Archive for February, 2008

Ore 20,10.

Siamo fermi in mezzo alle campagne.

Dal treno verso l’esterno, fuori, nemmeno una luce.

C’è chi legge, chi dorme e chi lavora.

Dei pochi che siamo nel compartimento nessuno si chiede perchè siamo fermi “in the middle of the nothing”. Ci si abitua, ecco tutto. Prendi un treno che non dovrebbe fare fermate intermedie, e poi ferma non nelle stazioni, ma dove capita.

D’un tratto il tipico suono di avviso per gli annunci viene seguito dalla voce esitante del capotreno, che cordialmente dice: “Buonasera sono il capotreno, siamo fermi tra le stazioni di T. e P. e [pausa di silenzio] siamo fermi perchè c’è un’interruzione.” Fine del comunicato.

Di che tipo di interruzione si tratterà? Interruzione alla linea elettrica? Interruzione di servizio? Interruzione di che cosa? Sarà caduta la famosa foglia in Vietnam (interrompendo la concentrazione di un monaco che contemplava l’orizzonte, verso Saigon, e dunque anche l’albero dal quale la foglia si è staccata) causando la sosta imprevista del treno? Interruzione di che tipo e per quale causa? Intanto inizia ad uscire aria fredda dai riscaldamenti del compartimento.

Già 30 minuti di ritardo e ciascuno continua la sua attività.

Debbo dire che Trenitalia (già dai tempi delle prestigiose e irritrovabili FS) ci sta iniziando con disciplina alla pazienza, virtù necessaria ed utile, in particolar modo in queste circostanze. In fondo in fondo, Trenitalia, meglio, il sistema con cui viene gestita Trenitalia, lavora e si preoccupa per tutti i clienti e in particolar modo per i pendolari, ai quali concede con gratuità la possibilità di formarsi ad alcune virtù della vita.

Un nuovo annuncio: “Buonasera sono il capotreno [pausa di silenzio] comunico che il treno sta ripartendo [e infatti si sta muovendo] e che sono a disposizione per eventuali coincidenze.” Fine del comunicato.

Di quali coincidenze si tratterà mai? Di pensiero? Come suggerisce un passeggero, o non so, informazioni di vario genere che messe insieme potrebbero avere delle corrispondenze e in queste trovare, causalmente, delle coincidenze?

Ma Trenitalia è anche questo, è imprevedibilità, simpatia, stimolo cognitivo, ricerca del sapere, ossessione cieca per la verità degli eventi. In quest’ottica, come erano le scuole-cattedrali nel medioevo, si adopera in modo tale che ciascun pendolare (ma anche il passeggero occasionale) possa sviluppare una propria coscenza critica. Ed ecco che di nuovo incontra le esigenze, anche implicite, dell’uomo. È una vera e propria palestra di vita e va a stimolare anche la parte spirituale di ciascun individuo, perchè in linea di massima, c’è chi invoca giustizia, chi auspica punizioni severissime, chi prega e chi impreca,  ma in ogni caso riporta l’uomo a contatto con quella sua parte intima che racchiude quel desiderio di trascendenza insito in ciascuno.

Intanto il treno si muove lentamente e il ritardo aumenta.

«Io ho orrore di Di Pietro e lo dico alto e forte» ha detto il leader del Pdl, sottolineando che l’ex pm è «il campione delle manette».

[brano tratto da un articolo del  corriere della sera.it ]

Quando il confronto è sui programmi, quindi anche sui problemi italici e sulle loro soluzioni proposte, quando la dialettica è squisitamente politica e centrata sulla res pubblica, quando il buonismo ad ogni costo di tanto in tanto lascia spazio all’invettiva, quando le idee, i valori, sono gli unici argomenti che guidano questa illuminata campagna elettorale, quando capita di leggere:

“[...] Lo spunto glielo dà una donna che, intervenendo ad una convention romana di Forza Italia, si qualifica come attrice e gli chiede un impiego.

«FA L’ATTRICE? VADA DA VELTRONI» – «Deve farsi assumere da Veltroni – ha detto Berlusconi – , è lui che ha il diploma in cinematografia, io sono semplicemente laureato con 110 su 110, non può venire da me. La signora -ha poi proseguito l’ex premier rivolgendosi alla platea- ha con me un rapporto continuativo: mi dice sempre, voglio lavorare nel cinema. Signora – ha proseguito Berlusconi riferendosi a recenti vicende giudiziarie – io non posso più telefonare a Saccá, le prometto che andrò a casa di Saccá e userò il citofono». [...]

[brano tratto da un articolo del  corriere della sera.it]

Ore 20.48
Il treno avanza lentamente e mi lascio dietro l’azienda e l’umidità della grande città. Il vociare della metropolitana ancora mi accompagna. Sono seduto in un vagone che è una sorta di open space, con tutte le luci del soffitto (o del cielo centrale e dei cieli laterali , come si usa in gergo tecnico-ferroviario) funzionanti.
Ci sono altre persone che parlano del più e del meno con voce sommessa, solo una giovane donna al telefono sembra quasi urlare, forse crede che la sua voce arrivi direttamente attraverso l’etere al suo interlocutore.
Il treno si muove con stanchezza, anche io sono stanco e lo è anche il venditore ambulante e abusivo di panini e bibite, per un attimo si siede poco distante da dove sono seduto io. Questa sera il venditore ambulante e abusivo di calze in lana da uomo ancora non passa, ma sono convinto passerà, e dirà: “…volete dei calzettoni? Guardate che fattura!” Ed io puntualmente: “No grazie, non mi interessano”. E lui, da copione: “..dottò, se volete teniamo anche dei divviddì, tutte novità!” E si continua così per altri due o tre scambi di battute. Poi il venditore, a volte travestito da santo pronto a vendere il suo pianto, si congeda apparentemente deluso riprendendo in mano la situazione alle poltrone successive e riadeguando lo stesso canovaccio.
Inizia ad essere paicevole frequentare questo piccolo microcosmo ferroviario, che si anima dimesso e quasi in silenzio solo quando fuori è buio. Chissà quando le giornate saranno più lunghe cosa cambierà…

Partito Comunista – sezione ticinese del PSdL…

Cercando su “google” PdL (o PDL) dopo tre link a “La Repubblica” c’è quello al Partito Comunista (sezione ticinese)  e poi… sono arrivato alla quinta pagina ma non nè ho trovato traccia.

Interessante, no?

chiostro-di-monreale.jpg

[Picture download from here]

Ma com’è che arrivo in ritardo agli appuntamenti della vita? O meglio, com’è che il tempo sta costantemente un passo avanti? Se non due? Eppure quando si arriva in ritardo a volte è la vita stessa che punisce, eppure il “ritardo” si elabora con chiarezza, eppure le “conseguenze” si vivono (o ci vivono) con consapevolezza, con capacità di sintesi, eppure si continua a non imparare!

Non credo sia questione di maturità (ma quando una persona si può definire matura?) e nemmeno di “approccio”, anche perchè il fatto stesso che l’uomo è libero costituzionalmente lo porta a scegliere in modo autonomo e personale in relazione alle situazioni che via via si presentano, forse è che in linea di massima, proprio per la nostra incompletezza creaturale, non capiamo fino in fondo cosa ci circonda e cosa sarà, e quindi non capendo, con accezione generica, rimaniamo un passo indietro.

In week 41st (february 11th – february 18th) we have: 362 civilians dead more than week forthieth.

Tempo fa pensavo che l’era dell’amore “romantico” si fosse estinta il secolo scorso e invece…

“A Silvio”

Testo e Musica: Andrea Vantini

Si è detto troppo
E anche di più
Si è usata pure la musica contro
Oggi canto anch’io
E dico che
Menomale che Silvio c’è
Non ho interessi politici
E non ho neanche immobili
Ho solo la musica
E penso che
Menomale che Silvio c’è
Ci hanno provato
scrittori e comici
Un gioco perverso
Di chi ha già perso
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
La musica suona senza colori
Ma i riferimenti sono reali
Viva l’Italia
L’Italia che ha scelto
Di crederci un po’ in questo sogno
Per questo dico che
Menomale che Silvio c’è
Per questo dico che
Menomale che Silvio c’è
Canto così
Con quella forza
Che ha solamente
Chi non conta niente
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Viva l’Italia
L’Italia che ha scelto
Di crederci un po’ in questo sogno
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Viva l’Italia
L’Italia che ha scelto
Di crederci un po’ in questo sogno
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Viva l’Italia
L’Italia che ha scelto
Di crederci un po’ in questo sogno
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è

[copyright by Andrea Vantini]
[text download from
menomalechesilvioce website]

In week 40th (february 4th – february 11th) we have: 44 civilians dead more than week thirty-nineth.

Iniziano a rincorrersi i vari politici e opinionisti nei salotti delle TV pubblica e della TV del “privato”, ci sono salotti più gettonati altri meno. Siamo nell’era del contraddittorio senza domande, del monologo con risposte a presunte domande mai fatte, e i conduttori, sempre sopra le parti, ci somministrano lentamente il valium ai fiori di margherita buono in queste occasioni. Ma…

vespa1.jpg

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