Wed 28 Nov 2007
Il “laico” dei tempi moderni
Posted by Paolo under diario
[5] Comments
1. il laico è colui che non appartiene al clero (non appartiene cioè alla gerarchia ecclesiastica);
2. è anche laico chi si ispira al pensiero laicista e quindi dichiara la propria autonomia rispetto a qualsiasi dogmatismo ideologico.
Dalla prima definizione si ha, per esempio, che un monaco non sacerdote (non diacono) è laico.
Dalla seconda definizione si ha, per esempio, che una persona che si rende autonoma rispetto ai dogmi della Chiesa Cattolica è laica, tuttavia si può essere autonomi nel senso di essere in grado di “gestire” (in senso lato) la propria vita ma non si può essere autonomi rispetto ai valori fondamentali cattolici perchè gli stessi orientano e fanno da metro di giudizio per ogni decisione, i valori fondamentali influenzano profondamente il credente, quindi in questo esempio la persona autonoma è atea.
Il cattolico dipende dal Vangelo, l’ateo no.
Il cattolico è autonomo nell’attualizzare le scelte quotidiane in base al Vangelo, l’ateo non tiene conto del Vangelo perchè non si lascia influenzare da esso.
Si ha così un monaco, che dedica tutta la sua vita alla causa del Vangelo, che non essendo “ordinato” è laico, e si ha un ateo, che dedica tutta la sua vita ad altri valori (che non sono nell’insieme il Vangelo), che rendendosi autonomo, nel senso di non lasciarsi influenzare, dal Vangelo è anch’egli laico.
Occorre essere attenti quando si parla….

Grazie, purtroppo un sacco di gente parla senza nemmeno rendersi conto di quello che dice…
… Paolo, io sono laico, perchè appartengo alla versione 1 del dizionario..
anche se piano piano inizio ad avvicinarmi anche alla numero 2…
Ricordo che in ufficio alcune volte abbiamo preso questo discorso.
E spesso abbiamo detto quanto sia difficile non fermarsi su alcuni aspetti della Chiesa che meriterebbero come minimo una presa di distanza netta.
Penso di capire chiaramente il concetto che sintetizzi nel tuo breve, ma profondo, commento.
Credo che spesso l’uomo credente si trovi e si “senta” più vicino alla “definizione numero 2″ e poi di nuovo verso la “definizione numero 1″. Per usare un’immagine di santa Teresa d’Avila, l’approccio del credente alla vita è simile a quello di una persona che inizia a salire una scala di cui non vede la sommità, arriva ad un certo punto e poi per una serie di scelte torna all’inizio della scala, quindi riprende a salire e poi di nuovo a scendere e via dicendo. Ogni volta tuttavia riprende a salire con una consapevolezza maggiore circa la scelta che sta facendo e il fatto stesso di percorrere e ripercorrere la scala evidenzia che una scelta fondamentale è stata fatta e viene rinnovata.
Il tuo commento mi sta permettendo di scrivere di aspetti esistenziali che diversamente troverebbero spazio in questo mondo virtuale (ormai divenuto reale) che è la rete.
Ad majora!
io conosco bene la Bibbia il Vangelo ed i dogmi della chiesa cattolica ma ormai sono laica
e cittadina del mondo !
l’altro giorno a scuola nell’ora di alternativa alla religione ero in biblioteca con la ragazzina testimone di geova l’altra mussulmana del Marocco e il ragazzo mussulmano del senegal ed ho risposto ad una precisa domanda della ragazzina mussulmana che mi chiedeva perchè tutti preghiamo Dio ma abbiamo religioni diverse
ne è nata una bella conversazione molto pacata ed interessante
e a pensarci bene , anch’io come l’alunna di 13 anni mi chiedo perchè ogni religione vuole prevalere sulle altre quando Dio è solo uno
e si può amarlo , dico io, anche senza preti e chiese e quant’altro di simile dobbiamo subire ovunque nel mondo
si può essere molto religiosi ma decidere di avere un rapporto solo personale con Dio senza l’obbligo di intermediari terreni
in questo caso cosa si è ? di cero un punto 3 …!!!!
Cara Erica, molto probabilmente ci sarà anche un punto 4 ed altro ancora.
Per tradizione e cultura in Italia quando si parla di chiesa si intende implicitamente la Chiesa Cattolica e questa diviene rappresentante unico del mondo credente come antagonista del mondo non credente. Di conseguenza il significato del temine laico viene riferito alla Chiesa stessa.
Sul fatto che si possa essere molto religiosi decidendo di avere un rapporto solo personale con Dio senza l’obbligo di intermediari terreni, che mi sembra sia il punto più sostanziale del tuo commento, ho qualche riserva (sottolineo che rispetto la tua opinione).
La riserva è motivata dal fatto che nel momento in cui più persone condividono gli stessi ideali necessariamente un qualche tipo di organizzazione deve poi essere implementato, partendo dalla stessa che magari avevano in embrione i famosi dodici apostoli (come è descritta negli Atti degli Apostoli). E via via che il numero di queste persone cresce l’organizzazione stessa viene modificata arrivando ad essere ciò che oggi vediamo. Ma l’organizzazione serve anche per evitare che ciascuno si costruisca il proprio dio e in nome di tale dio poi organizzi la sua vita. Ciascuno avrebbe una propria morale e ciò può essere anche rischioso, perchè non si può costruire un regno di pace e di equità e di giustizia senza valori fondamentali condivisi.
Penso si possa avere un rapporto personale, intimo con Dio, e averlo nell’ambito di una chiesa istituzionale.
Grazie per il tuo commento e a presto.