Navigando mi sono imbattuto in un photoblog in cui erano pubblicate delle foto che alternavano un viso femminile ad un muso di gatto con la particolarità che gli occhi umani e quelli felini erano i medesimi. E’ un periodo, e forse anche il momento storico che vivo, che sono molto sensibile emotivamente e mi lascio andare ai ricordi. E così, le immagini del binomio donna-gatta/o mi hanno richiamato alla mente la poesia di Pavese che riporto a seguire. Bel momento.
Ancora cadrà la pioggia
sui tuoi dolci selciati,
una pioggia leggera
come un alito o un passo.
Ancora la brezza e l’alba
fioriranno leggere
come sotto il tuo passo,
quando tu rientrerai.
Tra fiori e davanzali
i gatti lo sapranno.
Ci saranno altri giorni,
ci saranno altre voci.
Sorriderai da sola.
I gatti lo sapranno.
Udrai parole antiche,
parole stanche e vane
come i costumi smessi
delle feste di ieri.
Farai gesti anche tu.
Risponderai parole -
viso di primavera,
farai gesti anche tu.
I gatti lo sapranno,
viso di primavera;
e la pioggia leggera,
l’alba color giacinto,
che dilaniano il cuore
di chi più non ti spera,
sono il triste sorriso
che sorridi da sola.
Ci saranno altri giorni,
altre voci e risvegli.
Soffriremo nell’alba,
viso di Primavera.
[The cats will know © C.Pavese]
Bella poesia molto azzeccata. poi a me piace moltissimo il gatto come animale… posso metterti come blog Amico nel mio? mandami mail se vuoi a dgalimi@gmail.com
potresti farmi conoscere quel blog dei gatti e degli occhi di donna simili a quelli dei gatti ? io adoro i gatti, ne ho tre, tutte nere splendide ed un gattone randagio dagli occhi bellissimi
Non conoscevo questa poesia, però ne ricorod una veramente bella di Baudelaire, dove il gatto era la sua donna, una mulatta splendida a quanto pare !!!
la so in francese ma andrò a vedere in internet se trovo il testo in italiano
ciao erica
…oh gatto lasciami perdere ancora nei tuoi occhi screziati d’ambra…è una poesia di baudelaire, mi ricordo solo questo pezzo.
….ed hai buona memoria!
Dal decadentismo al neorealismo una traccia comune sulla donna e su un tentativo “comunicativo” attraverso l’indifferenza “attenta” dei gatti.
Penso sia un verso della poesia alla quale Erica accennava.
Saluti