Intendevo scrivere degli ultimi giorni, delle persone incontrate e delle conversazioni fatte. Ma poi, nella lentezza implacabile di questo pomeriggio assai caldo, chiuso nel mio studio, ascoltando canto gregoriano, secondo l’interpretazione dei monaci certosini, stavo considerando quanto detto e quanto ascoltato, quanto comunicato e quanto mantenuto celato, e un velo di tristezza mi ha invaso, come una linea sottile un tantino dolorosa, ed ho constatato che a volte si dicono tante cose (nel senso di affrontare tanti discorsi) per non dire nulla. Una constatazione che non vuole essere un’analisi e alla quale non possono seguire proposte, una semplice constatazione.
Nella vita bisogna saper rifiutare, se si accetta solo si vive come un contenitore che viene svuotato e riempito a piacimento.
vedo che come ti ho lasciato così ancora ti ritrovo…non hai mai abbandonato le buone letture.
Un saluto estivo dall’inferno
ehi, ma guarda un po’ , ti piace il canto gregoriano! anch’io sono un’appassionata …
sai, in queste poche righe hai scritto una filosofia di vita veramente eccezionale
io spesso mi sento dire che sono comunicativa e che parlo con tutti, ma in effetti, sono ben poche le persone con cui parlo realmente
e anche con il blog ( i blog, perchè sono due ! )mi rendo conto che sono proprio poche le persone con cui comunico molto volentieri
questo perchè io scelgo e accetto o rifiuto le amicizie anche quelle virtuali
e quindi alla fine sono pochi gli amici veri e poche le amicizie, del web o della vita normale
gli altri sono tutte conoscenze, spesso occasionali, che mantengono rapporti x comodità o interesse, ma non servono granch’è
ciao e buona settimana agostana !erica
Grazie per la vostra presenza virtuale, che a ben guardare virtuale non è, perchè comunque un commento che “dice” non mi lascia mai indifferente.
Buona giornata
e buone vacanze!