Il dottorato di ricerca non è retribuito come dovrebbe o a volte non è nemmeno retribuito. Su 35mila dottorandi solo 20mila sono retribuiti con assegno mensile di circa 820 euro.
Tutta la mia solidarietà per i dottorandi. Non so poi, se divenuti ricercatori prendano uno stipendio maggiore, chiaramente rimanendo nell’ambito della ricerca universitaria.
Non ho una conoscenza approfondita della realtà del dottorato di ricerca, e da ciò che ricordo dai tempi dell’università mi sembra che non sia cambiato molto in termini di trasparenza per i concorsi di ammissione e in termini di “possibilità effettiva” di fare ricerca. Forse chi non fa ricerca in ambito scentifico ha meno esigenze di un altro che si trova in tale ambito e proprio in ambito scentifico occorre investire sistematicamente e periodicamente sia sulle risorse umane sia su tutto ciò che può rientrare nella voce “risorse per essere messi in grado di fare ricerca”. Ricordo che ex-compagni di università che avevano intrapreso tale cammino non erano molto soddisfatti, sia per l’ambiente baronale che trovavano sia perchè gran parte di ciò di cui necessitavano per approfondire i loro studi e validarli non era disponibile. Mi ricordo inoltre che quando ci si confrontava sulla possibilità di tentare la via della ricerca (e se non te le proponeva un professore in linea di massima non era una via percorribile) l’opinione unanime che si maturava consisteva nello sperimentarsi nel mondo lavorativo e nella fattispecie nel mondo aziendale. Abbiamo un pò tutti iniziato con rapporti di stage con l’azienda che si mostrava interessata al nostro profilo professionale (stage che partivano da 600 euro al mese) e che duravano da sei mesi a un anno (ovviamente con la dovuta interruzione semestrale). Dopo di ciò scattava la proposta dell’azienda che orientativamente si basava sul minimo livello contrattuale assegnabile al personale laureato con relativo minimo stipendio applicabile. Poi dopo due anni gli scatti previsti dal contratto nazionale di categoria e via dicendo.
Andavo facendo queste considerazioni stamane mentre facevo colazione al bar sotto l’azienda e cercavo di inquadrare complessivamente la questione quando sono stato illuminato da un gruppetto di donne che stavano facendo colazione sedute ad uno dei tavoli circolari del bar. Tra di loro stavano parlando delle paghe esigue dei dottorandi e del fatto che in Italia non si fa ricerca seriamente, dicevano : “…iniziano il ciclo di dottorato, finiscono il ciclo di dottorato e l’unica cosa che gli danno è una scrivania….”
In estrema sintesi questo è il panorama della ricerca in italia. Di una ricerca che ha come contesto un sistema fatto da uomini che ha corrotto se stesso, che investe 7.8 miliardi di euro su FerrovieDelloStato per il 2007, e chi fa il pendolare si chiede dove caspita siano andati a finire quei soldi visto che l’unico mezzo nel quale si viaggia dignitosamente è l’EuroStar, e questo per fare solo un esempio minimo.
Un mio familiare che voleva fare ricerca da quando aveva sei anni, dopo un master al St.Patrick College di Dublino e varie collaborazioni presso il MIT negli USA, è andato a fare il ricercatore al Politecnico Federale di Losanna e fa ricerca sul serio. Dopo essersi laureato in Italia non ha voluto saperne di fare ricerca in Italia.

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per non parlare poi del fatto che i concorsi per il dottorato sono banditi “ad personam” (almeno quelli con borsa di studio) e se non sei il prescelto al massimo puoi fare il dottorato gratis, o del fatto che una laurea in discipline tecniche ti garantisce al massimo una qualifica da superoperaio…il livello della ricerca secondo me è direttamente collegato al livello dell’impresa che c’è in un paese e tale circolo vizioso si autoalimenta. In un paese dove le aziende investono poco e niente sull’innovazione non è richiesta alcuna ricerca, basta avere gente che sa attaccare i pezzi spendendo il meno possibile, l’unica ricerca che puoi fare è quella del prezzo migliore e allora a questo punto ha poco senso spendere miliardi, meglio inguattarseli o finanziare ricerche del tutto inutili…a proposito ho conosciuto dottorandi/ricercatori/luminari (gente che hai conosciuto anche tu) in grave difficoltà di fronte alla masterizzazione di un cd…
saluti
Francesco