Grazie Erica.
    Sulla conoscenza di se stessi penso non basti una vita.
    Circa il fatto se sia più “facile” amare il Divino, beh, sicuramente l’atto di amare Dio nasce da una nostra volontà, da una nostra scelta, da questo punto di vista è più facile, d’altro canto, rimanendo, il Divino, comunque ineffabile, credo sia più difficile amare non riconoscendo il ricambio d’amore insito nell’atto creatore di DIo.
    Buona domenica

  3. Flower says:

    é bellissimo questo post..in questi giorni ci sono tornata spesso, cercando di lasciare un commento appropriato, ma poi ho sempre preferito lasciar perdere…Bhè, che dire…l’amore è un mistero, così come lo è l’amato e Dio stesso…credo che non riusciremo mai ad avere una conoscenza completa di questi, e forse è proprio questo a renderci vulnerabili,la paura di non avere sempre tutto “sotto controllo”…
    Alla base penso ci sia una questione di FEDE…(o FIDUCIA), grazie alla quale possiamo amare pur non conoscendo…in modo un pò irrazionale!!!perchè in fondo…solo con la ragione, senza un pò di trasporto non andiamo da nessuna parte…Non credi???!!!!
    Bè caro fratello, un abbraccio forte..e spero di non aver rovinato la magia del tuo post!

  4. Paolo says:

    Grazie per il commento Flower!
    L’argomento è di semplice intuizione ma è complicato affrontarlo, soprattutto in un post, come questo, che non ha pretese di sorta. Magari quando ci vedremo né parleremo, sicuramente sarà interessante. E comunque solo l’approccio razionale non è praticabile né auspicabile, ma credo non appartenga nemmeno all’uomo, in ciascuna sfera “dei sentimenti”.
    BUona giornata!

  5. francy says:

    Credo che prima di amare completamente una persona dobbiamo chiederci se amiamo noi stessi…Accettarsi non basta, credo che la cosa fondamentale sia piacersi senza alcun senso di colpa…
    Possedere una persona non è amore è una forma malata di amore, amare è qualcosa di più profondo parte dalla fiducia che si ha prima in se stessi e poi nell’altro….
    Credo che sia importante che ciascuno di noi stia in contato sia con la sua parte dell’Io adulto, sia con la parte del suo Io bambino.
    L’amore di Dio è diverso è trascendentale è quella parte più intima e inconoscibile di noi come sosteneva Jung….

  6. ericablogger says:

    belle le parole di Francy : “Credo che prima di amare completamente una persona dobbiamo chiederci se amiamo noi stessi…Accettarsi non basta, credo che la cosa fondamentale sia piacersi senza alcun senso di colpa…”
    Quante persone amano veramente se stesse ??? e quante dicono di amare un altro o un’altra ma in effetti non è vero ???
    è talvolta difficile amare se stessi ma in alcuni casi è ancora più difficile amre gli altri proprio perchè ci si ama troppo, si è profondamente egoisti e non si vuole far fatica a cercare di capire e conoscere chi ci vuole bene !!!
    è proprio un bell’argomento interessante quello che hai proposto in questo tuo post … un caro saluto erica

  7. francy says:

    E’ vero amare se stessi è difficile, significa essere coscineti di vari aspetti di sè, ma credo che non sia impossibile….
    Quante volte è capitato di sentire dire delle persone che amano perdutamente una persona, ma in realtà così non è solo è solo che non sanno distaccarsi da quella perchè hanno paura di se stessi

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