La scienza e il papato

Apprendendo dai quotidiani di oggi come sta evolvendo la questione, che tra non molto diventerà di diritto internazionale, dell’invito a Benedetto XVI presso la prima Università di Roma in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico, mi viene spontaneo fare una considerazione: ma cosa avranno mai da temere i professori che hanno richiesto, per primi, l’annullamento di tale visita? Cerco di spiegarmi.

Sembra che il nocciolo della questione vada individuato nella dichiarazione del Papa, allora cardinale, fatta nel ’90 presso l’Università di Parma in cui affermò di condividere le posizioni del filosofo Feyerabend, secondo il quale “[...] la sentenza contro Galileo fu razionale e giusta [...]“. Da ciò alcuni uomini di scienza prendono di conseguenza le distanze, infatti condividere tale opinione significa ritenere che il Papa è nemico della scienza, è incline ad imbragare la ragione secondo una logica oscurantista medioevale; la diretta conseguenza di ciò è che la Chiesa cattolica tutta, ovviamente, è nemica della scienza.
Inoltre, come si potrebbe ospitare una persona che a priori non riconosce, ma condanna, la dedizione di una vita di colui che lo ospita?

In libreria si trova, e chi abita a Roma può trovarlo in via di Castro Pretorio, per esempio, il volume edito da Paoline “Svolta per l’Europa? Chiesa e modernità nell’Europa dei rivolgimenti” in cui si affronta il tema più ampio della “crisi della fede nella scienza” e in cui (a pagg.76-79) vengono riportati degli stralci di tale intervento, stralci in cui viene presentata la seguente linea di pensiero: il cardinal Ratzinger citando nell’ordine Ernst Bloch, Feyerabend e C.F.Von Weizsacker conclude che “[...] sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande. [...]“. E’ evidente che tale conclusione è antitetica con l’affermazione di Feyerabend, pertanto mi chiedo quale origine abbia l’opinione dei professori e degli scienziati, e le conclusioni che traggo sono essenzialmente due: o non hanno letto il testo dell’intervento, o quantomeno le parti riportate nel volume che ho citato, oppure l’eventualità di ospitare il Papa e ascoltare ciò che dirà (e che non sappiamo ad ora) li provoca anzitempo ed evidentemente questa provocazione va a sollecitare delle loro certezze che tali non sono, altrimenti non temerebbero il confronto.

Sono dispiaciuto per tale posizione di una parte dell’intelligenza della Sapienza, dispiaciuto perchè mi aspettavo si rispettassero almeno i principi primi del rispetto reciproco, dispiaciuto perchè da chi è abituato a ragionare sulla coerenza stretta del pensiero speravo che prima si ponesse all’ascolto e poi alla critica (sempre ben accetta), dispiaciuto infine perchè tra i firmatari della lettera c’è anche un mio ex-professore di Laboratorio di Fisica, persona che conobbi sotto un profilo diverso.

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17 Responses to La scienza e il papato

  1. ericablogger says:

    volevo parlarne anch’io oggi ma ho preferito scrivere di altro, purtroppo personale e molto triste
    però un commento te lo lascio
    anch’io penso che forse sarebbe stato più giusto lasciarlo andare a parlare e poi contestarlo
    il fatto è che ultimamente lui e le sue gerarchie vaticane più strette hanno talmente interferito nel nostro stato, ” laico e democratico”, che è riuscito a far nascere tanti piccoli taliban … pure qui da noi, e non solo a Roma!!!
    Forse il tuo ex prof che tu hai conosciuto come libertario e civile, come mi ritengo anch’io, si è stufato , come me, e ha deciso che bisognava iniziare una guerra
    le guerre portano all’odio e molto peggio ma in alcuni casi ci si deve difendere e non c’è soluzione se non l’aggressività e la ripulsa x chi esagera
    vedi questo papa
    che sta sovvertendo tutto, anche il concilio vaticano secondo ed il progresso di ben 3 papi che lo hanno preceduto
    un saluto erica

  2. Paolo says:

    Interessante il tuo commento Erica, mi riprometto di organizzare le idee e affrontare la questione “vaticano-stato laico” con un respiro più ampio.

  3. Fasterbit says:

    Autogol di tutti gli scienziati, professoroni, liberi pensatori e dotti studenti che hanno fatto tanto baccano in questi giorni per la visita del Papa all’Università La Sapienza di Roma.

    Hanno vinto, il Papa ha deciso: non parteciperà.

    Strumentalizzati e derisi, si vedranno ora snobbati da un sagace vecchietto di 80 anni che ha calato il poker d’assi.
    Avrebbe parlato di ragione e fede (un vecchio cavallo di battaglia), nella sua nuova Lectio Magistralis:

    “…Con ciò ritorno al punto di partenza. Che cosa ha da fare o da dire il Papa nell’università? Sicuramente non deve cercare di imporre ad altri in modo autoritario la fede, che può essere solo donata in libertà. Al di là del suo ministero di Pastore nella Chiesa e in base alla natura intrinseca di questo ministero pastorale è suo compito mantenere desta la sensibilità per la verità; invitare sempre di nuovo la ragione a mettersi alla ricerca del vero, del bene, di Dio e, su questo cammino, sollecitarla a scorgere le utili luci sorte lungo la storia della fede cristiana e a percepire così Gesù Cristo come la Luce che illumina la storia ed aiuta a trovare la via verso il futuro.”

    Città del Vaticano, 17 gennaio 2008

    Benedictus XVI

    Un gol a porta vuota. Come le loro teste: Vuote

    La vera Lectio Magistralis, cari sciocchini, è un’altra, più sottile:
    Il banco vince sempre. E’ Lì per voi, da sempre.
    I Potenti ringraziano. E ridono.

  4. Paolo says:

    Sì, dei vari livelli di analisi ai quali si presta questa vicenda figlia di una mediocre Italia del 2008, c’è quello dei ragazzoni, di coloro che hanno occupato il rettorato, che hanno alzato striscioni, che hanno esultato quando si sono sentiti baluardo all’attacco clericale, che si sono sentiti compiaciuti per aver impedito tale assalto all’indipendenza costitutiva dell’universitas…che, a mio parere, non hanno visto il vuoto doloroso che c’è dietro questo loro attivismo di strada.
    Comunque questo non è un evento di poco conto. Avrà conseguenze.

    BUona serata Fasterbit!

  5. francy says:

    credo che l’evento in se per se sia stato preaticamente oltraggioso. Non credo che la presenza del Papa all’interno dell’ateneo potesse essere minacciosa.
    Diciamo che il nostro è un paese libero e allora mi domando e vi domando:dov’è la libertà di pensiero e di parola e la democrazia ?
    Oggi sono passata vicino a Piazzale Aldo Moro ed è stato molto triste vedere un luogo deputato alla cultura presidiato dalle forze dell’ordine, neanche fossimo in assetto di guerra!!!! E’ veramente una VERGOGNA!!!

  6. ericablogger says:

    io ho fatto qualche riflessione personale nel mio blog
    magari ti può interessare
    ciao erica

  7. Andrew says:

    … era giusto invitare il Papa per l’ inaugurazione dell’ anno accademico e per di più fargli tenere la lectio magistratis?..Possibile che il Magnifico Rettore non abbia calcolato che ci sarebbero state delle proteste per di più già anticiapte da un mail nel mese di Novembre?…

    E’ stato un errore opporsi in quella maniera perchè si è fatto il gioco dei reazionari di destra di centro e di …sinistra.
    Meglio, molto meglio chiedere un contraddittorio al magnifico Rettore, e di fronte all’ ovvio rifiuto del rettore e se del caso del Papa, sfruttare l’ occasione per un attacco alla Chiesa reazionaria che sebbene invitata ed accolta rifiutava il confronto in casa d’ altri, così da rovesciare il tavolo in proprio favore… ogni tanto bisognerebbe usare la testa, e ricordarsi che non serve solo a tenere separate le orecchie!!

  8. francesco says:

    L’ho visto in TV il tuo (e mio) prof di ‘fisichetta’… ;) niente da aggiungere….ho letto il testo dell’intervento ieri e non c’era nulla di sconvolgente, ne’ di oscurantista, molto rumore per nulla direi….piuttosto mi chiedo quanti dei ‘docenti’ ogni giorno rispettano la sacralità del luogo in cui insegnano, della scienza e della cultura? quanti di loro rispettano oltre al luogo e alla scienza i propri studenti? quanti di loro sono “fuori luogo”?
    Fra

  9. Paolo says:

    I vostri commenti offrono molto spazio di confronto e meritano una approfondita discussione. Il primo elemento interessante, un pò controcorrente rispetto al laicismo low cost al quale cercano di abituarci le “grandi menti” dell’Italietta (dai politici agli accademici), è che si stanno delineando due opinioni distinte tra l’opportunità e l’inopportunità della visita papale. E su questo si potrebbe dibattere a lungo e sono convinto si svilupperebbe una dignitosa ed interessante discussione.
    Al momento preferisco organizzare le idee al fine di tornare di nuovo sull’argomento.

    Solo due considerazioni molto rapide.

    La prima sicuramente abbasserà il livello della discussione, ma voglio comunque farla.
    Per Francesco: a Roma1 abbiamo passato abbastanza anni della nostra vita ed è stata “una palestra di vita”, anche grazie a chi “nel testo dello scritto dell’esame “coniugava il passato prossimo con l’ausiliare avere senza la “h” in terza persona e anche grazie a chi diceva “** fammene fare qualcuno, fammene fare qualcuno…”, si siedeva, ti faceva una domanda secca e ti bocciava, o anche a chi ti convocava per l’esame indicando solo il giorno, perchè essendo quattro i prenotati era complicato reperire un auditorium disponibile, quindi ci presentavamo al dipartimento verso le 8, poi alle 10 arrivava l’assistente che diceva “l’appuntamento è alle 13.30 in tale aula”, e aspettavamo anche senza mangiare (era un esame del quinto anno assai difficile e pertanto l’ansia aumentava col trascorrere del tempo), poi verso le 14 arrivava sempre il solito assistente e diceva “l’appuntamento è alle 17 in tale aula”. Alle 17.30 inizia l’esame, tutti alla lavagna, 2 bocciati e 2 promossi, o anche chi ti diceva “guardando bene il suo scritto non è proprio 18 ma 17-, anzi 17–, va beh è 17, torni la prossima volta!”, o anche che sentenziava “abbiamo smarrito il suo scritto, deve rifarlo!”, o anche chi…. Scusatemi per lo sfogo ritardato negli anni, ma in questi giorni ce li ho avuti davanti e mi sono chiesto con Francesco, quanti sono “incongrui?”
    Per Erica: ho letto, e invito gli altri e leggere il tuo post.

  10. ericablogger says:

    io sono passata nel blog di un amico che vive a londra
    lui ha segnalato questo post http://www.lorologiaiomiope.com/?p=181
    è da leggere, veramente interessante il post, a favore degli oppositori del papa alla Sapienza, e tutto il dibattito che ne è seguito
    PS io ho frequentato l’università a Torino oltre 30 anni fa
    era statale e laica , abbiamo subito le lotte destra-sinistra della fine degli annni 70, l’occupazione degli indiani metropolitanti ma mai nessuno invitò un papa !!!!

  11. francesco says:

    a chi diceva…”un ottimo scritto peccato che non abbia risposto all’ultima domanda” e tu “ma è sulla seconda pagina” e lei che non aveva aperto il foglio protocollo “ah non l’avevo visto, vabbe’ ma oggi il voto è questo, perché non lo ripete?”…a chi ti diceva dopo un orale di un’ora a cui hai risposto a tutto tra lo stupore e l’ammirazione delle matricole davanti a te, “ottimo le propongo un 21!” e tu un po’ perplesso lo guardavi e lui “sì perché sono sicuro che se andassi avanti lei questa cosa non la saprebbe”…a chi fissava ricevimenti per il giorno prima rispetto all’affissione dell’avviso, a chi spostava date d’esame senza avvertire … a chi scriveva con una mano e cancellava con l’altra e si offendeva tanto da lasciare l’aula se qualcuno urlava da dentro l’armadio posto dopo l’ultima fila in cui era costretto a seguire la lezione “scrivi grosso!!”…
    fra

  12. ilaria says:

    ma dov’è finito l’amore per il confronto (ovvio nella diversità), dov’è finita l’accoglienza, dov’è finito il senso di realtà volto a preoccuparsi della vita vissuta e non delle stronzate limitate alle quattro mura universitarie…quello che è accaduto è surreale…..come dice il saggio la vita è un mozzico, facciamo in modo di non sprecare il nostro tempo….

  13. francesco says:

    Pa’ ma tu ti sei mai accorto di chi fosse stato invitato ad aprire l’anno accademico?…sarà che a gennaio era tempo di esami….sarà che per fortuna eravamo fuori dalla Studium Urbis (fondata da papa BonifacioVIII alla faccia degli oppositori ehehehe)…non m’ero mai posto il problema della lectio magistralis ne’ questa ha mai influenzato la mia debole mente nel preparare gli esami…mi devo preoccupare?
    Fra

  14. Paolo says:

    per Francesco: sarà che da prima di Natale a fine febbraio avevamo gli esami ma francamente non mi sono mai accorto che inugurassero l’anno accademico, figurarsi sapere chi era l’ospite e quale lectio magistralis avrebbe tenuto. Diciamo che noi abbiamo deciso di coltivare il nostro orticello, mentre chi ha manifestato ha salvato l’ateneo, e con esso l’intera università italica, dall’ingerenza coercitiva pontificia, ha mantenuto l’università libera e democratica, laica! Noi non saremo citati negli annali universitari…però se non ci siamo preoccupati allora, tanto vale non preoccuparsi adesso.

    Domanda: se avessero invitato il Dalai Lama, avrebbe protestato qualcuno? Secondo me no!

  15. francescoq says:

    quindi forse certi comportamenti incomprensibili erano dettati dal discorso di apertura dell’anno e a noi sembravano inspiegabili solo perché non avevamo assistito alla lectio magistralis… magari era una linea di condotta dettata dal magister di turno…chissà… ;)
    saluti
    Francesco

  16. Paolo says:

    …quando l’intuizione è tale da chiarire interrogativi rimasti aperti per anni: è così! Non era “altro” , ma semplicemente il frutto di una linea di condotta dettata dal magister di turno. Francè, possiamo finalmente archiviare la faccenda “San Pietro in Vincoli e via Scarpa” , ora che il cerchio si è chiuso. Peccato non farla ora l’università…

  17. fasterbit says:

    Scusate se mi intrometto ancora ma vorrei dire una cosa seria.
    TIM BURTON FOR MOBY DICK! quello che voglio proporre è questo: un film a sollevazione popolare. Il celebre romanzo di Melville trasposto al cinema dal maestro!TIM BURTON FOR MOBY DICK ! TIM BURTON FOR MOBY DICK !
    Ciao paolo!
    PS: i tuoi racconti sui disagi all’università mi hanno fatto rabbrividire. Anche io ero iscritto ma non ce l’ho fatta: il mio sistema non prevede la possibilità di affrontare situazioni del genere. Una debolezza, cosa farci?

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