19 anni fa, fu Tienanmen.

4 anni fa, il governo cinese per la prima volta, dopo 15 anni non ha chiamato il movimento studentesco come “ribelle”, “sovversivo”, ma non ha detto niente di più. Le dimostrazioni di piazza Tienanmen le ricordiamo come pacifiche. C’è uno stretto legame nel come venne conclusa all’ora la questione Tienanmen e come si sta gestendo ora la questione Tibet. Anche i monaci, i tibetani, il Dalai Lama sono dei “sovversivi”, dei “ribelli” e sembra vengano trattati allo stesso modo. Dopo 19 anni nessuna evoluzione di pensiero in coloro che governano la Cina. Il riconoscimento dei diritti umani di tutte le varie componenti della popolazione non sembra sia un loro problema, basta la propaganda e la repressione violenta, il resto…sono questioni “interne”.

Dov’è “l’armonia” che il popolo cinese sta vivendo o apprestandosi a vivere nella “Repubblica Democratica Cinese”, così come è stato con forza promosso durante il 17° congresso del PCC ?
Nelle due immagini i due mondi che oggi convivono forzatamente in Cina, quello dell’elitè con i suoi sogni, e quello del popolo con diversi sogni, quello che “ha” e quello che sogna di “essere” e quindi anche di “avere”.
Anch’io ho inevitabilmente ricordato TienAnMen. Molti di coloro che hanno allora partecipato (studenti ma anche contadini e intellettuali) sono espatriati per evitare campi di rieducazione e torture. Molti credo siano ancora rinchiusi da qualche parte. Sentivo stamattina i numeri riferiti agli arresti di questi giorni fra gli attivisti (anche cinesi) pro-tibet: si parla di circa 940 arresti, di circa 400 ancora in carcere, di circa un centinaio rilasciati perchè “si sono auto-denunciati”; fra questi il leader cinese per i diritti umani Hu Jia, che già in passato è stato nelle carceri cinesi per tre anni, il 52enne Yang Chunlin, un ex contadino, arrestato per aver firmato un appello che ha raccolto 10.000 firme, dove si diceva “Vogliamo i diritti umani, non leOlimpiadi”. La lista è lunga, ogni nome ha una storia di repressione terribile alle spalle. Temo che la Cina non cederà comunque, non è nella loro cultura il concetto stesso di democrazia, che non hanno mai consociuto. Scusa la lunghezza, è un tema che vivo in modo molto passionale. Ciao.
molto bello questo tuo post
non posso che non essere d’accordo con ciò che dici
un saluto erica