Questo pomeriggio mio nipote (che frequenta la scuola elementare) stava mostrando i compiti di matematica a mia sorella. In particolare mostrava come aveva fatto le addizioni in colonna. Mia sorella gli ha fatto notare che erano sbagliate in quanto lui iniziava a fare le addizioni dalle decine e non dalle unita’ (dunque dalla cifra piu’ significativa)…lui impassibile gli ha risposto che la maestra le faceva cosi’ e ha insistito asserendo che era proprio la maestra ad iniziare dalle decine!
Che dire, la cosa mi ha fatto sorridere, mio nipote si ostinava, e scaricava ogni responsabilita’ sulla maestra! Potere della negazione!
Funzionera’ cosi’ anche per i “grandi”?
Voglio dire, puo’ accadere che davanti ad alcune situazioni si puo’ non voler “vedere” la realta’ e deresponsabilizzarsi, o comunque non porsi in modo paritario nei confronti della situazione e delle persone che ne’ sono coinvolte e quindi non tenersi presenti a se stessi…infatti tenersi presenti significa controntarsi con altri e con se stessi e cio’ puo’ anche essere “rischioso”, come lo e’ quando le situazioni spingono l’uomo a mostrarsi per cio’ che e’, “a venir fuori”. Ma vale la pena, e vale la pena di impegnarsi e battere la testa e batterla ancora, in modo da liberare progressivamente il proprio io da costrizioni che l’io pone a se stesso.