Sisifo e il mito contemporaneo

La scorsa mattina, in treno, sul treno delle 6.19 per Roma, con una carissima ed intima persona si parlava anche del mito di Sisifo. Poi dopo esserci salutati intorno alle 7.40 io mi sono recato lentamente a lavoro.
Pensavo, in metropolitana prima e sulla navetta aziendale poi, e mi figuravo Sisifo intento a spingere il suo masso su questo monte non troppo ripido, senza alberi, regolare e con un prato verde verde che lo copre interamente e con la sommità assai stretta in modo da non permettere l’equilibrio del masso stesso.
Sisifo nudo a far rotolare il masso, grande quasi quanto lui. Un’eternità intera a fare la stessa azione, le stesse azioni quotidiane per l’eternità. Arrivare ad un passo dalla meta e puntualmente ripartire da capo.
L’uomo che aveva osato sfidare gli dei venne punito ad un’eterna incompiutezza.
L’uomo che aveva osato sfidare gli dei venne punito a spendere un’enorme fatica per un’azione che non avrebbe prodotto risultati, condannato a spendersi in una fatica vana.

Tali sono a volte le nostre azioni, ci teniamo occupati ma in modo inconcludente, spendiamo energie inutilmente, corriamo avanti e indietro un’intera giornata e poi alla sera rimane una nebbia sottile fatta di silenzi; a volte i comportamenti sono copionici, come i fine settimana, come alcuni discorsi che si fanno con le persone di ogni giorno.
Ci si trova spesso ad essere sempre gli stessi, eppure la nostra vita avanza inarrestabile.

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8 Responses to Sisifo e il mito contemporaneo

  1. Flower says:

    e come si fa allora e seguire la famosa frase…”Sentiti libero”? se il copione da recitare ci va stretto, se la parte che ci assegnano, molte volte non ci si addice? Anche noi stiamo scontando una pena come Sisifo?
    Credo che la vita vada presa a morsi, godendo e assaporando quanto piú possibile! E soprattutto apprezzando le persone che incontriamo tutti i giorni…

  2. francesco says:

    per non fare la fine di Sisifo ogni tanto bisogna lasciare rotolare il sasso a valle e prendersi del tempo prima di scendere a riprenderlo, bisogna evitare che le occupazioni inconcludenti prendano il sopravvento sul resto, concordo con flower, anche se credo che non sempre si presentano le occasioni giuste per mordere la vita…e non so nemmeno qual’è il modo per crearsele…di sicuro ognuno di noi ha un grosso ruolo nella propria vita e forse prenderne coscienza è il primo passo…
    Saluti
    Francesco

  3. Paolo says:

    x Flower: la famosa frase “sentiti libero” era un inganno, perchè lì dove veniva pronunciata si faceva in modo che ciascuno non poteva sentirsi libero, a meno che non colludeva con il sistema ed anche in questo caso non poteva sentirsi tale, mi verrebbe da dire per definizione. Credo che il sentirsi libero equivalga ad essere se stessi in ogni circostanza della nostra vita, anche quando le necessità ci impongono un copione, o un gioco, da seguire, tuttavia ciò è possibile nella misura in cui si ha una conoscenza di se stessi, nella misura in cui ciascuno si riconosce e si accetta per quel che è, e questo, e parlo a livello personale, non è così banale e semplice.
    x Francesco e Flower: le occasioni si presentano a prescindere dalla nostra volontà e secondo la nostra volontà, e il fatto di saperle vivere in pienezza non dipende solo da noi stessi, ma anche dal contesto nel quale si presentano e dunque da tutto ciò (per primo persone comprese) che né viene coinvolto. Penso sia fondamentale credere nelle nostre capacità, riconoscere il nostro posto nel mondo, accordarci fiducia secondo il nostro personale sentire, in base alle nostre opinioni e intuizioni, non svalutarci e anche non cadere nel mito fasullo del superuomo. Rispettarci e rispettare.
    Inoltre su un aspetto, correlato ai precedenti, mi unisco alle vostre voci: “mordere la vita” non significa anche lasciare il sasso a valle ed osservarlo per capire come mai è rotolato giù di nuovo?

    Grazie per i vostri commenti!

  4. Abbo says:

    Confermo, anzi, ….IL GRANDE INGANNO…

  5. Alex Garnet says:

    Ma parlare d’altro sul treno, no eh?

  6. supermuccarella says:

    Comunque, complimenti eh……gran bel FIGONE!!!

  7. Flower says:

    Proprio cosí il GRANDE INGANNO!!! avete ragione ragazzi, é triste ammetterlo ma é cosí…Bella Paolé l’interpretazione del sentirsi liberi…

  8. ericablogger says:

    nessuno è del tutto libero ma c’è sempre chi è più libero di altri
    anche sul lavoro
    basta volerlo
    trovo la libertà di pensiero di cultura di religione … ma anche il vivere quotidiano un obbligo morale che ci aiuta a stare meglio, con se stessi e con gli altri ….
    ciao erica

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