Ho ricevuto una mail contenente una riflessione sulla fiaba di Cenerentola come anche di Biancaneve.
La questione era la seguente: se i personaggi avessero avuto il telefonino come sarebbero cambiate le favole?
Beh, io mi immagino che i personaggi si sarebbero messaggiati, al limite chiamati, visto che erano all’inizio del loro rapporto, e le informazioni che si sarebbero scambiate sarebbero state relative alla scarpa persa, alla mela avvelenata…
Insomma, via il romanticismo, via il sano gusto dell’attesa, via il maturare nel proprio intimo ciò che si vuole comunicare, adeguandosi al target di fornire un’informazione sintetica e soprattutto rapida, e così l’obiettivo del cercare la persona che si vuole amare, in questi casi, viene rimosso lasciando spazio al secco comunicato fatto di abbreviazioni improbabili che lasciano troppo spazio interpretativo a colui che riceve il messaggio, il quale, a sua volta, risponderà con la medesima modalità.
Il risultato sarà una buona dosa di ambiguità, di non detto, di similitudine tra l’uomo che invia il messaggio e un server che invia un messaggio molto simile in modo automatico…
E’ già, l’era della comunicazione di massa, l’era della comunicazione veloce, l’era del non saper attendere una risposta, “calibrando” anche i sentimenti con questa modalità!
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caro Paolo, P. Eligio qualche tempo fa a proposito della moderna tecnologia ( internet, messaggi sms etc..) mi diceva che noi ci illudiamo di controllarli ed usarli per i nostri interessi, ma in realtà sono loro a dominaci, è come voler frenare un treno in corsa con la mano, alla fine ti travolge. Magari si potesse tornarealle vecchie lettere scritte a mano magari profumate, ovvero ai messaggini scritti con la biro su un foglio di quaderno consegnati al volo di una colomba o al collo di una bottiglia……forse siamo solo degli inguaribili romantici, ma io anelo ad una vita più semplice e bucolica.
Pax et bonum
Sì, inguaribili romantici, anche fuorimoda, cioè quella categoria di persone che magari leggendo una parte avvincente di un libro hanno un sobbalzo nel cuore…
Ho una proposta da farti Fabio, a proposito di P.Eligio perchè non scrivi qualcosa sulle comunità di Mondo X? Penso sarebbe interessante.
Grazie per il commento tardo-ottocentesco!
Non vogliamo rubare il potere a nessuno….questa una delle frasi forti che compongono il manifesto di mondo x un progetto nato dalla mente e dal cuore di P. Eligio Gelmini un frate minore di Milano che colpito dal dramma della realtà giovanile malata e schiacciata, negli anni sessanta ha deciso di creare delle comunità di vita attraverso le quali favorire il passaggio dalla società degli uomini alla società dell’uomo, permettendo a migliaia di giovani di uscire dal tunnel della droga, dell’alcol, della depressione e di ritrovare la fiducia in se stessi attraverso il lavoro manuale duro e senza sconti, il dialogo ed il confronto schietto e franco, senza il ricorso a nessun tipo di farmaci.
Perulteriori ragguagli è possibile cercare su internet P. Eligio o comunità di mondo x Cetona.
Ad maiora Fr. Fabio