Col tempo la struttura iconografica si definì e le Tre Grazie vennero sempre più regolarmente raffigurate come giovani fanciulle coronate da rose, fiori che per la loro bellezza erano sacri a Venere; oppure da mirti, gli arbusti sempreverdi che proprio per il fatto che non ingialliscono mai alludono all’eternità dell’amore. Eccole dunque rappresentate mentre danzano avvolte in abiti soffici e trasparenti, o mentre cantano i loro inni al supremo dio dell’Olimpo o mentre ancora, in compagnia delle Muse e delle Ore, stanno elegantemente al fianco di quelle divinità di cui sono le ancelle fedeli.
Tali aspetti sono evidenti nelle immagini dei post precedenti, tuttavia anche nelle immagini seguenti è possibile scorgere la “dedizione” degli artisti verso le muse, derivata credo dall’effetto prodotto del mito sull’uomo.
Io personalmente sono molto legato al mito dei greci e per me postare sulle “grazie” è un pò come passeggiare nei prati fioriti dell’Olimpo!

figura 1: Watts

figura 2: Carle Van Loo