Fri 20 Jul 2007
“Rignano Flaminio” visto dal TG5
Posted by Paolo under diario
[10] Comments
Ascoltavo ieri su Radio24 un dibattito sulla messa in onda di un video relativo al caso di presunti abusi sessuali su alcuni bambini nella scuola materna di Rignano Flaminio . Ora , sono state pubblicate dal TG5 alcune immagini video che avevano come soggetto dei bambini coinvolti in questa dolorosa vicenda al fine di spiegare le modalità con cui viene svolto l’incidente probatorio , attualmente in corso . Durante la trasmissione radio , una donna , mi sembra il presidente dell’associazione di difesa dei bambini costituitasi dopo gli accadimenti presunti , asseriva che alcuni bambini sono stati riconosciuti da persone vicine alle famiglie degli stessi che comparivano di spalle nel filmato , persone che non erano a conoscenza del fatto che i bambini , da loro riconosciuti , fossero stati oggetto di presunta violenza .
Mi chiedo quali erano le reali motivazioni del TG5 nel mandare in onda tale filmato , infatti se si voleva solamente spiegare come si svolge un incidente probatorio era necessario mandare in onda proprio le immagini in questione ? Non era sufficiente mandare in onda dei filmati di repertorio relativi a degli incidenti probatori già chiusi ? Perché , se confermato che i bambini erano riconoscibili , si aprono alcune conseguenze : i diritti dei bambini sono stati violati ; il segreto istruttorio è stato violato ; visto che mancano ancora una quindicina di bambini che verranno coinvolti nell’iter dell’incidente probatorio , può essere garantita la necessaria serenità e prudenza con le quali condurre l’incidente stesso ?
Insomma , o il giornalismo fa il cane da compagnia o abbaia rabbiosamente verso chi non può difendersi . E’ squallido tutto ciò .

il tg5, per non parlare del tg4 o di studio aperto, ci propinano la loro realtà e la insaporiscono di pretestuosi dettagli e sottofondi musicali selvaggiamente eloquenti, pretendendo di risparmiarci la “fatica” di pensare e farci una nostra opinione sui fatti, servendoci la loro, cucinata alla perfezione. Un pò come fa il macdonald, coi suoi panini appetitosi, e gli effetti sono gli stessi. Bambini, adolescenti, anziani sono i più esposti: mia nonna crede a tutto quello che la TV dice.
E mia nonna vota.
…ci sono mille motivi per tenere la “scatola” spenta..
Questa è uno di quei motivi.
Ma dalle tv del biscione non ci si può aspettare nulla di meglio.
Fate come me: boicottatele.
Non credo sia un problema delle TV del biscione , il punto è cosa serve per fare notizia , che tipo di “informazione” dare a chi ascolta o legge affinché si possa attrarre la sua attenzione , aumentare il numero delle persone che né rimangono colpite , quindi avere più pubblicità e via dicendo , poi se questo non rispetta la diginità degli individui implicati o arriva a far violenza su di loro sembra che poco importi .
Premetto che non avrei mandato in onda le immagini.
Le immagini io le ho viste, si vedeva semplicemente l’ambiente dove venivano svolti gli “interrogatori” senza audio col commento del giornalista in studio, le figure che comparivano erano tutte di spalle…ora affermare che solo da quelle immagini si siano riconosciuti bambini dopo che per mesi abbiamo visto la scuola, le mamme, le maestre, le bidelle mi pare un’ulteriore fregnaccia, penso che a rignano e dintorni tutti conoscano il benzinaio, o forse finché il tg5 non lo mostra persone vicine al benzinaio non sapranno che lui è il benzinaio di rignano (idem per il prete, il sindaco, l’edicolante, il tabaccaio)? Paolo sa bene che in certi contesti non serve il tg5 perché si sappiano le cose. Una persona “vicina alle famiglie” in un contesto piccolo come rignano non deve certo guardare il tg5 per sapere chi è coinvolto e chi no…ripeto che anche per me la messa in onda era assolutamente gratuita, poiché non ha aggiunto nulla all’informazione , ma ha aggiunto molto al polverone, polverone che non giova alla soluzione della vicenda; altrettanto gratuite mi sembrano le argomentazioni di certi paladini della giustizia. L’argomentazione utilizzata per condannare la messa in onda mi pare debole come deboli sono le motivazioni addotte per la messa in onda. Tempo fa si diceva di come forse sia il caso di recuperare quel senso di Giusto e Sbagliato che si è un po’ perso senza che ci debbano essere sempre delle motivazioni (ancor meno se deboli) a giustificare ciò che si può fare e cosa non si fa…
Francesco
Condivido in parte ciò che dici , e cerco di spiegarmi .
Il tuo commento mi ha fatto fare la seguente considerazione :
se ci poniamo nei panni dei familiari (per quanto è possibile) quale argomentazione addurre , per opporsi alla pubbliacazione del video , se non quella della riconoscibilità dei bambini ? Siamo d’accordo sul fatto che i bambini possono essere riconosciuti solo da chi li conosce e che probabilmente a Rignano tutti conoscano , ma i familiari che motivazione possono usare per tutelarsi e tutelare i loro figli da una testata giornalistica che ha pubblicato il video in questione ?
Io non avrei pubblicato il video , e non l’avrei fatto perché ritengo che ciò non rispetti i bambini e le loro famiglie , ma nel momento in cui viene pubblicato , la questione diventa , purtroppo , si riconoscono o no ? E poi va da se che li riconosce solo chi vive a Rignano .
Sai che ti dico Francé , che più penso a questa triste vicenda e più è squallido e di bassissimo livello il metodo gironalistico che viene utilizzato , quasi da rivista scandalisitica .
Grazie per il commento !
Questo è un ottimo esempio di cattivo giornalismo. Il nuovo direttore del TG5 è Clemente J. Mimun, prima direttore del TG1 e prima ancora del TG2. Mi ricordo che circa 7 anni fà, durante la guerra nei Balcani e precisamente quando Mimun ne era direttore, il TG2 mandò in onda un servizio orripilante in cui il giornalista mostrava i volti delle donne violentate e sfreggiate durante il conflitto. Le donne riprese si coprivano il volto con forza, cercavano di fuggire alle telecamere ma il giornalista le ‘forzava’ a mostrare i segni di violenza.
Trovando il servizio a dir poco disgustoso, inviammo con Roberta una lettera aperta a Mimun, chiedendo spiegazioni. Ci rispose con un fax, spiegandoci che il direttore non riesce a supervisionare tutti i servizi che vanno in onda.
Ed eccoci qui, a 7 anni di distanza dal servizio del TG2 ad assistere ad un altro esempio di giornalismo da mettere alla gogna. Il problema è che il giornalismo deve fare audience perché assoggettato a dei criteri aziendali. Ed il corollario di questo principio è che i telespettatori, tutti noi, sono/siamo dei voyeur schifosi.
Ci sono due modi per non essere parte di queste violenze:
1. Mandare lettere di protesta: redazionetg5@mediaset.it ;
2. Spegnere il televisore.
My two cents.
Mauro
concordo sulla bassezza…io che non ho riconosciuto nessuno nel filmato l’ho trovato di pessimo gusto e rispondente a quella logica voyeuristica su cui mi pare siamo tutti concordi…per quello mi pare che il problema non sia se fossero riconoscibili o meno i protagonisti; se fossero stati camuffati l’avrei trovato comunque gratuito…ma forse hai ragione tu…appellarsi al buonsenso e basta non basterebbe come linea di difesa in un tribunale…
Credo che il giornalismo sia morto da tempo, che gli interessi degli editori siano troppo alti perchè possa essere garantita la libertà dell’informazione.
Forse l’unico baluardo di verità ci è rimasto nella “rete”. Mi rendo conto che è altresì importante avere un profondo senso critico col quale vagliare miliardi di informazioni disponibili su internet.
… a prescindere se i bambini si vedessero o meno, il servizio non andava trasmesso.
Considerando chi lo ha trasmesso, ossia tg5, la cosa non deve meravigliare.
A prescindere che oggi il giornalismo sia pessimo, ed abbia perso in tutto o in parte il suo scopo primigenio, il tg5 e le altre tv del biscione sono il peggio del peggio.
Si cambia canale e via.
premetto che non ho visto il servizio in questione, concordo sul fatto che ormai la televisione è divenuto un mezzo usato senza scrupoli ne remore di coscienza, ove l’unica cosa interessa è la percentuale di ascoltatori. Credo che non sia solo un problema di tg5 ma di cultura giornalistica ( o sottocultura ). Potremmo dire mala tempora currunt, ma sarebbe un luogo comune, cerchiamo invece dei mezzi per far sentire la nostra voce e per elevare la nostra protesta. Grazie a Paolo che ci offre queste sane opportunità di confronto.