La Carità è vincolo di perfezione, come scrive S.Paolo, e in tale contesto, la perfezione va intesa come santità.
Nel termine del periodo di avvento, uno sguardo fisso sulla Carità dovrebbe essere prioritario per il credente, uno sguardo tale da preparare a vivere il Natale con occhi rinnovati, al fine di non fare semplicemente “memoria” di ciò che è stato, ma di ciò che di nuovo c’è e ci sarà.
Sulla Carità sono stati scritti molti libri, a vari livelli e per differenti discipline.
Il concetto, che per il credente è un valore primario e irrinunciabile, non è semplice da sintetizzare, da interiorizzare ed elaborare, e soprattutto non è affatto semplice da vivere. L’amore gratuito per le persone che già ci amano è qualcosa di fattibile, per chi invece non “digeriamo” , beh, non è solo difficile…
Pensando al Natale mi viene in mente una parabola cinese, che parla proprio della Carità.
Un mandarino, dunque una persona che aveva avuto modo di conoscere molte persone e visitato differenti luoghi, morì. Prima andò “all’inferno” e vide molte persone, sedute intorno ad un grosso tavolo rotondo, che avevano davanti, a disposizione, molte ciotole di riso per mangiare, ma le loro bacchette erano troppo lunghe per prendere il riso e dunque non riuscivano ad alimentarsi. Andò poi in “paradiso” e vide ugualmente dei grandi tavoli rotondi con delle persone sedute e con delle ciotole di riso davanti. Anch’essi avevano delle bacchette molto lunghe, e il mandarino pensò dal principio che avrebbero avuto gli stessi problemi degli altri che già aveva visto, tuttavia in questo caso le persone usavano le bacchette per imboccarsi a vicenda.
Auguri
Se solo riuscissimo a vedere in tutti, ma proprio in tutti, il volto di Cristo…
un messaggio meraviglioso. imbocchiamoci!