…ci siamo messi d’accordo, abbiamo pianificato il da farsi, avevamo rabbia, non potevamo permettere che una ragazzina mettesse in giro certe voci. Basta uno sms. Siamo in tre, numero simbolicamente perfetto, possiamo e dobbiamo. Non conta la coscienza che può urlare, non conta che finchè ha soddisfatto le nostre pulsioni dei lombi era una di noi, non bisogna pensare più di tanto in questi casi, occorre agire, in fretta, con determinazione, e poi provare a dimenticarsi di tutto. Tentare di vivere normalmente per quasi quindici giorni, rispondendo alle domande di rito con necessarie risposte rituali – ma cos’hai? Non mangi? …non ho molta fame, non scocciarmi…ma sì, tutto bene…-
Basta poco, e il Caino che è in ognuno di noi si riprende la sua parte di storia; ma siamo noi a decidere da che parte stare, il confine è chiaro, netto.
Provo dolore e anche rabbia, perchè i nostri figli sono anche frutto della nostra modalità educativa, del tipo di contenuti educativi (in termini di valori etici, morali, civici…) che trasmettiamo loro, sia nel contesto familiare sia nel contesto scolastico.
Zefiro sospingeva delicatamente verso il basso Psiche affinchè potesse incontrarsi con Ares, nella buia grotta ricolma di gioielli ed abiti lussuosi. Ma questa è un’altra storia, è mito, quell’altra è realtà.
Se penso ai miei 14/15 anni, mi sento come un extraterrestre.
Spero, anzi credo che le notizie che riempiono i giornali, i telegiornali e sopratutto quella cui fai riferimento tu, non siano realmente rappresentative del mondo degli adolescenti di oggi.
Non voglio e non posso crederci, devono essere casi isolati che hanno molta eco solo perchè oggi “fa notizia” parlare del “bullismo”… (me lo auguro) altrimenti vorrebbe dire che il punto di non ritorno è stato superato da un pezzo.
…anche sabato sera scorso facevamo questo discorso prendendo come spunto l’intervista fatta a quel gruppo di quattordicenni nella trasmissione “annozero”, e tra le varie considerazioni si faceva anche quella a cui accennavi tu, ma che percentuale saranno quelli che stanno una notte fuori a sniffare? Che alle 12 (am) hanno già fumato tipo quattro canne? O quelli che dicevano “io a casa non ci so stare, quindi esco, mi faccio le canne, sniffo cocaina anche, e torno la mattina, alla domenica torno all’ora di pranzo” ? Che percentuale saranno rispetto al numero totale di tutti i loro coetanei? O che percentuale saranno quelli che pur di mantenere una certa immagine pubblica ([...] altrimenti ci metti in difficoltà con le nostre fidanzate [...]) prima violentano e poi uccidono una ragazza di quattordici anni?
Non lo so quanti saranno, francamente non lo so.
Ma anche se fossero l’un per mille, la nostra responsabilità cambierebbe?
..sono d’ accordo con te Paolo: ‘sti ragazzi mettono paura.
Sono dei contenitori vuoti.
Non tutti certo, ma tanti, troppi, e i genitori forse, sono anche peggio…
Io non lo so come si può fare a cambiare ‘sto stato di cose, ma sento che c’è qualcosa di marcio in questa pseudo-società civile, dove si brucia tutto in un attimo…
tre ragazzi e una ragazza e una cosa più grande di loro…si uccide e via come se niente fosse… ma dio santo una vita non vale nulla?, ma come si fa a fare una cosa simile..senza pensare al poi..e soprattutto al perchè..
Perchè???
Ciao Andrew.
C’è anche da dire che chi agisce in tal modo non si pone delle domande fondamentali, cioè non si interroga sul “chi sono io” e su “chi è l’altro”, evidentemente non sa neppure, come scriv tu, che ad ogni azione compiuta corrispondono delle conseguenze, a volte irreversibili.
Una cosa mi ha lasciato letteralmente scioccato di questo dramma adolescenziale, il fatto che uno degli imputati, dopo aver confessato, abbia chiesto se poteva tornare a casa…del tipo “sì ho ucciso, è andata così, ora posso tornare a fare la mia vita e chiudere quella che per me è sempre stata una raltà nascosta e quindi virtuale?”
Voglio forzare il discorso, non accade così quando si gioca con la playstation?
… concordo…, purtroppo, forse, non è nemmeno tanto una forzatura…
i vostri perchè e le vostre angosce sono fin troppo spesso anche le mie, perchè io le provo dal vivo direttamente sulla mia pelle tutti i giorni per 9 mesi all’anno e sempre più spesso mi chiedo dove nafremo a finire ; i genitori hanno mollato completamente le redini ed il loro ruolo e sono ormai ben pochi quelli che sanno come si fa il genitore
I bulli imperano e se intervieni rischi pure a volte perchè sono ben protetti . Comunque se i giornali la smettessero di scrivere ogni 2 secondi di quei deficienti che fanno i bulli, non ci sarebbe più imitazione