Ho terminato qualche giorno fa la lettura de L’Esclusa, il romanzo di Pirandello.
Mi ha colpito piacevolmente, nonostante la dolorosa situazione personale e familiare della protagonista, come anche degli altri personaggi che ruotano attorno ad ella, il binomio che emerge tra “morale imposta – morale collettiva” e “morale propria”, cioè aderenza ai propri valori, prescindendo, anche se in parte, dal contesto esterno, cieco e stratificato, immobile e proteso solo al mantenimento dell’apparire. Sì, in definitiva, la protagonista, costretta all’esilio nonostante la sua innocenza, esclusa dalla società e dai suoi valori “esterni”, non rinuncia alla propria dignità.
L’ho trovato molto attuale.
E conoscendo le dinamiche che si instaurano nei piccoli centri abitati, l’ho sentito in parte appartenere più intimamente all’uomo.