Ho incontrato persone care.
Abbiamo parlato di molti argomenti, alcuni molto interessanti, altri esclusivamente per celiare.
Ricordo la cena sulla terrazza, la vista su Barcelona era suggestiva, il confronto autentico.
Poi tanti passi, tanti volti e una lunga digressione sulla libertà. Il mio amico russo (precisamente sovietico), parlando del periodo della perestrojca, dopo una lunga e dettagliata ricostruzione dal suo punto di vista siberiano, ha sinteticamente concluso con una storia che allora si raccontavano a vicenda: “ci sono due cani. Uno è un cane di razza, con pelo lucido e collare di valore, l’altro è un bastardo e sta sull’uscio della porta al di là della quale si trova l’altro cane. Il cane signorile gli dice che ha voglia di una cagna e sta in piedi, l’altro gli dice che semplicemente può uscire da casa e trovare quante cagne vuole. L’altro cane però provandoci non riesce a muoversi perché il guinzaglio non è lungo a sufficienza. Dunque il cane signorile può avere tutti i lussi che vuole ma è soggetto al volere del padrone, mentre il cane di strada può girare dove vuole ma fare una vita misera. La morale è che la libertà è uguale a quanto lungo è il guinzaglio.” Questo è.
Poi sulla via di Assisi ricordo di momenti intensi e ricordi che si intrecciavano al presente. La rabbia tra i denti e la liberazione della memoria, per una giornata particolare. Tanta pioggia che non bagnava.
Inoltre ricordo, nel freddo di un vento dal nord, il ritrovarsi semplice e rilassante, con i miei occhi rivolti sulla valle.
Infine il pranzo della domenica. Familiare e caro. Medievale, dal mio punto di vista.
C’è un tempo per ogni cosa, per ogni aspetto della vita. Me lo ripeto e quasi sussurrando lascio che le parole si dissolvano lentamente nel silenzio materiale del mio studio.
E’ tempo di fumare.
Grazie a tutti.

grazie a te x questo tuo bellissimo modo di raccontare e raccontarci… parlo anch’io spesso di libertà ma il quantificarla realmente è sempre così tanto difficile…
un bentornato tra noi erica
Grazie a te Erica!
Hai colto un motivo di vita per me fondamentale.
A presto
c’è un tempo per ogni cosa sotto il cielo…bentornato.
Ogni volta che si esce da questo paese e si ha modo di confrontarsi col mondo si torna con un senso di insoddisfazione, ad aumentarlo l’aria di immobilità, di ineluttabilità e quel malcelato senso di superioriorità un po’ borioso che ci contraddistingue. Partire e non tornare è sempre questa la sensazione risultante…
francesco
PS c’è un tempo anche per organizzare la cena e sta per arrivare
Ciao Francè,
bentornato a te!
Direi che la nostra cena dovrà essere superba e di durata indefinita!
A presto!
Caro fratello, da parte mia vi sto aspettando in quel di Torre Vado per le nostre amabili conversazioni…. a presto.
A presto Luke!
Verremo, lo sai che verremo!