“A Silvio”, part III

Quando il confronto è sui programmi, quindi anche sui problemi italici e sulle loro soluzioni proposte, quando la dialettica è squisitamente politica e centrata sulla res pubblica, quando il buonismo ad ogni costo di tanto in tanto lascia spazio all’invettiva, quando le idee, i valori, sono gli unici argomenti che guidano questa illuminata campagna elettorale, quando capita di leggere:

“[...] Lo spunto glielo dà una donna che, intervenendo ad una convention romana di Forza Italia, si qualifica come attrice e gli chiede un impiego.

«FA L’ATTRICE? VADA DA VELTRONI» – «Deve farsi assumere da Veltroni – ha detto Berlusconi – , è lui che ha il diploma in cinematografia, io sono semplicemente laureato con 110 su 110, non può venire da me. La signora -ha poi proseguito l’ex premier rivolgendosi alla platea- ha con me un rapporto continuativo: mi dice sempre, voglio lavorare nel cinema. Signora – ha proseguito Berlusconi riferendosi a recenti vicende giudiziarie – io non posso più telefonare a Saccá, le prometto che andrò a casa di Saccá e userò il citofono». [...]

[brano tratto da un articolo del  corriere della sera.it]

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