Tue 24 Jul 2007
V-Day
Posted by Paolo under diario
[5] Comments
L’8 settembre sarà il giorno del Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi “culturali”. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare.
Beppe Grillo.
E’ possibile iscriversi qui.

Grande iniziativa……la appoggio e la sottoscrivo!!!
Ottimo!
…siamo sull’ orlo del qualunquismo…
In parte da appoggiare, in parte da combattere…
non so, ma non mi convince…no non mi convince proprio..
x Andrew : perché parlare di qualunquismo ? il V-Day è un modo per manifestare il proprio malcontento verso una classe politica (tanto a destra quanto a sinistra passando per il regno di mezzo) che a me sembra via via più distante dalle reali esigenze della popolazione , una popolazione che comunque ha espresso una propria preferenza e che magari non si sente rappresentata . Questo è il mio approccio e il mio modo di intendere il V-Day . Non è il modo migliore , non è l’unico modo , magari dopo il V-Day non cambierà un bel niente (continuerà ad esistere , per esempio , l’auto blu che percorre tutta la bretella da Roma est al raccordo anulare nella corsia di emergenza mentre noi ci facciamo mediamente un’ora di coda al giorno) , ma almeno abbiamo fatto sentire la nostra voce !
…vedi Paolo, io comincio a non vedere più in queste iniziative il “dopo”.
E mi spiego.
Se io manifesto, lo faccio per ottenere qualcosa, o perlomeno per far si che se non la ottengo subito, la possa ottenere subito dopo…(esempio sciopero oggi perchè mi devono rinnovare il contratto domani con più soldi, o sciopero adesso perchè il cesso della fabbrica non funziona, e lo aggiustano subito..).
Ma dietro una manifestazione di questo genere cosa c’è?
Ok, si manda un messaggio ai politici, gli si dice “avete rotto i cosiddetti, non ne possiamo più etc. etc…” ..ma dove sta poi il punto di arrivo?..cos’è il “non voto più”..oppure cosa?
Dire siete tutti “ladri” oppure siete tutti incapaci, cose vere tutte e due, cosa porta ad ottenere, che le cose cambino?
No, e lo sappiamo fin da ora.. servirà solo a far cavalcare la tigre a qualcuno, ovvero al peggio del peggio che si sia mai visto in Italia, all’ anti politico per eccellenza, a colui il quale “non fa il politico di professione, ma l’ imprenditore”…
La storia insegna, caro Paolo, che per cambiare le cose si debbono usare altre strade…