Ho visto con interesse “L’Ultimo Imperatore” (il film di Bertolucci) e sono rimasto sorpreso e affascinato dai costumi, le ambientazioni, le musiche.
Il film invece, cioè la storia dell’ultimo figlio del cielo, mi ha lasciato perplesso ed anche un tantino deluso. Innanzi tutto la descrizione della città proibita, che all’epoca era decadente e versava in uno stato di trascuratezza descrittivo del crepuscolo che l’Impero di mezzo, millenario, stava vivendo. Poi l’opportunismo e l’ambiguità dell’Imperatore che andrebbero considerati nell’ambito di un imperatore destituito e prigioniero nella sua decadente fortezza, che invece trovano spazio di mantenimento di una presunta linea politica e civica, un imperatore che sembra esclusivamente prigioniero degli eventi, trascinato dagli eventi. Infine il figlio del cielo che diventa cittadino e operaio a seguito della rieducazione in un campo che assomiglia più ad un campus universitario piuttosto che un “gulag” cinese, tale da far sembrare la Repubblica Popolare provvida verso i suoi cittadini. Insomma un buon servigio alla propaganda del partito. Un impero millenario spazzato via da una dittatura moderna che ha lasciato in vita l’ultimo Imperatore solo per una questione di opportunismo politico interno ed internazionale.
Questa è la mia opinione, limitata.
Un buon film, un bel film, ma che non parla della Cina di quegli anni con tutti i suoi protagonisti.
non me lo ricordavo più tanto bene ma la tua descrizione mi ha riportato alla visione del film e non posso che concordare con le tue impressioni
belle immagini patinate ma poca storia vera di un ‘ epoca drammatica !
ciao
Ciao Erica!
Sì, immagini patinate, al vetriolo.
A presto