Dal quotidiano La Repubblica:
“[...]La Conferenza, apertasi con un minuto di silenzio per l’uccisione di quattro osservatori Onu nel sud del Libano, ha lanciato un appello a Israele perchè eserciti “la massima moderazione” nell’offensiva e ha sottolineato con favore la sua decisione di permettere l’arrivo degli aiuti umanitari anche dall’aeroporto di Beirut.[...]”
Interessante il binomio massima moderazione nell’offensiva.
Un’offensiva dunque moderata, cioè si può fare una guerra per difendersi (è possibile determinare nella crisi medio-orientale chi si difende da un attacco e chi attacca per difendersi?), una guerra appunto, ma moderata, cioè cercando di uccidere il meno possibile e provocare danni alle infrastrutture il più contenuti possibili, così facendo si limita da una parte l’emorragia di profughi, profughi libanesi, cioè cittadini libanesi che per una piccola percentuale possono anche morire, infatti l’offensiva può essere moderata, e dall’altra si costruisce una pace duratura.
Dunque perseguire il Peace Keeping e intanto procedere con azioni belliche, i razzi Hezbollah da una parte, i bombardamenti Israeliani dall’altra, l’ONU che asmatica si perde dietro la fumosa risoluzione 1559, i potenti fanno vertici, i caschi blu muoiono, un muro di separazione tra Isarele e Palestina è stato costruito, l’Iran e la Siria sostengono gli Hezbollah, i paesi arabi si mostrano moderati, gli occidentali si stringono mani e sorridono, forse si preoccupano,… e nel centro rimangono i bimbi, persone innocenti, siano essi libanesi, israeliani, siriani, iraniani o palestinesi, ovviamente non fa differenza. In più, essedo i bimbi gli adulti di domani, coma sarà la società futura, se nel loro “oggi” vengono abituati ed educati ad odiare il prossimo, abituati a familiarizzare con la morte ogni giorno?
Le immagini che pubblico a seguire sono una sintesi delle considerazioni che ho appena fatto.

figure 1: vertice di Roma del 26 luglio
[downlaod from www.repubblica.it]

figure 2: vertice di Roma del 26 luglio
[downlaod from www.repubblica.it]

figure 3: Libano, in una a scuola dove alloggiano gli sfollati
[© UNICEF/HQ06 1040/Kate Brooks]
d’altronde il libano…. a parte i cedri….l’occidente temendo reazioni “economiche” (leggi petrolio) dal mondo arabo fa il pesce in barile (di petrolio) il libano in se’ non esercita alcuna attrattiva mentre israele ha ormai il perenne “bonus ” olocausto e diaspora…fregarsene del tutto non si può perché in fondo c’è qualcuno che “moderatamente” muore quindi non è giusto fregarsene, però siccome ci si fa male “moderatamente” e, in fondo in libano crescono solo cedri nessuno partirà a garantire la pace ,la democrazia e la libertà, ne’ scatenerà tempeste nel deserto…magarì sì ecco “apriamo un corridoio umanitario” ……e poi tra 3 giorni è agosto….facciamo così se a settembre non hanno ancora risolto vediamo……
ma non ti fa rabbia tutto questo?
persone eleganti (e potenti) che, tranquillamente sedute in un locale raffinato, “tranquillamente” decidono le sorti di altri individui, molto più sfortunati di loro…
dov’è la giustizia in tutto ciò? dove l’umanità ed il rispetto per l’essere umano?
in un’epoca in cui il progresso è la parola maestra in ogni circostanza, come si può ancora anche solo accettare l’ossimoro di una guerra funzionale a portare pace, di un’”offensiva moderata”?
e noi ce ne stiamo qui, comodamente seduti davanti ai nostri PC, a speculare ed assistere a tutto questo schifo con le mani in mano…
a me fa molta rabbia…la mia era un’analisi “leggermente” ironica della situazione…la mia rabbia è motivata da due fattori: il primo è l’imbecillità di chi ritiene risolutivo spararsi, il secondo è l’ipocrisia di chi ha “il potere” ma lo esercita solo nei modi e nelle forme funzionali al dio denaro e mai per un bene collettivo. Tuttavia non cadrei nel tranello del “noi che ce ne stiamo qui”….noi che ce ne stiamo qui non andiamo in giro a sparare alla gente, ne’ abbiamo il potere (per quanto vogliamo essere egocentrici) di fermare una guerra, e, forse anche se noi da qui andassimo lì probabilmente l’unica risposta che otterremmo sarebbe qualche colpo di fucile. Non sono neanche d’accordo che la forza non serva, al limite posso pensare che esistano tanti tipi di forza e non solo quella delle bombe e vari modi per esercitarla, ma pensare di andar lì a dire non sparatevi che non sta bene credo sia quantomeno utopistico. La storia del mondo è fatta anche di conflitti, la nostra storia occidentale è fatta di conflitti, noi stessi siamo figli di invasioni e “liberazioni” militari dove si moriva e ci si sparava….il progresso , concetto discutibile, non coinvolge tutto il mondo con la stessa velocità, la sensibilità, la moralità ,i valori occidentali sono molto diversi da quelli orientali o peggio mediorientali e forse è giusto che ogni pezzo di mondo vada alla sua velocità…non è detto che esista una giustizia assoluta….mi viene alla mente il paragone di un genitore che dica al figlio non fare questo, non fare quello, ma il figlio fa quello che vuole fino a capire dopo anni quello che gli diceva il genitore….nella realtà il genitore non è disinteressato per cui nel distribuire punizioni e premi non persegue sempre il bene del figlio che forse così cresce disorientato e “problematico”
…la rabbia c’è.
Il fatto stesso di parlarne, personalmente con un tono che potrebbe sembrare distaccato, palesa proprio ciò, c’è rabbia.
Rabbia per ciò che ho scritto e leggo quotidianamente, rabbia perchè mi sento impotente, impotente nel senso che comunque anche se andassi in prima linea cosa potrei fare se non avere due opzioni, la prima, quella di rispondere con la non violenza (alla Ghandi…per essere concreti), la seconda proteggermi e in qualche modo schierarmi. Ma io non voglio schierarmi, non riesco a vedere un responsabile e una vittima, i ruoli sono confusi, dunque…parlarne e confrontarsi per condividere le proprie opinioni, acuire il senso critico, forse capire un pò di più e poi per testimoniare che comunque non si è disinteressati a questo enorme dramma, insomma tra calciopoli e liberalizzazioni, tra problemi di linea in estate e consigli per comprare, il minimo che si può fare è parlarne, far sentire la propria voce.
Grazie per i vostri commenti, preziosi.