Archive for April, 2007

Iole, figlia di Eurito, re di Ecalia, suscitò insieme l’amore di Eracle e la gelosia della moglie di lui Deianira .Il centauro Nesso, morendo per mano di Eracle, aveva dato a Deianira una tunica inzuppata del sangue dell’idra di Lerna, dicendole che aveva il potere di far innamorare chi la indossasse, mentre, in realtà la tunica avrebbe procurato terribili sofferenze.

Quando Deianira vide il marito innamorarsi di Iole pensò fosse giunto il momento di servirsi della tunica. Ma, non appena la indossò, Eracle fu preso da dolori atroci e si uccise. Deianira, disperata, si uccise a sua volta.

[info: http://www.ladante.it/DanteAlighieri/hochfeiler/paradiso/citati/c_iole.htm ]

Eracle impose al figlio Illo di andare sul colle dell’Eta, di fare una pira con legno di quercia e di porlo sopra di essa. Infine, prima di esalare l’ultimo respiro, fece promettere al figlio che avrebbe sposato la bellissima Iole.

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Mi viene spontaneo, e con dolore, fare le seguenti considerazioni:

1) in seguito alla guerra del Golfo non è avvenuta la ricostruzione del programma nucleare a fini militari;

2) dell’uranio grezzo che avrebbe dovuto essere reperito in Niger non c’è traccia (e tengo presente che tale informazione fu la “prova regina” fornita dall’intelligence italiana alla Casa Bianca che rilanciò l’urgenza di un attacco all’Iraq, anche senza risoluzione ONU)

3) la costruzione o sviluppo di strutture mobili per la produzione di armi biologiche mi sembra non siano state trovate

4) del programma di sviluppo di un velivolo senza pilota da utilizzare nelle guerra chimica non se ne è sentito parlare

5) il possesso di missili che superavano i 150 Km di gittata è stato provato

6) la questione fondamentale che Saddam avrebbe potuto usare Al Qaeda come sua avanguardia contro l’occidente non è stata più menzionata

Insomma, a me sembra che di sei punti fondamentali che il governo USA citò per giustificare la campagna militare in Iraq solo uno sia stato provato, degli altri visto che chiaramente non è stato provato alcunchè si può dedurre che non erano fondati, bensì erano motivazioni strumentali per chissà quali altri fini. Il risultato è che dopo quasi 4 anni si ha un paese in guerra civile con centomila morti. Si ho scritto guerra civile, non trovo esista definizione migliore per descrivere cosa sta accadendo in Iraq.

Contemporaneamente l’Italia, in barba all’articolo 11 della Costituzione (L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo), partecipa alla campagna globale contro il terrorismo, per portare la democrazia, e mi viene da aggiungere, la pace e la serenità!

Quali sono le motivazioni reali di tale guerra? Da quattro anni e un centinaio di Porta a Porta, e altre trasmissioni sorelle, ascolto una lunga serie di analisi che offendono la mia intelligenza e che vengono tessute su petali di rosa al fine di decidere il sesso degli angeli. Del contratto di sfruttamento di un giacimento petrolifero, congelato dopo la caduta di Saddam, accordato dall’ex governo iracheno all’ENI proprio a Nassiriya, non nè ho mai sentito parlare…l’Italia è a Nassiriya perché deve svolgere una missione emergenziale ed umanitaria…e la prima base italiana era proprio davanti alla raffineria di Nassiriya.

Abbiamo portato guerra civile…

Senza avere pretese, riporto a seguire il mito di Orfeo e Euridice, così come lo ricordo.

 

Orfeo era un poeta ed era un musico.

Erano state le Muse ad insegnargli a suonare la lira, che aveva ricevuto in dono da Apollo.

Quando Orfeo suonava la lira e “cantava” i suoi versi l’acqua dei torrenti rallentava la sua corsa, i boschi ballavano, gli uccelli, commossi, non avevano la forza di volare e cadevano, le ninfe uscivano dalle querce e le belve dalle loro tane per ascoltarlo.

Orfeo aveva una sposa: Euridice, una ninfa.

Un giorno, mentre correva per sfuggire alle insidie di Aristeo, venne morsa da un serpente e morì.


Orfeo era profondamente innamorato di Euridice, così decise di scendere nell’Ade, l’oscuro regno dei morti, per riportarla nella terra dei vivi.

Con la sua poesia e la sua musica riuscì a commuovere tutti: Caronte lo traghettò sull’altra riva dello Stige; Cerbero, cane a tre teste, non abbaiò; le Erinni, terribili dee infernali, piansero; i dannati cessarono i loro tormenti… Persino il dio Ade e sua moglie Persefone rimasero talmente colpiti dal canto d’amore di Orfeo che gli concessero di riportare Euridice con sé, ma a un patto: Euridice avrebbe dovuto seguire Orfeo lungo la strada buia degli inferi, senza che lui si voltasse a guardarla non prima di essere giunti nel mondo dei vivi. Hermes avrebbe seguito Orfeo e Euridice e avrebbe controllato che durante il cammino Orfeo non si sarebbe voltato a guardarla.
Cominciarono così il cammino e via via Orfeo venne insidiato da un dubbio, temeva cioè di perdere Euridice. Erano ormai giunti alla meta, quando Orfeo preso dal forte desiderio di vederla, per assicurarsi che ci fosse, si voltò.

Così Euridice fu risucchiata nell’Ade . Fu inutile per Orfeo cercare d’afferrargli le mani nel tentativo di trattenerla.

Euridice scese di nuovo negli inferi.

Orfeo rifiutò a seguire l’amore di altre donne, ed inoltre, dato che la sua musica distoglieva i mariti dai loro doveri coniugali, le moglie si vendicarono per mano delle Menadi, che crudelmente lo uccisero e lo gettarono a pezzi nel fiume Ebro. Tuttavia la sua testa, che le Menadi avevano rimosso dal corpo, continuò a vivere e cantare.

Pasolini scriveva: “solo l’amare e il conoscere contano, non l’aver amato, non l’aver conosciuto, da angoscia il vivere di un consumato amore, l’anima non cresce più!

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Venerdì scorso ho vissuto una bella serata con alcuni miei ex-colleghi di lavoro. E’ stata una serata piacevole e densa, mi è dispiaciuto salutarli perchè il saluto imponeva e testimoniava la separazione. Mi sono divertito con loro, ho lavorato piacevolmente con loro… Grazie ragazzi e tanta fortuna.

….”Siamo cinque fratelli. Andiamo verso la morte. Forse non torneremo più [...] Condona i miei debiti”.

Cinque ragazzi, di cui uno di 22 anni e i rimanenti tra i 19 e i 20 anni; compiono un gesto estremo e feroce perché la casa editrice pubblicava la Bibbia ed inoltre faceva proselitismo.

Tre pesone, tre cristiani, incaprettati e sgozzati. L’uomo, seguendo un rituale semitico, immola la vittima sacrificale per la propria purificazione.

Ma è questo l’islam di cui ha bisogno la società musulmana di oggi? Perchè nel corso dei secoli non si è mai affermato un movimento di riforma, come è accaduto molte volte in ambito cristiano (ad esempio)? Perchè l’uomo, la creatura, accetta una dottrina letterale umiliando la propria intelligenza e il proprio senso critico?

Mi auguro che partendo da queste schegge impazzite, da questi rami periferici ed estremi dell’islam, si sviluppi un forte movimento di moderazione e di rinnovamento aperto al dialogo inter-religioso e al rispetto reciproco.

Un’esecuzione stile Holliwood B-Series Movie, drammaticamente reale.

Vent’anni per togliere la vita a 33 persone , fa molta differenza 1 o 33 , dal punto di vista del dolore e dello stordimento muto davanti a simili atti di violenza?

Noi , che viviamo ai margini dell’impero statunitense e che , come le colonie della Roma imperiale , abbiamo le nostre “leggi minori” stiamo interrogandoci sulla presenza invadente e diseducativa dei telefonini nelle aule scolastiche , ma al centro dell’impero si può entrare in classe anche con armi , che funzionano davvero.

Quando una vita viene spenta non si può non sentire una fitta al cuore , è un atto senza ritorno , definitivo , sconvolgente e vecchio come il  mondo.

Con fermezza esterno il mio approccio e la mia posizione , di tipo Antigoneo , cioè , assolutamente , Pietas.

Dov’è l’opposizione in Russia?

Dove può essere l’opposizione nell’era di zar Putin I partendo dal drammatico caso Politoskaja e proseguendo via via fino alla repressione del 15 aprile 2007? C’è il rischio di una deriva autoritaria , certo sottile , cioè dipinta di rosa o di arancione , ma comunque intanto si controlla l’informazione , poi l’economia , infine si ha un forte potere politico centralizzato , cosa altro manca? Ho la sensazione che siamo nell’era dei forti poteri autoriati centralizzati mascherati da democrazie moderne!

(ANSA) – ROMA, 4 APR – ‘Senza Rahmatullah Hanefi si lavora in modo teso e male. O torna con noi o ce ne andiamo’. A dirlo e’ Gino Strada, il fondatore di Emergency. ‘Non ha senso che Emergency resti in un paese dove uno del nostro staff possa essere arrestato’.

(ANSA) – ROMA, 12 APR – “Noi collaboratori italiani di Emergency ci sentiamo direttamente lesi, nella nostra dignità professionale ed umana, dalle aggressioni che provengono da membri influenti delle Istituzioni afgane e dall’inquietante reticenza di quelle italiane”. E’ quanto si legge in una lettera aperta inviata dallo staff italiano di Emergency al Governo italiano. “Consideriamo gravissimo – si legge nella missiva – che il nostro Governo non abbia immediatamente smentito le infamanti illazioni che descrivono Emergency come fiancheggiatrice di terroristi e di Al-Qaeda”. Accuse queste “non confutate neanche nella odierna relazione del Ministro degli Esteri alla Camera dei Deputati”.

Lo sdegno e’ rivolto ”anche agli esponenti della maggioranza e dell’opposizione (nostri rappresentanti) nonche’ a quei mezzi di informazione che in questi giorni vergognosamente hanno indirizzato specifiche ed infondate accuse contro di noi ed il nostro lavoro. Questo- scrive ancora lo staff italiano di Emergency – in qualunque parte del mondo si svolga, e’ finalizzato ,insieme a quello di medici ed infermieri, alla cura quotidiana di tutte le vittime delle guerre e delle violenze terroristiche”. Nel caso di Emergency, ”accusando l’Associazione si accusano tutte le singole persone che con essa collaborano”. Nella lettera Emergency Italia esprime la solidarieta’ al ”collega Rahmatullah, a tutti i nostri colleghi in Afghanistan, a tutti gli afgani che in questi anni abbiamo conosciuto”. ”Nessuna distanza – conclude la nota dello staff italiano di Emergency – potra’ alterare questo legame affettivo e professionale. Noi, da cittadini italiani, chiediamo al nostro Governo se, in quanto collaboratori di Emergency, ci ritenga ‘fiancheggiatori di terroristi’ ”.

Ho letto con dispiacere le comunicazioni di Emergency circa il caso di Rahmatullah…operatori che vengono etichettati come “fiancheggiatori di terroristi”…intanto Emergency lascia l’Afganistan, dunque non lasciano i militari, o i terroristi, no, lasciano degli operatori umanitari, quel “terzo” stato sociale che ha il coraggio di essere d’aiuto nella neutralità di uno stato in guerra civile.

Rimango basito davanti all’assenza di commenti atti a sostanziare il lavoro svolto da Emergency.

Concludo, rimanendo sempre più convinto che solo la presenza di operatori umanitari a vario livello  e funzione possono coltivare quel germe di pace in quelle zone sensibili in cui “interessi” mantengono uno status quo assai discutibile.

Il Senegal è un paese molto povero e per sopravvivere si estrae anche il sale, cioè si estraggono i cristalli di sale da cumuli  salini presenti nel terreno e dal villaggio di Ngaye-Ngaye vengono trasportati per ore verso la cittadina di Saint Louis… per uno o due dollari al giorno. Le persone impiegate in tale attività sono circa tremila.

Sono disponibili delle immagini nel sito seguente:

http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/

Il mito del contratto a tempo indeterminato…

E’ duro scontrarsi con il mondo del lavoro quando da giovane si cerca un posto di lavoro gratificante , tale da offrire crescita professionale e stabilità. In genere si fanno i conti con contratti a tempo determinato e offerte di posizioni non ben specificate tendenti alla sopravvivenza. Mi convinco che dipende in prima istanza da noi il rendere o meno un lavoro “indeterminato” , così come dipende da noi attivarsi senza stancarsi per trovare ciò che si vuole. In base alla mia esperienza trovare un posto di lavoro che offra le carettiristiche elencate è assai raro , semmai è più probabile trovarne uno che può offrire un vantaggio di crescita professionale e che è a tempo limitato , e dunque perché non adattarsi a vari tempi determinati con l’obiettivo di trovarne uno in seguito , quando si ha uno skill tale da avere potere contrattuale , di tipo indeterminato? Perchè c’è da dire che o si capita in una azienda da neolaureati che possiede tutti i crismi da poter guardare con fiducia al futuro , o  si è costretti a passare da un posto ad un altro per acquisire una professionalità tale da  poter  bussare  proprio a quelle aziende che viceversa il portone non hanno alcuna intenzione di aprirlo!