Archive for June, 2008

IN NOME DEL POPOLO SOVRANO

Il faraone non può essere giudicato.

Il faraone non può essere processato.

Il faraone non può essere ascoltato.

Nel 1994, nell’epoca di Silvio I, era unto dal signore.

Nel 2008, nell’epoca di Silvio III, è unto dal voto.

Certa magistratura politicizzata vuole rovesciare il verdetto popolare, vorrebbe cambiare ciò che evidentemente è intoccabile, ciò che è divino.

Intoccabile perchè l’unzione del popolo, per “grazia” del popolo, pone il faraone al di sopra della Costituzione e al di sopra di ogni altra autorità dello Stato.

Divino perchè deriva direttamente, cioè senza mediazione, dal potere costituente del popolo.

Certi giornalisti e certi giudici, con le intercettazioni non farebbero altro che portare, in parte, alla luce ciò che, essendo frutto dell’unzione popolare, deve essere coperto, come un mistero di carità.

E intanto il parlamento obbedisce. In silenzio obbedisce.

Triste giorno.

In weeks 58th and 59th (june 9th – june 23rd) we have: 813 civilians dead more than week fifty-seventh.

Forse sto scivolando sul polemico spinto, ma…

Domanda ascoltata due minuti fa: “…perchè l’instrument type alcune volte è wirato e altre no?

Trenitalia imbarbarisce l’uomo.

Alcuni giorni fa, al progetto al quale sono assegnato è stata destinata una nuova risorsa.

La nuova risorsa è “il senatore”, come lo chiamiamo affettuosamente ed ha tutte le particolarità del caso, come del resto ciascuno di noi ha le proprie.

Ha l’abitudine di mangiare la banana delle cinque, ed ora, che l’estate è arrivata si preoccupa che sia a giusta temperatura e dunque abbia la giusta consistenza.

Non sono riuscito a trattenermi!

Finalmente, 

finalmente la possibilità di potersi sentire nuovamente spettatori, comparse ed attori di questa drammatica comica che ha avuto inizio nella genesi arcoriana, durante il primo giorno del faraone, quando nell’impeto creativo scese in campo per darvi inizio. 

Finalmente, dopo la melina simil-anglosassone, ciascuno è tornato in scena, e il faraone, uscendo assonnato dal camerino, avendo lasciato il costume da statista, ha re-indossato l’ever-green del perseguitato, del liberale crocifisso da una dittatura occulta, e si ascolta (dal presidente del consiglio della Repubblica italiana) che certi giudici (quali? io dopo 14 anni vorrei saperlo) sovvertono l’ordine democratico, che per riformare la giustizia e rispettare il volere dei cittadini occorre inserire un paio di normicine che riguardano anche lui (ma è del tutto casuale), e che lui non godrà di nessuna “agevolazione” legislativa, e lo giura sui suoi figli! 

Ma quanti figli ha? Quanti figli ha? Quanti figli ha?

Secondo me la prossima maschera sarà quella simil-populista alla Chavez!

prima indiscrezione: l’offerta sembra sia stata bassa.

seguente considerazione: prendi tempo Abbo!

Tieni duro e stringi forte, giovane Skywalker!

Che la forza sia con te… anche se vai alle feste delle 18enni a fare il teenager!

Si cena nella nuova casa di Ale.

Praticamente è quasi tutta arredata, è accogliente. Il Balcone è un pò stretto, ma adatto per fumare, poi il binomio televisore LCD a parete – divano comodo, infine l’impronta di Ikea.

Nelle nostre cene ci sono argomenti ricorrenti, altri che vengono affrontati quasi come se sostituiresso il respiro, altri ancora che emergono dallo stato d’animo del momento. Il termine comune rimane comunque l’ironia con la quale si discute delle più disparate questioni, la battuta sempre pronta, la capacità di ascoltare.

Si parlava di lavoro ieri sera, e “l’uomo”, che attualmente sta vivendo il peso e la difficoltà di dover cambiare lavoro, non avendolo voluto, ad un certo punto, con la certezza di colui che parla senza margine di errore, prerogativa di pochi, mentre inforchettava le tagliatelle con panna ha esclamato:

…basta, voglio prendere il mio futuro per le palle!

Stringi forte Abbo!

Che poi dietro e dentro uno sguardo ci sia una realtà implicita mi sembra ovvio, ma che a volte emerga con intensità tale da rimanerne coinvolti e da percepire a tratti quella realtà non è affatto scontato ed è un’esperienza molto bella.

Mi è capitato raramente. Mi è capitato da poco tempo.

Ciò in un mondo virtuale, tale è la rete, ma solo in parte, dipendendo dall’utilizzo che se né fa.

Occhi che non hanno un nome.