Ore 20,10.
Siamo fermi in mezzo alle campagne.
Dal treno verso l’esterno, fuori, nemmeno una luce.
C’è chi legge, chi dorme e chi lavora.
Dei pochi che siamo nel compartimento nessuno si chiede perchè siamo fermi “in the middle of the nothing”. Ci si abitua, ecco tutto. Prendi un treno che non dovrebbe fare fermate intermedie, e poi ferma non nelle stazioni, ma dove capita.
D’un tratto il tipico suono di avviso per gli annunci viene seguito dalla voce esitante del capotreno, che cordialmente dice: “Buonasera sono il capotreno, siamo fermi tra le stazioni di T. e P. e [pausa di silenzio] siamo fermi perchè c’è un’interruzione.” Fine del comunicato.
Di che tipo di interruzione si tratterà? Interruzione alla linea elettrica? Interruzione di servizio? Interruzione di che cosa? Sarà caduta la famosa foglia in Vietnam (interrompendo la concentrazione di un monaco che contemplava l’orizzonte, verso Saigon, e dunque anche l’albero dal quale la foglia si è staccata) causando la sosta imprevista del treno? Interruzione di che tipo e per quale causa? Intanto inizia ad uscire aria fredda dai riscaldamenti del compartimento.
Già 30 minuti di ritardo e ciascuno continua la sua attività.
Debbo dire che Trenitalia (già dai tempi delle prestigiose e irritrovabili FS) ci sta iniziando con disciplina alla pazienza, virtù necessaria ed utile, in particolar modo in queste circostanze. In fondo in fondo, Trenitalia, meglio, il sistema con cui viene gestita Trenitalia, lavora e si preoccupa per tutti i clienti e in particolar modo per i pendolari, ai quali concede con gratuità la possibilità di formarsi ad alcune virtù della vita.
Un nuovo annuncio: “Buonasera sono il capotreno [pausa di silenzio] comunico che il treno sta ripartendo [e infatti si sta muovendo] e che sono a disposizione per eventuali coincidenze.” Fine del comunicato.
Di quali coincidenze si tratterà mai? Di pensiero? Come suggerisce un passeggero, o non so, informazioni di vario genere che messe insieme potrebbero avere delle corrispondenze e in queste trovare, causalmente, delle coincidenze?
Ma Trenitalia è anche questo, è imprevedibilità, simpatia, stimolo cognitivo, ricerca del sapere, ossessione cieca per la verità degli eventi. In quest’ottica, come erano le scuole-cattedrali nel medioevo, si adopera in modo tale che ciascun pendolare (ma anche il passeggero occasionale) possa sviluppare una propria coscenza critica. Ed ecco che di nuovo incontra le esigenze, anche implicite, dell’uomo. È una vera e propria palestra di vita e va a stimolare anche la parte spirituale di ciascun individuo, perchè in linea di massima, c’è chi invoca giustizia, chi auspica punizioni severissime, chi prega e chi impreca, ma in ogni caso riporta l’uomo a contatto con quella sua parte intima che racchiude quel desiderio di trascendenza insito in ciascuno.
Intanto il treno si muove lentamente e il ritardo aumenta.
Benedette FS e benedette tutte le compagnie di trasporto, cotral (già acotral), atac, met.ro…il mondo del pendolare è un universo a parte dove realtà e fantasia si mischiano in una dimensione surreale, il pendolare di solito non sa se ridere o piangere, se distruggere tutto quello che gli capita a tiro o se sedersi e aspettare, pendolare è un eserciaio spirituale, è una condizione mistica dovremmo ringraziare le FS pa’ e non disprezzarle, perché ogni giorno ci dànno l’occasione di migliorarci, di compiere un lavoro interiore, di meditare….ti pare poco?
Francesco
il tuo racconto mi fa venire in mente i bei tempi di qualche anno fa quando usavo il treno per andare al lavoro
un disastro , sempre fuori orario con pause morte senza spigazione alcuna
vedo comunque che nulla è cambiato ma molto è peggiorato, direi!!!
ciao erica