Il mito del contratto a tempo indeterminato…

E’ duro scontrarsi con il mondo del lavoro quando da giovane si cerca un posto di lavoro gratificante , tale da offrire crescita professionale e stabilità. In genere si fanno i conti con contratti a tempo determinato e offerte di posizioni non ben specificate tendenti alla sopravvivenza. Mi convinco che dipende in prima istanza da noi il rendere o meno un lavoro “indeterminato” , così come dipende da noi attivarsi senza stancarsi per trovare ciò che si vuole. In base alla mia esperienza trovare un posto di lavoro che offra le carettiristiche elencate è assai raro , semmai è più probabile trovarne uno che può offrire un vantaggio di crescita professionale e che è a tempo limitato , e dunque perché non adattarsi a vari tempi determinati con l’obiettivo di trovarne uno in seguito , quando si ha uno skill tale da avere potere contrattuale , di tipo indeterminato? Perchè c’è da dire che o si capita in una azienda da neolaureati che possiede tutti i crismi da poter guardare con fiducia al futuro , o  si è costretti a passare da un posto ad un altro per acquisire una professionalità tale da  poter  bussare  proprio a quelle aziende che viceversa il portone non hanno alcuna intenzione di aprirlo!