Archive for January, 2008

Tra la memoria corta (oramai di durata misurabile in secondi) del Faraone e il distacco dalla realtà di Prodi, passando per il feudatario di Ceppaloni e lo snobismo miope e imperscrutabile di Lambertow, penso sia opportuno dedicarsi del tempo per fare il punto della situazione sulle nostre tipiche attitudini italiche.

LEZIONE DI POLITICA ECONOMI CA


TITOLO: HAI 2 MUCCHE

SOCIALISMO:
Hai 2 mucche.
Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene e tu dividi il latte con lui.

COMUNISMO:
Hai 2 mucche.
Il governo te le prende e ti fornisce il latte secondo i tuoi bisogni.

FASCISMO:
Hai 2 mucche
Il governo te le prende e ti vende il latte.

NAZISMO:
Hai 2 mucche.
Il governo prende la vacca bianca ed uccide quella nera.

DITTATURA:
Hai 2 mucche.
La polizia te le confisca e ti fucila.

FEUDALESIMO:
Hai 2 mucche.
Il feudatario prende metà del latte e si tromba tua moglie.

DEMOCRAZIA:
Hai 2 mucche.
Si vota per decidere a chi spetta il latte.

DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA:
Hai 2 mucche.
Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi spetta il latte.

ANARCHIA:
Hai 2 mucche.
Lasci che si organizzino in autogestione.

CAPITALISMO:
Hai 2 mucche
Ne vendi una per comprare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.

CAPITALISMO SELVAGGIO:
Hai 2 mucche.
Fai macellare la prima ed obblighi la seconda a produrre tanto latte come 4 mucche.
Alla fine licenzi l’operaio che se ne occupava accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.

BERLUSCONISMO:
Hai 2 mucche.
Ne vendi 3 alla tua Società quotata in borsa, utilizzando lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno scambio delle lettere di credito, con una partecipazione in una Società soggetta ad offerta pubblica e nell’operazione guadagni 4 mucche beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 mucche. I diritti sulla produzione del latte di 6 mucche vengono trasferiti da un intermediario panamense sul conto di una Società con sede alle Isole Cayman, posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua Società i diritti sulla produzione del latte di 7 mucche.
Nei libri contabili di questa Società figurano 8 ruminanti con l’opzione d’acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2 mucche perchè sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti, diventi Presidente del Consiglio.

PRODISMO:
Hai 2 mucche.
Tu le mantieni, il governo si prende il latte e ti mette una tassa su: la stalla, la mangiatoia, la produzione. A te rimane lo sterco. Intanto è in approvazione un disegno di Legge sulla tassazione dei rifiuti organici animali.

[copyright Fabio Fontani]

In weeks 37th and 38th (january 14th – january 28th) we have: 105 civilians dead more than week thirtysixth.

Il post che segue vuole essere un commento di sintesi a quanto dibattuto nel post “Guardando verso sud”.
E’ interessante, a seguito dei commenti, come il tema portante sia il viaggio.
Viaggiare verso orizzonti lontanissimi o viaggiare nei luoghi quotidiani, comunque viaggiare per incontrare se stessi e per scoprire, o riscoprire, aspetti di se stessi. Alcuni commenti poi, conoscendo le persone che lì hanno fatti, assumono per me un significato più profondo e arricchiscono di più questo spazio di confronto annidato virtualmente nella realtà.

Io vorrei ancora riportare l’attenzione sulla fantasia, e dunque sulla possibilità di dilatare la nostra percezione del reale rimanendo immobili nel proprio spazio vitale.
A tal riguardo, a seguito di una chiacchierata appena iniziata con una persona per me fondamentale, vorrei permettermi due parole: quando Leopardi si trova davanti alla famosa “siepe, che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude” si risolve, “sedendo e mirando, interminati spazi [..], e sovrumani silenzi, e profondissima quiete” che “nel pensier” si immagina. E’ scontato sottolineare che Leopardi immagina quello che non vede, penetra in uno spazio immaginario alimentando il suo desiderio di infinito, un infinito del tutto privo di connotazioni religiose, creato nel pensiero per esclusione e contrapposizione e che si identifica con il desiderio del piacere.
Mi sembra che queste parti de “L’Infinito” descrivano sinteticamente gli aspetti costitutivi dell’adoperare la fantasia, adoperarla partendo da ciò che siamo (e non prescindendo da ciò che siamo) e di volta in volta configurarla in paesaggi interiori necessariamente diversi.

Non vorrei iniziare a scrivere per frasi fatte, non né sono capace, non né ho la cultura, tuttavia mi convinco sempre di più che siamo ciò che pensiamo e ciò che crediamo.

Infine uno stralcio di un brano che a lungo mi ha interrogato negli ultimi tempi:
[..] Hajime veniva verso di me barcollante e, divorando al granita, mi faceva vedere le conchiglie che aveva raccolto.
“Non è poi così semplice, sai? Non tutte le conchiglie vanno bene” disse una volta.
Levigate dalle onde, alcune erano davvero rotonde, altre avevano assunto una forma allungata, altre ancora erano state lucidate al punto di risplendere. Avevano tutte delle linee affusolate molto belle.
“Che cosa ci farai?”
“Voglio dare un’anima ai miei pupazzi di stoffa” rispose Hajime seria in viso. “Sono delle creature viventi, no? Per cui hanno bisogno anche delle ossa.”
Guardai il mare, e pensai che il suo ragionamento aveva un senso.[..]

[B.Yoshimoto, Il coperchio del mare, Feltrinelli, 2007]

In week 36th (january 7th – january 14th) we have: 254 civilians dead more than week thirtyfifth.

Apprendendo dai quotidiani di oggi come sta evolvendo la questione, che tra non molto diventerà di diritto internazionale, dell’invito a Benedetto XVI presso la prima Università di Roma in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico, mi viene spontaneo fare una considerazione: ma cosa avranno mai da temere i professori che hanno richiesto, per primi, l’annullamento di tale visita? Cerco di spiegarmi.

Sembra che il nocciolo della questione vada individuato nella dichiarazione del Papa, allora cardinale, fatta nel ‘90 presso l’Università di Parma in cui affermò di condividere le posizioni del filosofo Feyerabend, secondo il quale “[...] la sentenza contro Galileo fu razionale e giusta [...]“. Da ciò alcuni uomini di scienza prendono di conseguenza le distanze, infatti condividere tale opinione significa ritenere che il Papa è nemico della scienza, è incline ad imbragare la ragione secondo una logica oscurantista medioevale; la diretta conseguenza di ciò è che la Chiesa cattolica tutta, ovviamente, è nemica della scienza.
Inoltre, come si potrebbe ospitare una persona che a priori non riconosce, ma condanna, la dedizione di una vita di colui che lo ospita?

In libreria si trova, e chi abita a Roma può trovarlo in via di Castro Pretorio, per esempio, il volume edito da Paoline “Svolta per l’Europa? Chiesa e modernità nell’Europa dei rivolgimenti” in cui si affronta il tema più ampio della “crisi della fede nella scienza” e in cui (a pagg.76-79) vengono riportati degli stralci di tale intervento, stralci in cui viene presentata la seguente linea di pensiero: il cardinal Ratzinger citando nell’ordine Ernst Bloch, Feyerabend e C.F.Von Weizsacker conclude che “[...] sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande. [...]“. E’ evidente che tale conclusione è antitetica con l’affermazione di Feyerabend, pertanto mi chiedo quale origine abbia l’opinione dei professori e degli scienziati, e le conclusioni che traggo sono essenzialmente due: o non hanno letto il testo dell’intervento, o quantomeno le parti riportate nel volume che ho citato, oppure l’eventualità di ospitare il Papa e ascoltare ciò che dirà (e che non sappiamo ad ora) li provoca anzitempo ed evidentemente questa provocazione va a sollecitare delle loro certezze che tali non sono, altrimenti non temerebbero il confronto.

Sono dispiaciuto per tale posizione di una parte dell’intelligenza della Sapienza, dispiaciuto perchè mi aspettavo si rispettassero almeno i principi primi del rispetto reciproco, dispiaciuto perchè da chi è abituato a ragionare sulla coerenza stretta del pensiero speravo che prima si ponesse all’ascolto e poi alla critica (sempre ben accetta), dispiaciuto infine perchè tra i firmatari della lettera c’è anche un mio ex-professore di Laboratorio di Fisica, persona che conobbi sotto un profilo diverso.

Sulla questione che la mente non abbia confini e che la fantasia possa essere usata non ho più dubbi da tempo. Che sia rischioso usare la fantasia mi è chiaro. Evadendo dalla mia quotidianità rifuggo in territori fantastici e lì incotro persone e osservo nature splendide.

A volte poi mi capita di confrontarmi con persone che hanno viaggiato in siti lontani e mi accorgo che la visione della vita che loro hanno è, nella sostanza, non molto lontana da chi ha vissuto un’intera esistenza nel medesimo posto. E’ l’universo interiore che determina la visione del mondo reale e l’approccio verso lo stesso.

Mai come ora mi sono cari i versi conclusivi de “I mari del sud” di Cesare Pavese.

[...] Ma quando gli dico
ch’egli è tra i fortunati che han visto l’aurora
sulle isole più belle della terra,
al ricordo sorride e risponde che il sole
si levava che il giorno era vecchio per loro.

[I mari del sud, C.Pavese]

renoir5.jpg

Pierre A. Renoir: la vendemmia, i vendemmiatori, (olio su tela 54×65 cm) 1879 [Please click here for the picture original context]

In week 35th (december 31st – january 7th) we have: 33 civilians dead more than week thirtyforth.

In week 34th (december 24th – december 31st) we have: 757 civilians dead more than week thirty-third.