Thu 29 Jun 2006
Ss. Pietro e Paolo
Posted by Paolo under miscellanea
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Pensando a questa festa mi viene spontaneo pensare all’immagine di cui sotto.

figure 1: Basilica di S.Paolo fuori le mura
Thu 29 Jun 2006
Posted by Paolo under miscellanea
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Pensando a questa festa mi viene spontaneo pensare all’immagine di cui sotto.

figure 1: Basilica di S.Paolo fuori le mura
Sat 24 Jun 2006
Posted by Paolo under miscellanea
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Una volta aperta una scatola di vermi, l’unico modo di rimetterli in scatola è usarne una piu’ grande.
Sat 24 Jun 2006
Posted by Paolo under miscellanea
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Sotto pressione, le cose peggiorano.
Tue 20 Jun 2006
Posted by Paolo under personale
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A new event.
A new day.
A lot of different sensations, beautifull sensations!

figure 1: (Manet)
[download from:
http://college-de-vevey.vd.ch/auteur/livres/introductionpeint.htm]
Tue 13 Jun 2006
Posted by Paolo under personale
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Riporto a seguire alcune parti di un articolo secondo me molto interessante.
“[...]Il cristiano di questo tempo ultra-moderno, vivendo tra crisi delle istituzioni, pluralismo e deregulation del religioso, è tentato di vedere nella chiesa una “riserva” di credenze e di servizi religiosi cui ricorrere in una libera scelta individuale. Non è più la religione che propone una fede e una morale, ma sono i singoli che chiedono alla religione ciò di cui hanno bisogno: i fedeli, sempre meno “praticanti”, sono sempre più “infedeli” rispetto alla chiesa. Questo individualismo religioso non significa abbandono del sentimento di appartenenza a una religione (tuttora la stragrande maggioranza degli italiani si dichiara cattolica), ma sia quelli che sono “nel seno della chiesa”, sia quelli che sono fuori vivono una dislocazione tra fede, morale, appartenenza, pratica e conformità: si crede senza appartenere alla chiesa, ma ci si dice appartenenti alla religione cattolica senza credere. È paradossale, ma oggi è questo il divorzio! Le appartenenze sono plurime e non si avverte la contraddizione di appartenere culturalmente al cristianesimo senza appartenervi realmente. La religione è scissa in molte dimensioni che non coabitano tra di loro perché le parti del sistema si sono disgregate.[...]
È in tale contesto che è diventato possibile l’ascolto, l’applauso, l’ammirazione, la commozione per i “simboli” religiosi, siano essi persone carismatiche o grandi eventi, da parte di quelli che non sono mai disponibili né disposti ad assumere e a realizzare quotidianamente ciò che viene richiesto.[...]
Oggi, se mai, ci si è attrezzati meglio nell’invocare una giustificazione per questo comportamento: alla logica dell’obbedienza si sarebbe sostituita la logica della responsabilità. Per i credenti che hanno “fede popolare”, come si ama dire oggi, e per i militanti, impegnati in un cammino di forte coinvolgimento, la fede è vista come essenzialmente personale: l’importante è che aiuti a vivere meglio, che faccia crescere, che contribuisca alla ricerca della felicità. E così si finisce per misurare anche la fede in base a quello che apporta: benessere, armonia, guarigione… Sì, perché il nuovo nome della salvezza è il compimento e la cura di sé, è lo star bene con sé e con gli altri. In questa deriva, la fede deve contrastare la sofferenza, impedire qualsiasi dolore e fatica anziché assumerli nel dare forma alla propria esistenza.[...]
Può sorprendere, ma praticamente nessuno sembra ravvisare il carattere narcisistico di questa deriva, la frantumazione di ciò che è comunitario, sociale… Tutto è misurato sulla capacità di condurre alla realizzazione di sé e, in questo, non si teme né il soggettivismo, né il ripiegamento su di sé.[...]
La salvezza che il cristianesimo vuole annunciare non è un intimistico star bene con se stessi ma è una realtà destinata a tutti, collocata dentro la storia, inserita in una dimensione comunitaria.[...]
Così, per quanto paradossale possa apparire, a livello sociale non la visibilità, non il clamoroso, non l’efficienza, non l’evidente sono i luoghi di manifestazione dell’essenza della fede cristiana, ma il segreto del cuore e una prassi storica quotidiana spesso nascosta e di poca risonanza. Sì, il contributo cristiano a una società più vivibile non verrà da ripiegamenti su se stessi né da dispiegamento di forze di pressione ma, oggi come al sorgere del cristianesimo, dalla capacità di mostrare una differenza abitata dal senso.”
Info: La fede non è la medicina dell’io - E.Bianchi – La Stampa, 26 febbraio 2005
Tue 13 Jun 2006
Posted by Paolo under diario
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Night considerations.
What I felt yesterday night…is described by the picture below!

figure 1: Boating on the Seine (Renoir)
[© National Gallery, London]
Tue 13 Jun 2006
Posted by Paolo under miscellanea
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La Linea Gotica era una linea difensiva che fu costruita dai militari Tedeschi nel 1944 per impedire che gli Alleati raggiungessero la Pianura Padana e di conseguenza impedire che potessero raggiungere l’Europa centrale, e ovviamente la Germania. Essa tagliava in due la penisola italiana da Massa-Carrara a Rimini, si estendeva per una lunghezza di 320 km e per una profondità che in alcuni punti raggiungeva i 30 km.
Era dotata di difese di vario genere, tra le quali campi minati, reticolati, fossati anticarro, trincee, ricoveri, bunker per l’artiglieria e per le mitragliatrici. Le zone maggiormente fortificate della Linea Gotica erano quelle costiere ed il settore a cavallo del Passo della Futa.
Quando con l’offensiva angloamericana riuscì a far crollare la Linea Gotica, questa aveva già egregiamente adempiuto al compito attribuitogli, ritardare per il maggior tempo possibile l’avanzata Alleata.
E’ stato calcolato che la Germania perse sulla Linea Gotica circa 75.000 uomini tra morti, feriti e dispersi, gli Alleati circa 65.000.

Ancora sulla guerra…
Riflussi storici? Forse medesimo atteggiamento dell’uomo? O da sempre popoli e padroni?
Fri 9 Jun 2006
Posted by Paolo under personale
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Just a picture about it!

figure 1: Starry night over the Rhöne (Van Gogh)
[download from: demimparati.blogs.sapo.pt/ arquivo/2004_03.html]
Thu 8 Jun 2006
Posted by Paolo under diario
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Il sentimento che negli ultimi giorni vivo riguardo la guerra in Iraq è descritto dall’immagine seguente. Mi rendo conto che è un pò cruda, forse anche “particolare”, nel senso che non è riferita ai civili, o ad altri militari, ma c’è differenza tra una persona morta e l’altra?

Tue 6 Jun 2006
Posted by Paolo under diario
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“La pace di una lobby di sfruttatori è la stessa perseguita dalle turbe degli oppressi? La pace delle multinazionali coincide con quella dei salariati sotto costo? La pace voluta dai dittatori si identifica con quella sognata dai perseguitati politici? E sul vocabolario del regime di Pretoria, la definizione di pace suona allo stesso modo che sul vocabolario delle vittime dell’apartheid? ” (Don Tonino Bello)
La pace dei pacificatori occidentali, che auspicano il mantenimento della pace mondiale (peace keeping) con le armi, è la stessa dei popoli oppressi dal loro regime e dall’embargo economico imposto? Altri mille Iraq? Altri mille Afghanistan? Possibili altri mille Iran?