Soltanto nel Terzo Reich avvenne che madri e bambini ebrei fossero intenzionalmente, sistematicamente, implacabilmente e senza eccezione assassinati.[...] Non nell’impero schiavista sovietico, non nelle antiche e moderne schiavitù, non nelle guerre medievali di religione, non durante la conquista del Nuovo Mondo, non nella Turchia della prima guerra mondiale, non in Sudan, in Ruanda o Burundi, non in Indonesia, Cina o Cambogia, proprio in nessun altro luogo nella storia si ebbe un ordine così inflessibile.
Neanche le precedenti vicende antisemite, talora violentissime, reggono il confronto con quella qui narrata. Nè peraltro è scientificamente sensato un affiancamento puramente nominale tra lager nazista e gulag sovietico, in quanto, prima ancora di altre considerazioni, il lager di Auschwitz-Birkenau conteneva strutture dedicate allo sterminio (le camere a gas), ove veniva immediatamente condotta la maggior parte degli arrivati (e progressivamente gli altri), mentre nei gulag non erano previste né camere a gas né altri mezzi di sterminio. La definizione di unicità è quindi figlia della comparazione storica e non un ostacolo precostituito che si frappone alla comparazione. La Shoah è comparabile, e proprio attraverso il confronto possiamo comprenderla o progredire nella sua comprensione.
Tratto da: La Shoah in Italia, M.Sarfatti, Einaudi, 2005