Guardando verso sud

Sulla questione che la mente non abbia confini e che la fantasia possa essere usata non ho più dubbi da tempo. Che sia rischioso usare la fantasia mi è chiaro. Evadendo dalla mia quotidianità rifuggo in territori fantastici e lì incotro persone e osservo nature splendide.

A volte poi mi capita di confrontarmi con persone che hanno viaggiato in siti lontani e mi accorgo che la visione della vita che loro hanno è, nella sostanza, non molto lontana da chi ha vissuto un’intera esistenza nel medesimo posto. E’ l’universo interiore che determina la visione del mondo reale e l’approccio verso lo stesso.

Mai come ora mi sono cari i versi conclusivi de “I mari del sud” di Cesare Pavese.

[...] Ma quando gli dico
ch’egli è tra i fortunati che han visto l’aurora
sulle isole più belle della terra,
al ricordo sorride e risponde che il sole
si levava che il giorno era vecchio per loro.

[I mari del sud, C.Pavese]

renoir5.jpg

Pierre A. Renoir: la vendemmia, i vendemmiatori, (olio su tela 54×65 cm) 1879 [Please click here for the picture original context]

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12 Responses to Guardando verso sud

  1. fasterbit says:

    Pavese… proprio ieri citavo nel mio blog un passo da Moby Dick, nella versione adelphi da lui tradotta.
    Hai scritto una cosa molto saggia che condivido in pieno.
    Un saluto!

  2. fasterbit says:

    aggiungo: siamo sempre al palo. per quella faccenda là.

  3. Flower says:

    ..forse chi viaggia riesce a vedere il mondo da diverse angolazioni..ma è pur vero che a volte i racconti di persone anziane, vissute sempre nello stesso posto, non mancano di “ricchezza”!!!!!…quindi?!
    Aveva ragione, chi un giorno mi disse che quello che siamo ce lo portiamo dietro ovunque andiamo!!! é già!

  4. Paolo says:

    Ciao fasterbit!
    Ho “visto” il tuo post ieri e mi ero chiesto a quale traduzione ti fosti ispirato…casualità piacevoli!
    Un saluto!

    PS: mi dispiace per la solita faccenda… HOLD OUT!

  5. ericablogger says:

    i viaggi della mente spesso sono più belli di quelli dal vivo!!!
    bello il tuo post e ciò che dici

  6. Paolo says:

    In questa domenica pomeriggio un tantino malinconica con piacere leggo ancora i vostri commenti al mio post e desidero ringraziarvi per questa vostra presenza virtuale, che poi virtuale non è.

    Saluti a
    Fasterbit, Flower ed Erica.

  7. Andrew says:

    … che personcina il caro Paolo, di quelle da curare e tenersi vicine…purtroppo le strade ci portano sempre in altri posti…
    ma rimaniamo gli stessi..sempre..vero Paolo?

  8. Paolo says:

    Caro Andrew,
    come direbbe il nostro caro Guccini, rimaniamo “sempre gli stessi, sempre diversi”.

    PS: riuscirete prima o poi ad organizzare qualcosa?

  9. mela says:

    Cari amici,viaggiare con la fantasia e non è un’impresa straordinaria ,ci vuole coraggio per lasciare le proprie certezze e affrontare l’ignoto,ci portiamo dietro la nostra essenza ma il nostro paesaggio interiore cambia a ogni incontro.

  10. Flower says:

    Per Mela: ..e cara quanto capisci!

  11. anonimo says:

    Ciao, penso che viaggiare sia l’esperienza più interessante che possiamo fare nel corso della vita,pemette di allargare il nostro pensiero,di vedere le cose in modo diverso…
    A volte però è anche bello viaggiare con la fantasia, magari leggendo un bel libro e provando ad immaginare posti lontani da noi…

  12. ilaria says:

    il viaggio puo far accettare o rinnegare cio che siamo, cio che abbiamo, dove viviamo, mettere in risalto un particolare del nostro io, ma alla fine si puo parlare di una situazione fuori dall’oridnario, nessuno vive x sempre una vita fuori dall’ordinario, chi ci portiamo dietro siamo sempre e solo noi …una canzone che gira in radio ultimamente dice: “quello che non sei, non diventerai”…per quanto mi riguarda non lascerei mai il mio paese, passeggiando per i suoi vicoli ogni giorno la mia attenzione è richiamata da un albero, una roccia che è li da sempre ma che solo in quel momento si puo dire si è manifestata…credo si possa dire lo stesso di noi….

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