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Ma com’è che arrivo in ritardo agli appuntamenti della vita? O meglio, com’è che il tempo sta costantemente un passo avanti? Se non due? Eppure quando si arriva in ritardo a volte è la vita stessa che punisce, eppure il “ritardo” si elabora con chiarezza, eppure le “conseguenze” si vivono (o ci vivono) con consapevolezza, con capacità di sintesi, eppure si continua a non imparare!

Non credo sia questione di maturità (ma quando una persona si può definire matura?) e nemmeno di “approccio”, anche perchè il fatto stesso che l’uomo è libero costituzionalmente lo porta a scegliere in modo autonomo e personale in relazione alle situazioni che via via si presentano, forse è che in linea di massima, proprio per la nostra incompletezza creaturale, non capiamo fino in fondo cosa ci circonda e cosa sarà, e quindi non capendo, con accezione generica, rimaniamo un passo indietro.